Archivio di notizie sulla protezione dei minori in rete
Pornografia, una dipendenza socialmente costosa
Esiste una patologia riconosciuta in coloro che non possono prescindere dalla ricerca di materiale pornografico. L'articolo di Cogito et volo afferma: "Quando si dice che una sostanza crea dipendenza, significa che si sta verificando un malfunzionamento dell’area del rewarding, che porta ad avere disperatamente bisogno di quella sostanza che non è più in grado di dare quella sensazione di appagamento. L'abuso di porno stimola la produzione di dopamina, collegata all'impulso sessuale, al punto da impedirne lo spegnimento. Ciò è molto pericoloso perchè la dopamina è strettamente legata alla plasticità neuronale ed è quindi in grado di alterare le connessioni sinaptiche portando ad alterazioni di tipo biochimico e anatomico".
Safer Internet Day 2013
Il 5 febbraio è la decima edizione del Safer Internet Day, giornata dedicata alla sensibilizzazione sui rischi della navigazione in rete e sui modi per utilizzare le risorse di Internet in modo sano e proficuo. Nel sito cofinanziato dalla Commissione Europea sono elencate le iniziative italiane al riguardo.
Google rende le ricerche pornografiche più difficili
Un portavoce di Google ha spiegato che la modifica al sistema Safe search di ricerca delle immagini è orientata a dare all'utente sempre i risultati più pertinenti. Perciò, a meno che non si cerchino termini molto espliciti, in caso di parole ambigue il risultato non mostrerà immagini pornografiche. Questa innovazione dovrebbe evitare "incidenti di percorso" soprattutto per i bambini che cercano parole innocue leggermente modificate per errore.
La novità è attiva inizialmente solo per il motore di ricerca in inglese google.com.
Il Parlamento europeo chiede una maggiore protezione per i bambini in rete
Il Parlamento Europeo ha approvato ieri per alzata di mano una risoluzione sull'invito agli Stati membri per incrementare gli sforzi attraverso leggi, cooperazione e condivisione di buone pratiche, per combattere contenuti illegali e dannosi per i minori e assicurare che le risorse on line possano essere usate con meno rischi.
Tutti i ragazzi europei tra 9 e 16 anni usano computer per giocare o studiare e metà di quelli tra 11 e 16 anni affermano che si esprimono in rete meglio che nella vita reale. Sono però soggetti a rischi di violenza, frode, pornografia, molestie e forme di adescamento che diminuiscono la loro percezione di ciò che è offensivo e della dignità propria e altrui.
La proposta parlamentare è di introdurre nei programmi educativi scolastici per bambini e ragazzi l'educazione ai mezzi di comunicazione digitale, e di estendere tali insegnamenti ai genitori e ai docenti.
Sono anche raccomandate azioni di coordinamento internazionale contro i crimini verso i minori e politiche comuni per la rimozione di contenuti dannosi in rete, oltre allo sviluppo e all'applicazione di sistemi di parental control.
Gli adolescenti nascondono ai genitori la propria attività su Internet
In concomitanza con la giornata mondiale dell'infanzia, McAfee e Atomik Research pubblicano i risultati di un'indagine su 400 tra genitori e adolescenti di vari Paesi europei. I tre quarti dei ragazzi italiani afferma di avere la fiducia dei propri genitori in relazione alla navigazione Internet e il 44% dei genitori è convinto di sapere tutto dell'attività in rete dei figli. Ma solo un quarto dei ragazzi ha dichiarato di non sapere come eludere questo controllo. Circa il 18% degli adolescenti italiani ha un indirizzo di posta elettronica sconosciuto ai genitori.
Il 43% degli intervistati italiani ammette che i loro genitori non approverebbero alcuni dei siti che visitano o dei video che vedono. Quasi la metà dei ragazzi italiani afferma di aver scaricato musica pirata e il 6% dice di aver comprato alcolici o farmaci su Internet. Significativo il 26,5% di adolescenti italiani (contro il 12% scarso degli europei) che dichiara di aver pubblicato una propria foto poco appropriata in rete.
Solamente il 2,2% dei genitori ha impostato il parental control sul computer di casa.
Ratificata la Convenzione di Lanzarote per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale
Il Senato della Repubblica italiana ha ratificato la Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale, abitualmente chiamata Convenzione di Lanzarote perché firmata il 25 ottobre 2007 a Lanzarote, nelle isole Canarie. Con la ratifica, dopo molti anni di attesa, si aggiunge finalmente al Codice penale l'art. 414-bis "Istigazione a pratiche di pedofilia e di pedopornografia" che condanna a reclusione chi con qualsiasi mezzo e con qualsiasi forma di espressione, pubblicamente istiga a commettere, in danno di minorenni, uno o più delitti previsti dagli articoli dello stesso codice riguardanti la pornografia e prostituzione minorile, il turismo sessuale, la corruzione, gli atti sessuali e la violenza. Alla stessa pena soggiace anche chi pubblicamente fa l’apologia di uno o più delitti citati e non possono essere invocate, a propria scusa, ragioni o finalità di carattere artistico, letterario, storico o di costume.
Il testo integrale originale in inglese della Convenzione di Lanzarote
Gli adolescenti cercano il sesso su Internet
Alla presentazione del 2° Congresso nazionale del Sindacato Medici Pediatri di Famiglia (SiMPeF), previsto il 21 e 22 settembre 2012, il sessuologo Maurizio Bini ha dichiarato che il 74% degli adolescenti maschi e il 37% delle femmine di pari età, ricorre al web per fare sesso, vedere sesso, sapere tutto sul sesso o cercare un partner. Il sexting è fotografarsi nudi o in pose provocanti, di nascosto dai genitori, inviando le immagini per MMS o via posta elettronica. Secondo una recente indagine, il 20% degli adolescenti ha inviato queste immagini e il 40% le ha ricevute, il che significa che non esiste solo il sexting attivo, ma anche quello passivo, non voluto, ma ugualmente rischioso per lo sviluppo dell'identità sessuale del giovane. Un altro fenomeno in crescita è la ricerca di materiale sessualmente esplicito sul web: ciò può provocare nel giovane evidenti ripercussioni sulla sessualità agita, e in particolare sul rapporto di fedeltà al partner. Infatti, proprio per quest'ampia disponibilità, si crea un rapporto con le immagini e l'immaginazione instabile: non si è fedeli al partner "fantasma" e lo si sarà probabilmente meno anche con il partner reale.
La privacy a scuola
Il Garante della privacy ha pubblicato una nuova edizione dell'opuscolo del 2010 dedicato alle scuole: in sole cinque sintetiche pagine riassume in termini accessibili a docenti e studenti cosa è consentito fare negli istituti scolastici. I capitoli sono:
- Temi in classe
- Cellulari e tablet
- Recite e gite scolastiche
- Retta e servizio mensa
- Telecamere
- Inserimento professionale
- Questionari per attività di ricerca
- Iscrizione e registri on line, pagella elettronica
- Voti, scrutini, esami di Stato
- Trattamento dei dati personali
9 giugno: incontro formativo per ragazzi e famiglie a Terni su rischi e opportunità di Internet
Strategia dell'Unione Europea per un Internet più sicuro per i minori
La Commissione europea ha pubblicato ieri un documento di strategia in cui delinea una serie di misure per:
- incoraggiare le imprese europee a sviluppare contenuti online di qualità per i minori
- creare un ambiente sicuro per i minori che navigano in Internet
- sensibilizzare ai potenziali rischi cui sono esposti questi utenti e aiutarli fornendo loro gli strumenti e i sistemi necessari per proteggersi, sviluppare il proprio senso critico e le competenze informatiche
- combattere l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori.
Audizione del direttore del portale ilFiltro.it al Consiglio Nazionale degli Utenti
Il direttore del portale di difesa dei minori www.ilFiltro.it dell'Associazione Centro ELIS, Michele Crudele, è stato convocato oggi in audizione dal CNU - Consiglio Nazionale degli Utenti presso l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per riferire sulle caratteristiche dei sistemi di protezione della navigazione dei minori in Internet.
Raccomandazione del Consiglio d'Europa sulla protezione dei minori in rete
Il Consiglio d'Europa ha invitato gli Stati membri a prendere le opportune misure per garantire la sicurezza e proteggere la dignità dei minori in rete attraverso queste azioni:
- informare chiaramente sui contenuti o i comportamenti illegali
- sviluppare politiche editoriali per definire quali contenuti dei social network sono "inappropriati" senza impedire la libera espressione
- impostare semplici meccanismi di segnalazione di illegalità o contenuti inadatti ai minori
- condividere buone pratiche sul cyberbullismo e cybergrooming
- evitare di bloccare o filtrare contenuti offensivi o pericolosi in modalità che possano impedirne l'accesso in nome della libera espressione; incoraggiare l'uso di sistemi di filtraggio ad attivazione volontaria.
L'ultimo punto sembra in polemica con le proposte di alcuni governi di applicare filtri a livello nazionale, anche se con la possibilità di disattivarli su richiesta. La raccomandazione del Consiglio d'Europa ribalta l'approccio: invece di bloccare tranne quando richiesto, bisogna lasciare tutto accessibile tranne quando richiesto di filtrare. La questione è importante perché il comportamento della gente è molto condizionato da quella che è la proposta standard: ogni azione ulteriore richiede il superamento di una soglia di interesse. Quindi se i contratti di navigazione Internet fossero sempre filtrati, la maggior parte della popolazione li lascerebbe in quello stato. Se invece fossero, come sono, sempre totalmente liberi, difficilmente attivano la protezione filtrata anche se gratuita.
Pubblicati su ilFiltro.it i risultati dei nuovi test dei sistemi di controllo della navigazione per la protezione dei minori
L'aumento di segnalazioni di abuso di minori non è un caso: "Il minore di accosta al web, a questo o a quell'altro sito, per curiosità. Ma è come se si mettesse in vetrina, comincia a scimmiottare i modelli che offre la TV, le pubblicità. C'è un'evoluzione del costume sessuale, del buon gusto. Se il minore sta ore e ore sul web, il rischio di incontri con i pedofili aumenta. Ora è lo stesso minore ad essere attratto dall'adulto, dalla persona grande, gli piace provocare, lo vede come un gioco. Non bisogna trattare la tecnologia come una tata per i figli: la piazza virtuale è meno sicura di quella reale".
Tra le statistiche riportate, risalta che la fonte più frequente di consultazione di video pornografici (erano possibili più risposte) è Internet a casa (18% tra studenti medi e 30% tra superiori) e la seconda e terza sono Internet fuori casa e i cellulari (poco meno dell'8% ciascuna, sia per medi che per superiori); nessuna risposta hanno dato il 75% dei medi e il 69% dei superiori.
Alla domanda sull'esistenza di sistemi di controllo della navigazione (parental control) sui computer usati, hanno risposto quasi tutti, e di loro hanno detto di sì a casa il 24% degli studenti medi e il 14% dei superiori, mentre a scuola 23% delle medie e 41% delle superiori. Molte le risposte "non so", spesso oltre il 50%. Purtroppo proprio dove ce ne sarebbe più bisogno, perché non ci sono tecnici di laboratorio di informatica nelle scuole medie, non si adottano le precauzioni per la navigazione.
Alla domanda se nell'ultimo anno ti è capitato di vedere su Internet film, fotografie o altro materiale a contenuto pornografico, ha risposto "mai" il 60% (di cui solo un terzo maschi) degli studenti delle scuole medie e il 43,5% (di cui solo un settimo maschi) delle superiori. Considerata la facilità di reperimento, anche non voluto, di foto porno in rete, sono risposte un po' "sospette" che possono essere interpretate con una scarsa sensibilità al tema, per cui "porno" vorrebbe dire solamente "estremo", "hard".
Il rapporto chiede quindi di aiutare culturalmente i bambini, condannare chi abusa, ridurre il materiale pericoloso in rete, curare il recupero dei bambini violati. Invita quindi anche le imprese a produrre filtri più efficaci.
Nel 2010 l'Internet Watch Foundation ha identificato 16.700 casi di contenuto pedopornografico nel mondo e stima che ci siano milioni di immagini in rete, che stanno diventando sempre più sofisticate e violente, con decine di migliaia di bambini coinvolti, di cui il 73% sotto i dieci anni.
Il 46,1% dei ragazzi legge di meno da quando utilizza Internet, il 21% sta meno all’aria aperta, il 14,3% parla meno con i genitori e il 9,8% vede meno i suoi amici. Tra i 12 e i 15 anni il 42,5% controlla continuamente la posta elettronica o Facebook sperando che qualcuno gli abbia inviato un messaggio. Il 34,3% dei ragazzi usa Internet per non pensare e per sentirsi meglio. Il 19,5% si sente irrequieto, nervoso e triste quando non può accedere alla Rete e il 17,2%, ha cercato di ridurre l’uso di Internet senza riuscirci.
Ma nonostante l’amore per le tecnologie, il 75% dei giovani ama parlare delle cose importanti di persona.
Da una ricerca condotta da SWG per il Moige è emerso che 7 minori su 10 navigano in rete quotidianamente.
Il 58% dei genitori di bambini dai 12 ai 13 anni sostiene che i figli visitano solitamente i siti dei social network e dei motori di ricerca. Da un focus group condotto da A&F Research risulta che solo 3 adulti (30%) e 4 ragazzi su 10 (40%) sanno come impostare le regole di privacy nei Social Network.
8 genitori su 100 utilizzano le funzioni di Parental Control messe a disposizione dai software di sicurezza.
La Commissione intende affrontare tali problematiche più avanti nel corso dell'anno mediante un'iniziativa di ampio respiro volta a educare e proteggere i bambini che usano le nuove tecnologie.
Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione responsabile dell'Agenda digitale ha dichiarato: I bambini si recano online più spesso e cominciano più giovani, esplorando un entusiasmante mondo digitale pieno di opportunità. Dobbiamo però imprimere urgentemente un impulso alle nostre azioni e al modo di collaborare per educare e proteggere i bambini in questo mondo virtuale in continua evoluzione. Dobbiamo infondere ai genitori e agli insegnanti la fiducia necessaria per assumersi le loro responsabilità. La strategia che intendo presentare nel corso dell'anno affronterà direttamente questi problemi.
La relazione suggerisce diverse azioni, tra le quali:
- Contenuti illeciti e nocivi: diffondere la conoscenza delle linee dirette e migliorare le infrastrutture di sostegno per agevolare la rimozione di contenuti illeciti.
- Networking sociale e privacy: incrementare la consapevolezza dei rischi e i modi per ridurli.
- Classificazione per età e sistemi di codifica: un uso più ampio dei sistemi di classificazione per età (come PEGI) per i videogiochi online; sviluppo di codici di condotta e altri modi per aumentare la conoscenza della classificazione per età da parte dei rivenditori, in modo da evitare la vendita ai "minori".
Presentazione dei dati dell’indagine nazionale ELIS 2011
Biblioteca Centro ELIS, via Sandro Sandri 71 – 00159 Roma
Mercoledì 14 settembre alle 11 si terrà la conferenza stampa di presentazione dei risultati dell'indagine ELIS commissionata a Format per comprendere se e quanto i genitori italiani siano consapevoli dei pericoli di Internet e se proteggono opportunamente i propri figli durante la navigazione in rete. Sarà presente la Polizia Postale e delle Comunicazioni, lo psichiatra Federico Tonioni - autore del libro “Quando Internet diventa una droga”, e coordinatore dell'Ambulatorio del Policlinico Gemelli sulle patologie da dipendenza da Internet -, Michele Crudele direttore del portale ELIS www.ilFiltro.it sulla difesa dei minori, e Pierluigi Ascani, presidente dell’Istituto di ricerca Format di Roma. Sono invitati i giornalisti ed in particolare i docenti delle scuole primarie di Roma per affrontare con consapevolezza la tutela dei loro alunni dai rischi di Internet.
Risulta che, mentre Bebo ottiene il massimo dei voti nella valutazione dei 7 principi e in 4 su 5 nell'implementazione, e MySpace eccellenza in 9 e sufficienza in 3 principi, Facebook ottiene la sufficienza in tutto, ma l'eccellenza solo su 2 punti sul totale di 12. Drammatica è la valutazione di Giovani.it che risulta insufficiente in 9 principi e sufficiente solo in 3. Non vanno molto meglio gli altri social network esaminati, poco conosciuti in Italia.
Telefono Arcobaleno riporta che dall'inizio del 2011 ci sono 18.185 nuovi siti pedofili e sono più di 12.000 al mese i consumatori di pedopornografia. La quasi totalità della pedofilia on line si concentra in Europa (51%) e Nord America (47%), con un coinvolgimento sempre maggiore dei paesi di origine anglosassone (USA, Canada, Cipro, Regno Unito). Sempre in Europa e Nord America si registra la maggiore concentrazione di pedofili che ricercano quantità sempre crescenti di foto e video per soddisfare la loro perversione.
L'Italia ospita una quantità minima di siti pedofili, ma registra il 4° posto mondiale nelle richieste di materiale pedopornografico sul web: nel primo trimestre 2011 sono il 6% i consumatori italiani di pedofilia.
L'oscuramento dei siti pedofili segnalati dalle organizzazioni come Telefono Arcobaleno è prontamente effettuato dai fornitori di connettività italiani, anche in applicazione delle leggi vigenti.
Il progetto ha l'obiettivo di sensibilizzare ragazzi, insegnanti e genitori di scuole italiane e spagnole all'uso sicuro dei social media attraverso un approccio educativo congiunto.
Nella pagina principale appare una intervista filmata a Stefano Maruzzi, Country Manager di Google, che in passato è stato responsabile Microsoft di MSN.it e ha partecipato alle audizioni del Comitato Internet e Minori. Maruzzi affronta correttamente su una base di fiducia il problema della relazione con i figli riguardo alla navigazione in rete, ma afferma che non ha installato filtri di protezione per le figlie adolescenti: sorprende la sua decisione tenendo presenti i rischi derivanti anche da azioni non volontarie nell'uso del web. Si incappa in siti pericolosi anche senza andarli a cercare e un filtro crea un argine utile per evitare danni.
La sensazione di pericolo dei genitori riguardo l’uso del web da parte dei minori è abbastanza relativa, e scaturisce solo da eventi di cronaca o da informazioni provenienti da fonti autorevoli: sembra emergere una sorta di “abitudine anestetica”, presumibilmente incentivata da una scarsa conoscenza effettiva dei pericoli “non so neanche bene cosa devo controllare, mi fido di mio figlio”. La fiducia nei comportamenti dei figli in rete è infatti piuttosto elevata (6,79 in una scala da 1 a 10). Anche i bambini e i ragazzi, del resto, manifestano una radicata convinzione (8,3 in una scala da 1 a 10) che “i genitori si fidano dei miei comportamenti online”.
Prevale dunque un “controllo ambientale generico”, basato su una selezione di tempi e possibilità di utilizzo della Rete e su un generico ricorso al dialogo, nella quasi totale assenza di software specifici e funzioni di parental control. Le misure di controllo e prevenzione adottate dai genitori, di fatto, non sembrano tra le più severe ed efficaci: 6 genitori su 10 si limitano a parlare genericamente dell’argomento con i propri figli, 4 su 10 navigano insieme a loro e solo 3 su 10 condividono la scelta dei siti da visitare. Il 40% controlla periodicamente siti visitati e le attività online, mentre solo l'8% dei genitori utilizza le funzioni di parental control.
Non vi è una chiara consapevolezza da parte degli adulti di come fare per evitare i pericoli evidenti in rete: prevale un generico “ci sono tutti e lo utilizzano tutti”, nella convinzione che “il divieto non funziona, bisogna insegnare ai ragazzi come comportarsi”.
In media sono necessari solamente sei mesi prima che un neonato abbia la sua personalità in rete.
Il 7% di loro ha un indirizzo di posta elettronica dalla nascita e il 5% un profilo tipo Facebook. Il 23% (14% in Italia) dei figli appare in rete anche prima di nascere, con le proprie ecografie.
La tecnica di "masquerading" cioè di sostituirsi a un sito legittimo può essere attuata in diversi modi, tramite agenti sul computer dal quale si naviga oppure, come sembra in questo caso, tramite compromissione del server visitato.
«È una questione molto seria - ha detto il ministro britannico delle comunicazioni - mi auguro che gli internet provider forniscano delle soluzioni evitando a noi di creare una legge ad hoc». «Oggi la pornografia su internet è una questione che riguarda la salute mentale perchè sappiamo i danni che può creare», ha detto la presidente di Safermedia Miranda Suit citando il caso dei due fratellini di Sheffield, 11 e 12 anni, condannati a cinque anni di reclusione per aver picchiato, torturato, minacciato di uccidere e costretto a fare sesso tra di loro due bambini che avevano 9 e 11 anni. Durante il processo era emerso che i due fratelli violenti venivano da famiglie disastrate e avevano accesso a siti pornografici.
Tra i risultati più significativi:
- Il 40% dei bambini inizia a navigare su Internet prima dei 10 anni, il 60% dopo
- Ci si iscrive ai social network molto prima dell'età minima (13 anni per Facebook) e il 16% lo ha fatto prima dei 10 anni.
- Il 30% usa già il cellulare prima dei 10 anni.
- Internet: il 78% lo usa per la scuola (ricerche e materiale di studio)
- Computer condiviso con il resto della famiglia: 69%
- Computer collocato in camera dei ragazzi: 35%
- Computer in salotto/soggiorno: 36%
- Social network: 85% usa Facebook, 24% Messenger
Il 48% (59% in Italia) dei ragazzi usa Internet da camera propria e il 31% (9% in Italia) da un telefono cellulare.
L'età media del primo accesso a Internet in Italia è 10 anni, mentre si abbassa a 7 in Svezia.
In Italia il 93% dei ragazzi usa Internet almeno una volta a settimana e il 14% di quelli tra 11 e 16 anni dichiara di aver sperimentato abbastanza spesso o molto spesso esperienze connesse a un uso eccessivo di Internet.
Il 57% dei ragazzi italiani ha un profilo pubblico su un sito di social networking (Facebook o altri).
Il rapporto afferma che "i rischi sessuali – ovvero la visione e la ricezione online di messaggi o immagini a sfondo sessuale – sono i più diffusi ma solo in rari casi condizionano negativamente le esperienze dei ragazzi". È certamente discutibile la valutazione sulla mancanza di condizionamento che non può essere rilevata direttamente dal ragazzo al momento dell'intervista, ma si manifesta a medio e lungo termine in una crescita poco armonica dei rapporti interpersonali, condizionati da una visione dell'amore con un ragazzo o una ragazza fortemente orientata al sesso.
«Non ci è mai successo che qualche ragazzo abbia protestato perché il genitore è stato eccessivamente invasivo - racconta Nunzia Ciardi, dirigente della Polizia -. Ci telefonano i genitori, invece. Chiedono cosa fare per essere tranquilli sulla navigazione del figlio, oppure come aiutare il ragazzo che vedono preoccupato o al quale arrivano messaggi strani».
In linea generale, al figlio maggiorenne viene riconosciuta la tutela piena della privacy, mentre il minorenne è soggetto a una serie di limitazioni. Ma non basta. Il terreno giuridico è ancora inesplorato e la materia complessa: «Manca la consapevolezza, proprio da parte del sistema giuridico, non solo italiano, del fatto che ormai quella tra maggiorenne e minorenne è una distinzione rozza - spiega Franco Pizzetti, Garante per la privacy -. Una distinzione che non soddisfa tutta la gamma diversa di situazioni che si possono determinare soprattutto rispetto alla protezione dei dati».
Quali valori entrano in conflitto, dunque? «Da una parte la personalità del ragazzo, il quale man mano che cresce, e anche prima di diventare maggiorenne, acquisisce un diritto a essere rispettato nella sua dignità e nella sua riservatezza - risponde il Garante -. Dall'altro, il dovere del genitore di trattare il figlio per ciò che egli è nei diversi stadi della vita, man mano che cresce. Non si può trattare il figlio come un bambino di due anni fino ai 17 anni e 11 mesi e poi come un uomo compiuto al giungere del diciottesimo anno. E anche relativamente all'approccio ai social networks, il comportamento e la capacità dei ragazzi cambiano di anno in anno, fino ad arrivare alla piena responsabilità giuridica. E i comportamenti dei genitori dovrebbero adeguarsi a questi cambiamenti».
Ma, allora, quando scatta la responsabilità del genitore per mancata vigilanza sul figlio e trascuratezza dei suoi doveri genitoriali? «Su questo, i Garanti europei si sono affannati a dare indicazioni, suggerimenti, consigli - dice Pizzetti -. Ma dal punto di vista strettamente giuridico non possiamo introdurre innovazioni rispetto all'ordinamento esistente». I principi da rispettare, dunque? «Necessità, non eccedenza del dato raccolto nei confronto del figlio e pertinenza -. Detto in altri termini: era proprio necessario questo dato (cioè quella informazione, o per esempio quella foto, acquisita dal genitore, ndr) per svolgere quella determinata attività genitoriale? È pertinente, cioè è stato raccolto un dato che riguarda effettivamente l'attività genitoriale che bisogna svolgere? È non eccedente: non c'è stato un eccesso di raccolta dei dati, quando ne bastavano altri?». Per sbrogliare meglio la matassa, bisognerà forse attendere che anche in Italia un giudice sia chiamato a pronunciarsi su un «casus belli». Nel frattempo, non sembra sconveniente seguire il consiglio di Nunzia Ciardi: «Essere amici dei propri figli non è una cattiva idea, neppure su Facebook».
Gli adolescenti vivono immersi nel digitale, ma genitori e insegnanti faticano a stare al passo coi tempi, con il diffuso timore di sentirsi inadeguati nell’affrontare il tema delle nuove tecnologie assieme ai giovani. "Science Day" ha l’obiettivo di illustrare i vari aspetti di Internet in chiave divulgativa, per capire cosa sono i social network e perché sono frequentati da milioni di persone.
Il programma prevede:
- Internet: ma come funziona? – Maurizio Martinelli, IIT-CNR
- Social network: un mondo misterioso – Fabrizio Silvestri, ISTI-CNR
- I cellulari di nuova generazione: opportunità e pericoli - Fabio Martinelli/Gabriele Costa, IIT-CNR
- I nostri ragazzi, “Nativi digitali” - Stefania Fabbri, IIT-CNR
Tra i ragazzi è molto forte la convinzione (8,3 su 10 nella scala di importanza) che “i genitori si fidano dei miei comportamenti online”. I maggiori di 10 anni navigano prevalentemente da soli (più dell’80%) o in compagnia di coetanei (circa il 50%).
Soprattutto gli adolescenti vogliono utilizzare al massimo Internet per avere relazioni con altri e più del 40% condivide dettagli sulla propria vita personale e sociale, fino a pubblicare anche foto e video di scherzi e bravate, in buona parte convinti che i genitori non approverebbero questi comportamenti. Sono anche convinti di “poter cancellare qualsiasi cosa pubblicata online” e di “potersi rendere anonimi online”. Come è noto, entrambe le convinzioni sono fallaci.
I test saranno effettuati su un portatile recentemente acquistato con Windows 7 Home Premium versione 64 bit, dotato di antivirus Microsoft Security Essentials e Windows Defender, per riprodurre un ambiente tipico familiare attuale.
Maschi - Femmine
- Youtube - Youtube
- Google - Google
- Facebook - Facebook
- Sex - Taylor Swift
- Porn - Sex
- eBay - Youtube.com
- Yahoo - Party in the USA
- Youtube.com - Miley Cyrus
- Wikipedia - Yahoo
- MySpace - MySpace
Mi fa piacere rinnovarvi l'augurio di riuscire a raggiungere un obiettivo che -come sapete- condivido. Mi riferisco al rispetto che le donne devono esigere in ogni ambito: nella famiglia, nella scuola, sul luogo di lavoro, in politica. E' questo il richiamo che ho rivolto in occasione della cerimonia dell'8 marzo di quest'anno al Quirinale dedicato alle donne di domani, sollecitando le adolescenti che si apprestano ad entrare nell'età adulta a esigere il rispetto della loro dignità di donne. L'impegno a rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, contenuto nell'articolo 3 della nostra Costituzione, così come la richiesta rivolta dall'articolo 117 alle leggi regionali di rimuovere ogni ostacolo che impedisce la piena parità tra donne e uomini, si riferiscono ovviamente anche al diritto ad ottenere uguale rispetto e dignità per i cittadini di entrambi i sessi. E' evidente che la comunicazione di un'immagine della donna che risponda a funzioni ornamentali o che venga offerta come bene di consumo offende profondamente la dignità delle donne italiane. Non solo: questo stile di comunicazione nei media, nelle pubblicità, nel dibattito pubblico può offrire un contesto favorevole dove attecchiscono molestie sessuali, verbali e fisiche, se non veri e propri atti di violenza anche da parte di giovanissimi. Non intendo entrare nel merito degli strumenti pratici da voi proposti, ma è certamente importante che si ponga un argine a questo dilagare della tendenza alla sottovalutazione o all'aperto disprezzo della dignità femminile, educando fin dall'infanzia i giovani al rispetto delle donne, le ragazze a pretenderlo e ancor di più i ragazzi a esprimerlo.
Il tema di quest'anno è "Povertà e Minori. responsabilità condivise". Ogni privazione è negazione e riduzione alla povertà ed espone i minori allo sfruttamento. I minori non sono oggetti o mercanzia ma persone da amare, rispettare e tutelare. Contro questa logica, sotto gli occhi di tutti, tutti possiamo operare di più e meglio.
Nella rete i giovani pre-adolescenti e adolescenti italiani portano tutto il loro mondo, a 360 gradi. Dunque non solo amici e amicizia, intrattenimento e relax, informazione e notizie di musica, moda, sport, diete, ma anche sessualità e sesso. Senza risparmiarsi nessuna esperienza, pur in bilico e rischiosa: dall'inviare foto e immagini di sé nudi, a uscire con persone conosciute in Internet ad avere rapporti sessuali con qualcuno contattato in rete. E tutto ciò accade più di frequente di quanto non si creda e anche in quell'età ponte, ancora un po' bambina fra i 12 e i 14 anni: il 4% di ragazzini e ragazzine con questo breve curriculum vitae dichiara esplicitamente di inviare spesso fotografie di sé nudi o in pose sexy. Percentuale che sale all'8% fra i 15-17. Ma il dato è probabilmente sottostimato: perché richiesti di un proprio parere su quanto siano diffusi tra gli amici certi comportamenti come inviare video o immagini di sé nudi o semisvestiti, il 22% dice che sì, questa è una pratica diffusa. Se poi si chiede a che età si è inviato il primo messaggio un po' osé, con sottintesi e riferimenti sessuali, le conferme fioccano e le percentuali salgono: ben il 47% dice di averlo fatto tra i 10 e 14 anni, gli altri dai 15 in su.
Il portale ilFiltro.it ritiene che sia necessario superare l'attuale grande differenza di trattamento legale tra quanto trasmesso in TV e quanto reperibile su Internet. La televisione è più controllata (nonostante purtroppo continui troppo spesso a mostrare contenuti inadatti ai minori anche nelle fasce protette), mentre in rete non esiste di fatto alcun freno alla rappresentazione di pornografia, violenza e altre immagini o testi dannosi per i bambini, presenti persino in portali generalisti e in quotidiani che, sulla carta stampata, non pubblicherebbero mai quanto invece diffondono via Internet.
Senza violare il diritto alla libertà di pubblicazione e di informazione, è già possibile sanzionare chi produce e pubblica in modo liberamente accessibile in rete in Italia materiale gravemente nocivo ai minori: lo dimostra il lungo elenco di leggi vigenti e di sentenze connesse riportato nell'Atto di indirizzo sul rispetto dei diritti fondamentali della persona e sul divieto di trasmissioni che presentano scene pornografiche, dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni del 22 febbraio 2007, che è del tutto disatteso e non applicato.
Negli USA un quarto dei cellulari dei ragazzi accede a Internet. Solo un terzo dei genitori imposta filtri su quei telefonini per evitare l'accesso a pornografia.
Dalla ricerca del 2008 di Telefono Azzurro ed Eurispes risulta che il 62,5% dei bambini (70,2% femmine, 54,5% maschi) considera fastidioso vedere sesso o nudo in TV il che dimostra che molti minori ormai sono poco sensibili alla pornografia.
Metà dei bambini che usano Internet hanno iniziato tra i 6 e gli 8 anni. L'attività più frequente (55,9% dei più piccoli) è scaricare musica, giochi e filmati.
Il 90% degli adolescenti usa Internet e l'attività più diffusa è cercare informazioni, seguita da guardare YouTube e usare la chat. Una grande maggioranza trascorre il proprio tempo libero davanti al computer, mentre non legge più i fumetti, né si dedica a musica o arte o volontariato.
Risulta quindi un quadro per cui i genitori devono dedicare tempo per capire l'interazione dei propri figli con Internet, in modo da difenderli dai pericoli e trarne tutto il beneficio possibile.
Il corso ha l'obiettivo di mostrare quali sono le attività pericolose e proibite in ambito informatico e di telecomunicazione, per limitarne le loro conseguenze negative. I tecnici di laboratorio sono spesso gli interlocutori privilegiati degli studenti: non avendo compiti valutativi verso questi ultimi, ne ricevono con maggiore trasparenza confidenze sul loro comportamento in rete, rispondendo anche alle loro domande. Una corretta formazione degli assistenti tecnici può quindi essere particolarmente efficace per influire sulla formazione dei giovani all'uso responsabile della tecnologia.
Le docenze sono a cura di esperti ELIS, Polizia Postale e delle Comunicazioni, SIAE, ANSSAIF - Associazione Nazionale Specialisti Sicurezza in Aziende di Intermediazione Finanziaria, consulenti legali informatici e Moige. Tra gli argomenti trattati:
- Sicurezza delle comunicazioni IP e dei sistemi
- L’affidabilità dei siti Internet
- L’identità digitale e la sua protezione
- Gli strumenti informatici di tutela dei minori su Internet
- Internet come risorsa educativa
- Metodologia dell'autoaggiornamento
- Tecniche di difesa della rete scolastica
- La normativa sui crimini informatici e l'azione di prevenzione e indagine della Polizia
- Le truffe e i sistemi di attacco di social networking
- La tutela del diritto d’autore
- La normativa sulla legalità informatica
- L’attività delle associazioni in difesa dei minori
- Migliorare la legalità informatica a scuola
-
Laboratorio informatico di sperimentazione includendo l'analisi delle caratteristiche di sicurezza di Windows 7
Tutte le scuole superiori di II grado della provincia di Roma sono state invitate.
Ai bambini di età compresa tra i 6 ed i 10 anni è dedicata un’area in cui è possibile trovare semplici definizioni dei termini tecnici più diffusi su Internet e un divertente decalogo a fumetti in cui il direttore dell’Eco del Roditore, Geronimo Stilton, e un inedito topo velista, Giovanni Soldini, spiegano come tuffarsi per la prima volta nel Web tenendosi alla larga da secche e pirati.
Per i ragazzi tra i 10 ed i 18 anni è prevista invece una sezione news sempre aggiornata e un calendario di incontri di informazione e sensibilizzazione che si svolgeranno per tutto il 2010 all’interno delle scuole medie e degli istituti superiori, con la collaborazione di Save the Children.
Per sostenere i genitori nel difficile compito di proteggere i propri figli dai possibili rischi legati a un uso improprio di Internet, il sito web Navigare Sicuri propone un servizio interattivo attraverso cui confrontarsi con psicologi e personale specializzato, oltre che i riferimenti del numero verde Telefono Genitori gestito dalla Fondazione Movimento Bambino.
Nelle classi si tengono incontri laboratoriali di sensibilizzazione alla media education. Attraverso giochi di ruolo e simulazioni di ciò che può succedere utilizzando il computer, il cellulare o i videogiochi (per esempio, riproduzione di una chat, simulazione delle attività dei blog, dei social network ecc.), gli alunni hanno modo di riflettere sul significato di “sicurezza in rete” e sul loro comportamento online. La campagna è cofinanziata dalla Commissione Europea e include la diffusione del cartone animato proseguimento della campagna “Posta con la testa”: “Quando accendi la videocamera, non spegnere la testa”.
Le scuole che vogliono aderire al progetto accogliendo workshop formativi con parte didattica e interattiva, su temi come la tutela della privacy, la netiquette e le norme della community, i contenuti generati dagli utenti, il cyberbullismo, la tutela del copyright, possono farne richiesta a polizia.comunicazioni@interno.it, specificando nell’oggetto il riferimento al progetto "Polizia delle Comunicazioni e YouTube"
La Apple, in risposta a recenti polemiche sulla presenza di un'applicazione pornografica in vendita sulla propria piattaforma di commercio elettronico App Store, ha ribadito che non permette la commercializzazione di programmi per adulti, e che in questo caso è stato il produttore a cambiare l'applicazione dopo la sua approvazione. Tuttavia, poiché è possibile l'accesso a servizi esterni alla Apple, è necessario attivare il parental control per tutelare i bambini.
Il Comitato, che opera presso il Ministero dello Sviluppo economico - Dipartimento Comunicazioni, ha il compito di dare applicazione al Codice di autoregolamentazione per la tutela dei minori che è vincolante per tutte le emittenti televisive italiane e che presto dovrebbe estendersi anche agli altri media, secondo quanto disposto dal D.P.R. 72/2007.
- oltre il 60% dei bambini e ragazzi usano le chat ogni giorno
- tre bambini su quattro sono disposti a condividere informazioni su di sé e sulla propria famiglia in cambio di qualcosa
- un bambino su cinque avrà rapporti con un pedofilo o un predatore su Internet
- il 30% delle adolescenti dicono di essere state molestate in chat, ma solo il 7% lo riferisce ai genitori, per paura del divieto a frequentare le chat room
Il prof. Michele Crudele, direttore del Centro ELIS e responsabile del portale www.ilFiltro.it, ha riportato i risultati dell'indagine che ha coinvolto 1.000 genitori, preoccupandosi soprattutto perché solo nel 4% delle scuole è presente un sistema di protezione della navigazione. Si può pensare che i docenti incaricati di rispondere al questionario non abbiano gli elementi per riconoscere se il parental control è attivato nella scuola: anche se fosse così, sarebbe un problema perché non sono in grado di controllarne l'efficienza. Purtroppo la quasi totalità pensa che con la supervisione dei maestri si risolvano tutti i problemi di protezione: l'occhio dell'adulto è fondamentale, ma non basta perché filtrano virus e cavalli di Troia che, tra l'altro, catturano dati importanti sulla navigazione dei bambini.
Campagna di diffusione dell’informazione sui sistemi di tutela della navigazione dei minori per la prevenzione della pedofilia e della pedopornografia svolta in 50 scuole primarie di Roma, a cura dell’Associazione Centro ELIS, finanziata dalla Fondazione Europa Occupazione e Volontariato: Impresa e Solidarietà
Interverranno:
- Prof. Gianpiero Gamaleri, Ordinario di Sociologia della cultura e della comunicazione, Università Roma Tre
- On. Paola Binetti, neuropsichiatra infantile
- Dott. Marco Valerio Cervellini, Responsabile progetti di educazione alla legalità e navigazione sicura dei minori sulla Rete, Polizia Postale e delle Comunicazioni
- Prof. Michele Crudele, direttore del Centro ELIS e responsabile del portale www.ilFiltro.it
Segnala anche che YouTube non ammette video che mostrano nudità, scene di violenza esplicita o di odio. Se ti imbatti in un video come questi, fai clic sul link sul video per evidenziarlo come inappropriato e invia il modulo della pagina successiva per segnalarlo a YouTube. È un invito esplicito a collaborare per ridurre il rischio di esposizione a filmati non adatti ai bambini che, nonostante l'avvertenza iniziale, usano molto YouTube.
Per quanto riguarda l'uso del web da parte dei minori, risulta che lo scorso anno il 20% guardava o faceva cose che i genitori non avrebbero consentito; quest’anno il 20% dei genitori ha dichiarato di aver sorpreso i figli su siti inappropriati alla loro età.
L’86% dei minorenni invia messaggi di testo, il 73% invia email dal cellulare e il 92% socializza con amici e parenti online, in media per 5 ore a settimana.
Il 90% dei genitori, contro il 70% del dato del rapporto precedente, è consapevole della propria responsabilità riguardo la navigazione dei figli e della necessità di instaurare un dialogo costruttivo per metterli in guardia contro i pericoli di Internet, anche se il 33% ha difficoltà a imporre delle regole specifiche perché non conosce bene questo strumento che non esisteva quando loro erano piccoli. Il 33% dei genitori ha installato sistemi di parental control e il 50% controlla la posta elettronica e la navigazione dei figli.
I genitori italiani, rispetto a quelli di altri Paesi, sono meno entusiasti nei confronti dell'utilità educativa di Internet, ma sono più attivi degli altri nello sperimentare le nuove tecnologie.
"La pedofilia on line è un mercato che non conosce crisi e formalmente illegale, ma di fatto libera. I clienti restano pressoché impuniti per la lentezza dei processi e le giovani vittime rimangono stritolate tra i meccanismi farraginosi di una giustizia che fatica a dare risposte" dichiara il Presidente Giovanni Arena.
Telefono Arcobaleno ha segnalato nell'ultimo anno 7.639 siti legati al pedobusiness che fanno parte di una galassia ben più vasta di 42.396 siti a contenuto pedopornografico.
Le foto e i video sadici con torture sono raddoppiati e si è abbassata l'età dei bambini coinvolti in queste reti di criminali che generano interessi economici molto rilevanti. L'Europa gioca un ruolo di primo piano nel fenomeno, con molti clienti sia di materiale on line che di turismo sessuale.
L'Associazione Centro ELIS, nell'ambito delle attività di protezione dei minori del portale www.ilFiltro.it ha contribuito all'organizzazione dell'evento-incontro della Regional Cisco Networking Academy Accademia del Levante, sul tema "Scuola e legalità informatica", martedì 10 febbraio, alle ore 18:30, presso la Residenza Universitaria del Levante, Via Salvatore Matarrese, 41 - Bari.
Dopo i saluti del Presidente dell'Accademia del Levante - Ing. Girolamo Inzerillo, introduce i lavori il Prof. Donato Marzano, Coordinatore Ispettori Puglia e Direttore Uff. I Ufficio Scolastico regionale.
Relatori:
- Dott. Gennaro Milzi, Dirigente della SIAE, sede di Bari
- Avv. Giuseppe Santo Barile, esperto di informatica giuridica
- Prof. Michele Crudele, Direttore del Centro ELIS (Roma), membro della Commissione "Bullismo Scuola" del Ministero della Pubblica Istruzione
Nell'anno 2008 il portale sulla protezione dei minori dell'Associazione Centro ELIS ha ricevuto quasi 38.000 visite e sono state consultate 95.000 pagine.
- 2008-12-27 (Reuters Italia) Proposta britannica per regolamentare Internet
Il Ministro della Cultura britannico ha annunciato che il governo ha intenzione di proporre al Presidente degli Stati Uniti Obama di lavorare insieme a norme internazionali per la regolamentazione dei siti web in inglese. Afferma che non è una campagna contro la libertà di espressione, ma un modo di tutelare l'interesse comune, in particolare per la difesa dei minori, come si fa con la TV dove esistono norme per proibire trasmissioni inadatte ai bambini prima delle 21. - 2008-12-09 (Save the Children) Ragazzi connessi. I pre-adolescenti italiani e i nuovi media
Pubblicata da Save the Children Italia e CREMIT dell'Università Cattolica del Sacro Cuore una ricerca su ragazzi dagli 11 ai 14 anni sull'uso delle tecnologie della comunicazione. Il 95% usa il telefonino, il 33% considera Internet "abbastanza pericoloso" e il 68% non riceve nessun divieto dai genitori nell'uso della rete. - 2008-11-28 (ilFiltro.it) Proposte di intervento per una strategia nazionale condivisa per la Children Online Safety
In Brasile, nel terzo Congresso mondiale contro lo sfruttamento sessuale di bambini e adolescenti, Sicuramenteweb di Microsoft, ilFiltro.it, Save The Children, Telefono Azzurro, Moige, Polizia Postale e delle Comunicazioni, Associazione Meter e ICMEC hanno proposto una strategia nazionale condivisa per la Children Online Safety, consegnando a Rio de Janeiro il documento al Ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna. - 2008-11-19 (Presidenza del Consiglio) Proposta l'istituzione del Garante per l'infanzia
Il Ministro per le Pari Opportunità ha proposto un disegno di legge per istituire il Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza e ratificare l'impiego del 114 come numero di emergenza per gli abusi sui minori. - 2008-11-18 (Telefono Azzurro) Pubblicato il 9° rapporto nazionale sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza Eurispes e Telefono Azzurro hanno presentato il consueto rapporto annuale che più che mai si occupa delle tecnologie e del comportamento in rete dei bambini e dei ragazzi.
- 2008-11-06 (RAI) TGR Neapolis riassume l'incontro delle associazioni sulla protezione dei minori
Il 5 novembre si è svolto nella sede Unicef di Roma un incontro organizzato da Microsoft con ICMEC, Polizia Postale, Telefono Azzurro, Associazione Meter, www.ilFiltro.it, Moige, Save the Children per favorire il coordinamento delle attività di enti e associazioni sulla protezione dei minori in rete. La trasmissione Neapolis ha dedicato un servizio all'evento. - 2008-11-02 (Microsoft) CNR e Microsoft per una rete più sicura
Il 3, 10 e 17 novembre sono previsti live meetings per i docenti interessati ad utilizzare gli strumenti didattici presenti sul sito www.apprendereinrete.it in relazione all'uso sicuro e consapevole di Internet - 2008-06-27 (Key4biz.it) Internet e la società rovesciata: quando sono i bambini a preoccuparsi per i genitori online
In Svezia la maggiore causa di preoccupazione per i bambini è rappresentata dalla frequentazione di siti pornografici da parte dei papà, seguita dalla "abitudine" di flirtare con ragazze in chat. - 2008-05-28 (Davide.it) Nuovo Rapporto sui diritti dell'infanzia
Secondo il 4° Rapporto su “I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia”, dossier sulla condizione dei minori nel nostro paese e sul grado di rispetto della Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (CRC), redatto dal Gruppo CRC composto da 73 organizzazioni ed associazioni e coordinato da Save the Children Italia, il 24% dei minori italiani, quasi uno su quattro, è esposto a rischio di povertà. Sono circa 900.000 i giovani che abbandonano prematuramente gli studi. Permangono, sebbene continuino a rimanere sommersi, fenomeni di sfruttamento e abuso, quali lavoro minorile, prostituzione e pedo-pornografia on line. Il rapporto completo è disponibile - 2008-01-25 (Telefono Azzurro) Save the Children e Vodafone, una guida per l’uso responsabile del cellulare
Una guida realizzata da Vodafone in collaborazione con Save the Children per offrire agli adulti, in particolare ai genitori, le informazioni e gli strumenti per capire meglio l’utilizzo e il linguaggio della tecnologia. I ragazzi oggi non usano il telefono cellulare solo per parlare: chat, download, bluetooth, UMTS, sono alcuni dei termini ricorrenti che individuano funzioni e caratteristiche del telefonino, che si può collegare a Internet, di cui spesso gli adulti non conoscono il significato, le potenzialità ma anche i rischi. - 2008-01-08 (Riviera24) Pedo-pornografia e cyberbullismo: ecco come difendersi. Un corso per 3.300 alunni delle scuole
Dopo i comuni di Roma e Magenta, la Provincia di Imperia è la terza realtà territoriale ad adottare il progetto "La scuola ricomincia navigando", rivolto al mondo della scuola per un uso sicuro e responsabile della Rete da parte dei minori. Presentata ufficialmente a livello nazionale nel mese di ottobre in Campidoglio e per il Comune di Roma, l'iniziativa vede la collaborazione della Polizia Postale e delle Comunicazioni, UNICEF Italia, Associazione Mani Colorate e SicuramenteWeb, l'iniziativa di Microsoft Italia per riaffermare l'impegno dell'azienda "per un mondo digitale migliore". A Imperia l'obiettivo è il coinvolgimento di tutte le scuole secondarie di primo grado della Provincia, assieme ai loro insegnanti e genitori. - 2007-12-21 (VITA.it) Minori: nasce la Banca Dati contro la pedofilia
L'Italia prestò avrà una Banca Dati in cui confluiranno tutte le informazioni sul fenomeno della pedofilia in Italia. I protocolli d'intesa per la creazione di questo nuovo strumento per il monitoraggio e il contrasto degli abusi su bambini e adolescenti nel nostro Paese sono stati firmati oggi dai Ministri delle Politiche per la Famiglia, dell'Interno, della Giustizia e per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione. - 2007-11-15 (Telefono azzurro) Ottavo Rapporto sull'infanzia e l'adolescenza di Eurispes e Telefono Azzurro
Playstation, telefonino, TV e Internet la fanno da padroni nella vita di bambini e adolescenti italiani, che ne fanno un uso spesso incontrollato, imbattendosi anche in malintenzionati. La famiglia spesso non è in grado da sola di rispondere in modo efficace ai loro problemi. È il ritratto dei ragazzi italiani emerso dall’ottavo Rapporto sull’infanzia e l’adolescenza, presentato da Telefono Azzurro in collaborazione con Eurispes. La sintesi del rapporto è disponibile nella sezione Approfondimenti del portale www.ilFiltro.it - 2007-10-26 (Corriere della Sera) Da Disney il cellulare "vietato" agli over 16
Esistono già cellulari facili da usare e controllabili dai genitori (liste bloccate di numeri chiamabili, inibizione dell'invio degli sms, disattivazione delle funzioni video). Ora H3G e Disney hanno lanciato un modello che consente la visione di contenuti multimediali, considerati irrinunciabili dai teenagers, in un ambiente totalmente protetto. - 2007-10-02 (Comune di Roma) Web, ragazzi, navigazione sicura: campagna nelle scuole di Roma
Presentata la campagna informativa "La scuola ricomincia navigando". Promossa dalla Presidenza del Consiglio Comunale, è rivolta alle scuole per favorire l'uso sicuro e responsabile di Internet da parte dei minori. L'iniziativa è a più mani: oltre al Comune (Presidenza Consiglio Comunale e Assessorato alla Scuola), la promuovono la Polizia Postale, UNICEF Italia, Sicuramente Web (campagna di Microsoft Italia per la sicurezza digitale delle aziende), Radio1 Rai News Generation, Giornale Radio Ragazzi. L'obiettivo è coinvolgere circa 250 scuole medie romane e quasi 15.000 ragazzi (con genitori e insegnanti) in un progetto didattico sull'uso consapevole del web e delle sue risorse. Le scuole potranno programmare incontri con operatori della Polizia Postale per rispondere a domande di ragazzi e genitori, ovviamente in tema di sicurezza nella rete e pericoli sul web – specialmente per i più piccoli –. Sempre nelle scuole verrà distribuito materiale informativo: due brochure, una per i genitori, l'altra per gli studenti. Nelle schede, informazioni sui programmi usati nella rete (e-mail, chat, messaggi istantanei) e sui rischi più frequenti nell'utilizzo di Internet (virus, trojan ecc.). Per gli insegnanti c'è un kit multimediale e un programma di lezioni in classe sul tema. Docenti e studenti, poi, collaboreranno per realizzare video sul tema di Internet e sicurezza. I migliori quattro filmati saranno messi on line sulla sezione video del portale MSN Microsoft Word. E i vincitori si aggiudicheranno un kit di 25 giochi di classe, una biblioteca multimediale e la partecipazione ad una puntata radiofonica di Rai News Generation negli studi di Saxa Rubra. - 2007-09-28 (Help Consumatori) PRIVACY. Conferenza Mondiale Autorità, Pizzetti: "Preoccupato da scarsa attenzione dei giovani"
Si conclude oggi a Montreal, Canada, la 29ma conferenza mondiale delle Autorità garanti della Privacy. Il presidente dell'Autorità Italiana ha presieduto ieri una sessione plenaria specificamente dedicata alla protezione dei minori su Internet, un tema cruciale sempre più all'ordine del giorno nella società contemporanea. "La comunicazione elettronica e le tecnologie dell'informazione trasformano ogni relazione tra persona e persona in un flusso di dati. Per questo, proteggere i dati personali su Internet significa innanzitutto proteggere i rapporti tra gli individui, la loro stessa libertà. E questo vale in particolare per le giovani generazioni, più esposte alle minacce e i pericoli della Rete". Il Presidente ha espresso, poi, le sue preoccupazioni per la scarsa attenzione dimostrata dai giovani riguardo alla protezione della loro privacy, tanto più in una società che, da reale, è già diventata una società smaterializzata, fatta di dati . In questa società di dati , i giovani sono in grado di sfruttare tutte le opportunità che offre Internet e sanno usare le nuove tecnologie, ma sono anche quelli più esposti al rischio di manipolazioni della loro sfera più intima e privata. Pizzetti ha concluso sottolineando il rischio che i contenuti di chat e lo scambio di e-mail possano esporre i più giovani a situazioni pericolose. - 2007-09-27 (DIRE) Minori. Gentiloni: occorre un codice di protezione su Internet
Aggiornare il Codice tv e minori, introducendo nuove norme di tutela anche per la navigazione su internet. In pratica, allo studio del ministero delle Comunicazioni c'è un Codice di protezione sulla rete. A dirlo, durante un question time al Senato, è il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, spiegando che il Codice si baserà "sul concetto di tenere assieme la funzione importantissima di internet per lo sviluppo culturale dell'infanzia e al tempo stesso la possibilità di intervento e controllo". Insomma, "stiamo lavorando per estendere alcune esperienze positive avviate in questi anni - spiega Gentiloni - penso al Comitato Tv e minori". Certo, ammette il ministro, "è più facile monitorare i programmi televisivi che non miliardi e miliardi di pagine su internet". Oggi però, aggiunge, "non ci possiamo accontentare di un Codice Tv e minori e quindi abbiamo avviato un lavoro sulla base del Dpr n.72 del 14 maggio 2007 per trasformare il lavoro soltanto su tv e minori in un lavoro più generale sul tema media e minore, con una particolare attenzione a un Codice su internet" che, una volta concluso, passerà all'esame della commissione parlamentare di Infanzia. - 2007-08-27 (Michele Crudele) In Australia uno studente dichiara di aver violato il sistema di filtro di contenuti pornografici distribuito a tutti i genitori
Nonostante i titoli sensazionali dei giornali, la notizia è meno drammatica di quanto sembri. L'autore dichiara infatti nel suo blog (in inglese) che senza la password di amministratore del computer (un Mac, nel suo caso) non si può adottare la sua procedura di violazione. È noto che con il controllo totale di un PC è possibile disattivare qualsiasi programma: ecco perché conviene che, su Windows XP e Vista, i bambini abbiano un'utenza diversa e limitata, rispetto a quella dei genitori. La parte "intelligente" della procedura di violazione sta nel simulare che il filtro continui a funzionare: ma questo è abbastanza facile con molti programmi. Interessante tuttavia notare come abbia violato SafeEyes e, secondo le agenzie di stampa ma non ancora il suo blog, Integard, mentre la terza opzione data dal governo australiano, Optenet, non è ancora stata violata. - 2007-08-20 (Michele Crudele) Lanciato in Australia dal governo un programma di distribuzione gratuita di filtri per la navigazione su Internet
Il governo australiano ha aperto per i residenti in Australia la distribuzione gratuita di filtri per la navigazione su Internet. Si può scegliere tra SafeEyes, Integard e Optenet. - 2007-08-10 (Commissione Europea) Eurobarometro: i bambini europei sono poco consapevoli dei rischi della navigazione in rete?
I genitori possono stare tranquilli quando la figlia tredicenne naviga in Internet? Possono essere sicuri che le conversazioni con il cellulare del figlio undicenne non nascondano pericoli? La Commissione ha svolto un’indagine presso i bambini di tutta l’Europa per conoscere in che modo utilizzano i nuovi mezzi di comunicazione. L’indagine evidenzia che per i giovanissimi europei l’utilizzo di Internet e dei telefoni cellulari costituisce una pratica ovvia. In genere, i bambini sono anche consapevoli dei rischi connessi all’utilizzo di Internet e dei cellulari. Tuttavia, quando incontrano dei problemi online, si rivolgono ai genitori soltanto in ultima istanza. - 2007-07-26 (AGI) Il Ministro Fioroni: Scuola e media educhino insieme alla famiglia
In un'intervista alla radio, il Ministro della Pubblica Istruzione ha invitato i genitori ad adottare il "parental control", per regolamentare l'accesso alla tecnologia dei propri figli. - 2007-07-25 (BBC news) MySpace rimuove 29.000 profili di utenti con precedenti per reati sessuali, in particolare su minori.
MySpace ha trovato più di 29.000 propri utenti che sono stati condannati per reati sessuali negli Stati Uniti, più del quadruplo di quanto dichiarato solo tre mesi prima. Ha rimosso i profili di questi utenti dal proprio portale, per tutelare i minori che lo utilizzano. Gli utenti di MySpace devono avere più di 14 anni. MySpace ha anche una versione italiana. - 2007-07-24 (Adnkronos) Pedofilia: Telefono Arcobaleno, su Internet in sei mesi è raddoppiata
Raddoppia la dimensione della pedofilia on line, con un giro d'affari giornaliero di 13 milioni di dollari e di 5 miliardi annuo. Questi i dati principali del rapporto sulla pedofilia nei primi sei medi del 2007 presentato oggi da Telefono Arcobaleno. Nell'ultimo semestre -spiega il presidente dell'associazione, Giovanni Arena- Telefono Arcobaleno ha segnalato 2.090 siti al mese, con punte di oltre 200 siti pedopornografici in un solo giorno. Particolarmente aggressiva è risultata nel 2007 la promozione di siti pedofili a pagamento. - 2007-06-12 (PC World Italia) Attenzione a worm e virus: il caso Julie Amero ha fatto scuola
Torna alla ribalta il caso Julie Amero, un'insegnante statunitense accusata di aver mostrato pornografia agli alunni, ma era colpa del browser web e del PC farcito di worm. - 2007-05-26 (Eurispes e Telefono Azzurro) I rapporti nazionali sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza
Nel settimo rapporto i problemi derivanti dall'uso di Internet sono presenti in molte schede, a dimostrazione del forte impatto della rete sui bambini e i ragazzi. - 2007-05-21 (Ministero delle Comunicazioni) Tiseiconnesso: consigli importanti per i ragazzi
Il Ministero delle Comunicazioni, in collaborazione con Save the children Italia, presenta un nuovo sito per i ragazzi - ma anche per i genitori e gli insegnanti - per scoprire il piacere di una navigazione sicura. - 2007-05-12 (7Magazine) Internet. Dati allarmanti sui ragazzi che usano il PC
Il 70% dei più piccoli (tra cui più della metà ha il computer in camera) ha ammesso di avere amicizie virtuali di nascosto dai genitori. - 2007-05-05 (Corriere della sera) Contrordine: il PC non aiuta a studiare
Il dipartimento dell'Educazione Usa: fa crescere la disattenzione in classe. Nessuna differenza d'apprendimento fra chi può usarlo e chi no. E e le scuole cominciano a tagliare i fondi per l'informatica. Emerge che una gran quantità di studenti, invece di prestare attenzione alle lezioni, trincerati dietro i loro schermi, giocano, si passano i compiti, si inviano messaggini o addirittura esplorano siti porno. - 2007-04-16 (ANSA) Tre minori su quattro usano Internet
Internet che passione: la utilizza il 79% dei minori, quasi sempre per studio o per divertimento, quasi sempre da casa, preferibilmente di sera o di pomeriggio, e solo uno su cinque in presenza di un genitore. Sono i dati della polizia delle Comunicazioni, aggiornati a febbraio 2007, e raccolti intervistando più di 100 mila bambini fra 11 e 14 anni. I risultati delle indagini investigative della polizia Postale hanno rivelato inoltre come l'11% dei minori, navigando in Internet, sia venuto in contatto con pedofili, e che solo un bambino su quattro lo ha rivelato ai genitori. Il 33,5% ha motivato il suo silenzio affermando che i genitori non avrebbero capito, il 25% invece ha risposto che "in fondo non c'è niente di male", il 16,6% non ha parlato perché si vergognava e un altro 16% perché era incuriosito di sapere dove il pedofilo sarebbe arrivato; l'8,3%, infine, è stato zitto perché aveva promesso di non dirlo. - 2007-04-16 (UNICEF) Missione "Internet Sicuro!" - Al via il progetto dell'UNICEF e di SicuramenteWeb
Al via il progetto didattico di UNICEF Italia e SicuramenteWeb per la sicurezza online dei minori, con la collaborazione della Polizia di Stato e la Polizia Postale e delle Comunicazioni e il patrocinio del Ministero delle Politiche per la Famiglia. 1.000 scuole secondarie di primo grado coinvolte. - 2007-04-10 (RAInews24) Gran Bretagna: no al bullismo sul Web. Ministro Fioroni: contenuti violenti vanno rimossi
Il ministro dell'Istruzione britannico Alan Johnson ha lanciato un appello ai gestori di siti internet come YouTube, chiedendo loro di vietare la diffusione di video girati dai ragazzi in cui si mostrano atti di bullismo verso studenti e insegnanti. Secondo il ministro britannico il sito per la condivisione dei video 'fatti in casa' ha "l'obbligo morale" di aiutare a stanare chi mette in rete video di angherie a professori e studenti e a togliere di mezzo i filmati che prendono in giro o umiliano chi lavora nella scuola. - 2007-03-30 (RAInews24) ICANN boccia la proposta di creare il dominio .xxx per i siti pornografici
L'autorità che gestisci i domini di primo livello su Internet ha bocciato ancora una volta la proposta di istituire un suffisso .xxx dedicato ai siti pornografici. La motivazione si basa sulla inefficacia di questa introduzione per evitare i danni ai minori (vulnerable members of the community) dovuti all'esposizione a contenuti osceni. - 2007-03-12 (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) Uno stop alla pornografia in TV da parte dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
Il presidente Corrado Calabrò ha firmato il 22 febbraio 2007 l'atto di indirizzo sul rispetto dei diritti fondamentali della persona e sul divieto di trasmissioni che presentano scene pornografiche. Partendo da riferimenti legislativi, primo tra tutti la Costituzione, definisce con chiarezza i limiti della decenza e vieta la trasmissione televisiva di scene pornografiche. - 2007-03-07 (ZENIT.org) La sessualizzazione della donna: un rapporto illustra i danni
Le ragazze adolescenti sono sempre più esposte ai rischi di una malsana sessualizzazione, secondo un rapporto pubblicato il 19 febbraio dalla American Psychological Association. Lo studio dal titolo "Report of the APA Task Force on the Sexualization of Girls" riporta gli esiti di una ricerca sui contenuti e gli effetti di diversi strumenti di comunicazione: televisione, video musicali, testi delle canzoni, riviste, film, video giochi e Internet. "Disponiamo di abbondanti elementi per poter affermare che la sessualizzazione produce effetti negativi in una serie di ambiti, tra cui quelli della funzione cognitiva, della salute mentale e di un sano sviluppo sessuale", ha affermato la dottoressa Dr. Eileen Zurbriggen, responsabile dell’equipe e professore associato di psicologia presso l’Università della California, Santa Cruz, in un comunicato stampa che accompagna il rapporto. - 2007-01-29 (RaiNews24) Pedofilia on line. Polizia postale e Telecom Italia alleate nella lotta alla diffusione di materiale pornografico via Internet
Telecom Italia fornisce alla Polizia postale strumenti di avanguardia per il rispetto della legge 38/2006 "Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet". - 2007-01-05 (Commissione Europea) Safer Internet Day
La Commissione Europea, attraverso il programma Safer Internet, organizza per il 6 febbraio 2007 il Safer Internet Day, giornata europea finalizzata a promuovere un uso piu' sicuro della rete da parte dei giovani. In occasione di tale evento, la rete europea INSAFE, che coordina le attivita' svolte in questo campo dai paesi dell'Unione Europea, ha promosso una gara rivolta ai ragazzi di eta' inferiore a 18 anni, che partecipano insieme ai loro insegnanti e ad una scuola di un'altra nazione. - 2007-01-05 (Ministero della Pubblica Istruzione) Smonta il bullo: parte la campagna nazionale del Ministero della Pubblica Istruzione contro la violenza. Gli interventi in ambito Internet.
Il prof. Michele Crudele partecipa alla Commissione Bullismo Scuola che ha contribuito alla redazione della Direttiva. Il Ministero promuoverà una serie di azioni tese ad educare gli studenti sul corretto utilizzo della rete Internet e delle nuove tecnologie, con particolare attenzione all'acquisizione di un utilizzo critico e competente degli strumenti di comunicazione e di intrattenimento e all'esigenza di far acquisire agli studenti il significato e il rispetto del diritto alla privacy propria e altrui. Si promuoverà inoltre una campagna di comunicazione volta a sensibilizzare i genitori alla scelta dei videogiochi ponendo attenzione alla classificazione PEGI, il codice di autoregolamentazione adottato su scala europea dalle ditte produttrici di videogame. In collaborazione con il Ministero delle Comunicazioni e il comitato "TV e minori" si promuoveranno infine delle iniziative informative sul codice "Internet e minori" e un tavolo con le emittenti televisive e le principali case di produzione cinematografiche e televisive per contenere il fenomeno della violenza in TV e offrire occasioni di riflessione e discussione. - 2007-01-02 (Ministero delle Comunicazioni) Decreto del Ministro delle Comunicazioni per oscurare siti pedopornografici
Il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ha firmato un Decreto per contrastare il fenomeno della pedopornografia in rete. Il decreto, realizzato di concerto col Ministero per le Riforme e le innovazioni nella Pubblica Amministrazione, entrerà in vigore tra 60 giorni. In questo arco di tempo i fornitori di connettività - c.d. Internet Provider - dovranno dotarsi di sistemi in grado di oscurare entro 6 ore dalla comunicazione ricevuta, i siti che diffondano, distribuiscano o facciano commercio di immagini pedopornografiche. - 2006-11-29 (Parlamento europeo) Internet e bambini, passione e pericolo corrono sulla rete: il Parlamento europeo in azione per la difesa dei minori
In occasione di una conferenza sul tema organizzata lo scorso 21 novembre in Parlamento europeo, è emerso come sia possibile proteggere i minori senza mettere in pericolo la libertà d'espressione. Da notare che il 28 novembre, la commissione parlamentare cultura ha approvato a larga maggioranza una relazione della deputata francese Marielle de Sarnez (gruppo liberale) sulla protezione dei minori in Internet. "I bambini passano più tempo navigando su un computer che davanti alla tv", aveva commentato allarmata la deputata, e per questo considera "prioritario che l'Unione europea adotti presto soluzioni concrete al riguardo". Nel testo, fra gli altri aspetti, emerge che la miglior forma di protezione dei minori da contenuti dannosi risultino essere i sistemi di filtro e blocco automatico delle pagine sospette. La relazione insiste anche sull'importanza di informare i bambini dei pericoli della rete. "Prevenzione e un maggiore controllo da parte dei genitori rappresentano la migliore protezione", assicura il testo, che sarà votato dall'Aula in occasione della sessione plenaria di dicembre a Strasburgo. - 2006-11-27 (RAI net news): Il Ministro della Pubblica Istruzione propone di responsabilizzare i gestori dei contenuti su Internet
I gestori della Rete devono avere maggiori responsabilità nel controllare quanto viene pubblicato su siti e portali ai quali i giovani possono accedere liberamente. "È assurdo e ipocrita - ha spiegato il ministro Giuseppe Fioroni in occasione dell'inaugurazione dell'anno formativo della Scuola ELIS - avere una censura sui film vietati ai 14 e ai 18 anni quando poi in rete c'è di tutto e di più". L'obiettivo è quello di tutelare l'accesso ai minori a tutto ciò che possa provocare danni alla loro formazione e al loro sviluppo. - 2006-11-17 (ANSA): Da Authority norme sui videofonini per la tutela dei minori
L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha deliberato l'adozione di misure di tutela dei minori nel campo dei cellulari. Gli operatori che offrono servizi audiovisivi e multimediali su cellulare, il cui contenuto sia riservato ad un pubblico adulto, devono "adottare un sistema di protezione che consenta di inibire stabilmente l'accesso del minore a tali contenuti". La funzione potrà essere attivabile dal maggiorenne che stipula il contratto, tramite un apposito PIN. - 2006-10-20 (Adnkronos): Minori: allarme Moige, troppi bimbi soli in rete e il 43% lo fa tutti i giorni
«I sistemi di filtro dei contenuti sono migliorati, ma non sono mai efficaci al 100% - ha detto Michele Crudele, esperto di sistemi di protezione della navigazione - La soluzione più sicura per i bimbi è selezionare le fonti di conoscenza adeguate all'età. Quindi conviene dare l'accesso solamente ai siti scelti dai genitori o dai docenti. All'inizio saranno pochi, poi cresceranno, ma sempre di qualità controllata. È il concetto di 'biblioteca di casa' che gli inglesi chiamano 'walled garden'». «Web per amico, che abbiamo ideato con Moige e abbiamo condiviso con prestigiosi partner istituzionali ed industriali, è un importante esempio di collaborazione pubblico-privato nel sociale - ha detto Carlo Rossanigo, direttore Relazioni Esterne e Corporate Marketing Microsoft - Web per Amico si inserisce tra i programmi chiave racchiusi nella nostra iniziativa SicuramenteWeb per una navigazione dei minori sul web sempre più protetta dalle insidie nascoste nella Rete». - 2006-09-30 (Michele Crudele): Microsoft lancia un sistema di parental control on-line gratuito
Family Safety (Beta) di Windows Live OneCare ti consente di proteggere i tuoi bambini: questa la dichiarazione di Microsoft Italia che ha lanciato nei giorni scorsi la versione on-line del sistema di parental control già incorporato in Windows Vista (sistema operativo che sarà in vendita dal 2007). Non ha tutte le caratteristiche di quest'ultimo, ma è abbastanza efficace. Richiede che tutti i componenti della famiglia abbiano un'identità Passport su http://login.live.com
Abbiamo valutato le caratteristiche di entrambi i sistemi nella sezione Confronto tra software e servizi. - 2006-09-25 (Reuters Italia): MySpace.com lancia la guida per genitori e scuole
Il sito numero uno di "social networking", Myspace.com, lancia una campagna educativa rivolta a genitori, scuole e ragazzi sulla sicurezza in Internet, nell'ambito di un progetto per la protezione dei suoi utenti più giovani. "Mentre la tecnologia gioca un ruolo critico nell'affrontare le sfide della sicurezza in Internet, ogni misura deve essere parte di una soluzione comprensiva e l'educazione è una componente essenziale", ha detto in un'intervista Hemanshu Nigam, responsabile della sicurezza di MySpace. Il sito, proprietà della News Corp. di Rupert Murdoch, frequentato sia da adolescenti che da giovani adulti, consente agli utenti di pubblicare informazioni su di sé e condividere la loro passione per la musica ed è diventato un successo online, raddoppiando il numero degli utilizzatori in un anno. Il suo successo - con oltre 100 milioni di profili creati dagli utenti, che contano tra di loro amministratori delegati e società tra le 500 più importanti del mondo, tra cui General Motors - ha fatto però del sito anche un bersaglio per "predatori sessuali" negli Usa. Nei giorni scorsi, un 40enne dello Utah è stato incriminato per il tentativo di rimorchiare una 13enne per fare sesso durante un appuntamento a New York. Il padre della ragazzina, che aveva installato sul pc un programma per monitorare l'attività online della figlia, è intervenuto prima che scattasse l'appuntamento, secondo quanto ha scritto un quotidiano di Chicago. "MySpace ha introdotto una tecnologia e ha creato un nuovo mondo", ha detto in un'intervista Atoosa Rubenstein, editore capo della rivista per giovani Seventeen. "Ma non è la loro unica responsabilità, controllarlo"."Mia madre era colei che mi diceva di camminare nelle strade buie da sola, non la persona che ha creato le strade buie". - 2006-09-04 (Corriere della Sera): I siti pornografici ingannano anche chi protegge i minori In Inghilterra il Ceop (Child Exploitation and Online Protection Centre) ha diffuso uno spot radiofonico per pubblicizzare il sito http://thinkuknow.co.uk che contiene informazioni utili per la protezione dei minori su Internet. Qualcuno ha approfittato dell'occasione per registrare un sito che si pronuncia nello stesso modo ma si scrive in modo leggermente diverso: da questo sito si accedeva a materiale pornografico. La tecnica di sfruttamento delle somiglianze è ancora presente soprattutto per i nomi più famosi.
- 2006-08-11 (Punto Informatico): Tutela dei minori al telefonino Viviane Reding, Commissaria UE per la società dell'informazione e dei media, vara una nuova iniziativa dedicata agli utenti di minore età: una consultazione finalizzata ad aprire un dibattito a livello europeo per favorire un sistema di autoregolamentazione del settore. "La responsabilità della tutela dei minori nel campo della telefonia mobile spetta a tutti gli attori del settore: imprese, associazioni per la tutela dell'infanzia e organismi pubblici" afferma la Commissaria. Il dibattito partirà da una valutazione dei potenziali rischi corsi dai minori nell'utilizzo dei telefoni cellulari.
- 2006-08-11 (ZEUS news): I genitori devono studiare Internet Un'indagine commissionata dall'istituto britannico di beneficenza infantile NCH, ha esaminato oltre mille bambini tra gli 11 e i 16 anni, e altrettanti genitori. Il risultato: i genitori, se vogliono fornire adeguata assistenza ai figli in Rete, devono mettersi a studiare. Qualche esempio: solo un terzo del campione dei genitori conosce l'instant-messaging, mentre, tra i loro figli, quattro su cinque lo usano regolarmente. Il 13 % degli undicenni dice che i genitori non controllano la loro attività internet. Due terzi dei genitori non ha idea di cosa sia un blog, ma un terzo dei bambini accede a uno o più blog almeno due volte la settimana. La spigliatezza dei bambini rasenta talvolta la spocchia: il 46 % sostiene di essere in grado di disattivare "parental control" e altre diavolerie di sicurezza, eventualmente imposti dai genitori.
- 2006-08-11 (Save the Children): Terzo rapporto di Save the Children sulla pedo-pornografia online. Save the Children ha pubblicato il terzo rapporto di Stop-It sulla pedo-pornografia online, nel quale si afferma, tra l'altro che "l’esposizione a materiale pornografico ha effetti la cui negatività aumenta in relazione alla natura delle immagini, al livello di perversione sotteso, alla frequenza e all’intensità dell’esposizione stessa e ovviamente alla fragilità psichica del ragazzo [...] Spesso, parlando di abusi sessuali sui minori, le immagini pedopornografiche vengono mostrate e utilizzate dagli abusanti nel processo di adescamento per abbassare le resistenze delle vittime grazie proprio ad un effetto normalizzante dell’esposizione, nel senso che il minore cui vengono presentati stimoli pedo-pornografici è indotto a pensare che sia comune e quindi socialmente accettabile che i bambini abbiano una loro sessualità e che questa possa essere sperimentata realmente ed in modo soddisfacente con altri bambini o con adulti".
- 2006-08-11 (ANSA): Google dovrà far esaminare i dati sulle ricerche fatte dagli utenti Il Dipartimento della Giustizia Usa ha respinto il rifiuto, invocato da Google, per questioni di privacy, di fare esaminare i 'contatti'. Secondo il Dipartimento di Giustizia - che lo ha comunicato al tribunale che deciderà sul caso - non c'è violazione di privacy. L'Amministrazione Usa sostiene che le informazioni che Google ha finora rifiutato di fornire potrebbero convincere la Corte Suprema a una legge che possa proteggere i bambini dalla pedofilia o dalla violenza, dilaganti online.
- 2006-08-11 (ANSA): Accordo Telefono Azzurro e Microsoft Un'alleanza contro la pedopornografia online tra Telefono Azzurro e Microsoft per rendere la navigazione dei minori più sicura. Con l'accordo, Microsoft Italia ha messo a disposizione le tecnologie e le competenze necessarie per avviare il nuovo call center Telefono Azzurro di Palermo, attivo all'interno del progetto Servizio Emergenza Infanzia 114. Permetterà di rispondere a migliaia di telefonate e di decentrarle nelle sedi regionali per una maggiore efficienza di risposta.
- 2006-08-11 (Gazzetta ufficiale): Pubblicata la legge contro la pedopornografia Pubblicata la legge n. 38/2006 del 6 febbraio "Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet" che, tra l'altro, inasprisce le pene per chi detiene immagini pedopornografiche e istituisce il Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia sulla rete Internet. Il punto più significativo è l'articolo in cui si afferma: I fornitori di connettività alla rete INTERNET, al fine di impedire l'accesso ai siti segnalati dal Centro, sono obbligati ad utilizzare gli strumenti di filtraggio e le relative soluzioni tecnologiche conformi ai requisiti individuati con decreto del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il Ministro per l'innovazione e le tecnologie e sentite le associazioni maggiormente rappresentative dei fornitori di connettività della rete INTERNET. Con il medesimo decreto viene altresì indicato il termine entro il quale i fornitori di connettività alla rete INTERNET devono dotarsi degli strumenti di filtraggio.
- 2006-01-21 (ANSA): Il ministero di giustizia USA ha chiesto ad un tribunale di obbligare Google a fornire i risultati di tutte le ricerche effettuate in una data settimana da tutti i suoi utenti (milioni di consultazioni) e un campione casuale di un milione di indirizzi Internet emersi da tali ricerche. L'amministrazione Bush afferma di avere bisogno di tali dati per dimostrare che i filtri anti-porno non funzionano e non sono sufficienti a impedire ai minorenni l'accesso alle pagine a luci rosse di Internet. Ma Google ha respinto la richiesta per il timore che i dati possano essere usati dalle autorità per identificare le persone che hanno fatto le ricerche usando il loro popolare programma. "Se Google cedesse a questa richiesta segnalerebbe di essere disposta a dare informazioni su coloro che usano il suo motore di ricerca. Questo per noi è inaccettabile", hanno spiegato i legali della compagnia in una lettera inviata al ministero di giustizia. Ma il ministro Alberto Gonzales ha ribadito oggi a Washington che le informazioni richieste sono necessarie "per aiutarci a proteggere i bambini dalle immagini pornografiche". Il ministro ha sottolineato che i dati richiesti sono generici e non porterebbero ad una identificazione degli utenti. Ma diversi esperti hanno sottolineato che, per il modo in cui é costruito il motore di ricerca Google, i dati richiesti possono condurre facilmente alla identificazione di chi ha navigato tra i siti "per soli adulti".
- 2005-09-07 (Reuters): Il Parlamento europeo ha proposto la creazione di un dominio web protetto per i bambini, definito dal suffisso ".kid". "La creazione di un nome di dominio .kid di secondo livello, come per i siti .com o .org, riservati ai contenuti per l'infanzia, consentirebbe di avere uno spazio Internet sicuro perché regolarmente controllato da un'autorità indipendente", ha detto la relatrice del testo, la deputata francese Marielle De Sarnez, del gruppo Eldr, davanti all'Europarlamento. Il Parlamento propone la redazione di un codice di condotta per i professionisti e gli utenti di Internet, l'attribuzione di un'etichetta di qualità a i fornitori di servizi o l'istituzione di una linea telefonica unica per denunciare le attività illegali o sospette sulla Rete. Gli eurodeputati propongono anche la messa a disposizione di un sistema di filtri al momento della sottoscrizione di un abbonamento Internet, o degli abbonamenti riservati ai bambini per i quali i filtri saranno garantiti direttamente dai provider. "Le ultime statistiche indicano che il tempo passato dai giovani su Internet è ormai superiore al tempo trascorso davanti alla tv", sottolinea De Sarnez. "Succede che l'autoregolamentazione non basta più e che la responsabilità dei provider è insufficiente", ha aggiunto la parlamentare europea. Il testo, che prevede tra l'altro negli allegati l'istituzione di un diritto di risposta su Internet, dovrà essere approvato dai governi prima di tornare al voto in seconda lettura al Parlamento europeo.
- 2005-07-11 (ANSA)- Il Moige ha avviato una campagna itinerante per le scuole elementari consistente in un teatrino, un libricino a fumetti e un sito www.prevenzionepedofilia.it
Sul sito, in particolare, si trova un "decalogo" di utili consigli e un numero verde (800.933.377) a disposizione di chiunque voglia consigli o informazioni. - 2005-06-28: Il portale www.tim.it della società leader nella telefonia mobile in Italia adotta le etichette ICRA.
- 2005-06-21: Il Direttore dell'Associazione Centro ELIS ha tenuto a Napoli una lezione del corso di perfezionamento in Scienze della Formazione, organizzato dall'Università Suor Orsola Benincasa e dall'I.P.E., a novanta docenti di scuole elementari e medie, sul tema: Internet e adolescenti: vantaggi e inganni.
- 2005-06-06: ICANN, l'organizzazione che definisce i "suffissi" di Internet ha deciso di introdurre il dominio .xxx dedicato ai siti pornografici.
- 2005-05-31: (Reuters) - Un sistema di sicurezza di Optenet Italia verrà utilizzato come Internet Web Filter in oltre 450 scuole salesiane presenti sul territorio italiano, nell'ambito del progetto Internet e minori. E' quanto ha annunciato in una nota la società, dando notizia del recente accordo con Edulife, azienda che sviluppa tecnologie innovative applicabili alla didattica, grazie al quale verrà diffuso il sistema che assicura una navigazione libera e allo stesso tempo sicura.
- 2005-05-19: Il prof. Michele Crudele relatore al Convegno Internet e bambini - un "Veliero" per la navigazione protetta a scuola.
- 2005-05-18: MSN.it annuncia l’avvio di una collaborazione con Telefono Azzurro e Moige con l’obiettivo di contribuire a diffondere consapevolezza e informazione sul problema della sicurezza e della protezione dei più piccoli in Internet. MSN.it mette a disposizione la tecnologia di cui dispone per dare la massima visibilità alle due associazioni all’interno del suo motore di ricerca MSN Search, attraverso la presenza di specifiche “parole chiave” (da abuso a pedofilia, da scuola a famiglia).
- 2005-04-12: Il prof. Michele Crudele è stato convocato dal Comitato Internet e Minori come rappresentante dell'ICRA per illustrare le tecnologie di etichettura dei siti finalizzate alla protezione dei minori.
- 2005-03-28: Davide.it è stato attaccato pesantemente da pirati informatici, dopo il diniego di sbloccare alcuni siti perniciosi per i minori. Questo dimostra che chi lavora per la difesa dei minori disturba gli interessi economici di coloro che sfruttano l'immoralità a loro vantaggio.
- 2005-02-16: Gli operatori di telefonia mobile - Tim, Tre, Vodafone, Wind - hanno firmato il 16 febbraio 2005 il Codice di condotta per l'offerta dei servizi a sovrapprezzo e la tutela dei minori.
- 2005-02-08: Secondo Internet Safer Day. Il Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie Lucio Stanca ha sottolineato che "l'uso sicuro, o meglio 'consapevole', di Internet è un tema di grande rilevanza, da tempo oggetto di dibattito a livello nazionale, comunitario e internazionale. Un profilo particolare è rappresentato dalla tutela dei minori dai rischi della navigazione in Internet e dai contenuti che possono pregiudicare il loro benessere e l'evoluzione della loro personalità".
- 2004-12-09: Il Ministero degli Interni ha cofinanziato un progetto di ampliamento dell'attività svolta da www.ilFiltro.it tramite l'Associazione Centro ELIS. Il sito è in evoluzione e pubblicherà prossimamente i risultati dei test di confronto dei diversi software di controllo parentale.
- 13 Dicembre 2004: Il prof. Michele Crudele parla al Ministero delle Comunicazioni sul tema "Internet e minori, Internet e valori".
- Settembre 2004: E’ stato firmato il protocollo d’intesa il Ministero delle Comunicazioni e la società Microsoft Italia per una cooperazione nell’area della sicurezza delle reti e dei sistemi informativi. Il progetto rappresenta un punto di partenza per la collaborazione tra il Ministero e l’industria del settore nell’area della sicurezza informatica. Reti telematiche più sicure, contrasto del crimine, protezione dei minori che navigano sul web, lotta allo sfruttamento della pornografia infantile, sono alcuni dei temi che vengono ripresi nell’accordo. Il testo completo. Spero che questo accordo migliori la situazione attuale decisamente negativa per quanto riguarda il portale MSN.it che è quasi sempre inadatto ai minori nonostante riporti l'etichetta ICRA al livello di "adatto a tutti".
- Luglio 2004: iniziata la campagna di adesione al Codice di autoregolamentazione Internet e minori
- (ANSA) - LONDRA, 20 LUG - British Telecom ha attivato un software che ha bloccato in tre settimane circa 200.000 tentativi di accesso a siti porno per pedofili. Ma la compagnia britannica non e' l'unica a fornire l'accesso al Web. E' per questo che il colosso telefonico del Regno Unito si e' dichiarato disponibile ad aiutare gli altri provider di Internet ad attivare servizi analoghi. Il sottosegretario al ministero degli Interni Paul Goggins si e' detto "profondamente scioccato" per i dati resi noti.
- Radio24 de Il Sole 24 ore cita il portale ilFiltro.it nella trasmissione dell'11 maggio del programma 2024. Scarica tutta l'interessante trasmissione di 47 minuti (13,5 Mbytes MP3 e vai al minuto 31:40 quando cita ilFiltro.it
- Per la prima volta, un tribunale federale americano ha condannato un uomo a 30 mesi di prigione ai sensi di una legge federale che punisce l'impiego d'indirizzi Internet ingannevoli per attirare i bambini su siti dai contenuti pornografici.
John Zuccarini, originario di Filadelfia, è stato giudicato colpevole di avere volontariamente deformato marchi come Disneyland, Britney Spears e Teletubbies, per attirare i bambini. Zuccarini era stato fermato nel 2003 in un hotel di Hollywood, dopo anni di latitanza. I procuratori hanno spiegato che l'imputato ha ammesso di aver registrato nomi di siti popolari tra i bambini, storpiandoli perché i piccoli internauti sono più soggetti degli adulti a errori di sintassi nel comporre indirizzi Internet. Zuccarini guadagnava, secondo i procuratori, fino a un milione di dollari l'anno dai responsabili di siti pornografici. L'uomo era già stato accusato più volte in passato, da organizzazioni come Dow Jones o National Association of Professional Baseball Leagues, per avere utilizzato a loro insaputa i marchi delle società. - Da febbraio 2004 Davide.it e Optenet hanno iniziato uno scambio di tecnologie e know-how per potenziare entrambi i servizi.
- ICRAplus è la nuova versione del filtro gratuito. La traduzione italiana è stata realizzata da ilFiltro.it
- Il 19 novembre 2003 il Ministro delle Comunicazioni, il Ministro per l'innovazione e le tecnologie, e le associazioni AIIP, ANFOV, ASSOPROVIDER, FEDERCOMIN hanno firmato il Codice di autoregolamentazione "Internet e minori" che impone ai provider una serie di misure atte a tutelare la navigazione dei bambini e dei ragazzi, difendendoli da contenuti negativi e pericolosi. Il prof. Michele Crudele, autore di ilFiltro.it ha partecipato ai lavori di redazione del codice, frutto di quasi un anno di attività congiunta di specialisti e responsabili di associazioni impegnate nel settore. Ha collaborato in particolare alla stesura della sezione relativa ai sistemi di tutela dei minori per la navigazione.
- Il sito ilFiltro.it inserito tra i consigliati dalle Biblioteche del Comune di Perugia nella sezione BiblioJunior/per i genitori.
- Sul portale pubblico dell'Italia esiste una sezione destinata all'uso consapevole della rete che parla anche dei filtri.
- Tiscali ha deciso di non ospitare pubblicità pornografica sul proprio portale, eliminando anche quella dei calendari. Tuttavia li ospita nella sezione spettacoli.
- AOL, MSN e Yahoo hanno etichettato più del 90% dei loro siti affinché siano utilizzabili con il filtro ICRA. Purtroppo la versione italiana MSN.it ha etichettato solamente la prima pagina e dichiara di non avere nessun contenuto a sfondo sessuale, mentre spesso li ha, anche molto espliciti.
- Wanadoo, il maggior fornitore di servizi Internet francese, ha scelto Optenet come filtro per i suoi utenti.