Tutte le notizie pubblicate

Le notizie riportate sono rielaborazioni sulla base delle informazioni riportate dalla fonte e possono contenere commenti della redazione del portale ilFiltro.it


Archivio storico delle notizie dal 2001 al 2005, dal 2006 al 2010, dal 2011 al 2015


 

Tutte le notizie degli ultimi due anni

2017-05-17

In attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, riportiamo alcuni elementi della legge approvata dalla Camera "Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo".

  1. Si pone l’obiettivo di contrastare il fenomeno del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni, con azioni a carattere preventivo e con una strategia di attenzione, tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti, assicurando l’attuazione degli interventi senza distinzione di età nell’ambito delle istituzioni scolastiche.
  2. Si definisce il cyberbullismo come qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d'identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo.
  3. L'ambito di applicazione è quindi limitato ai minori e non tratta del bullismo tradizionale, come nella stesura passata dalla Camera al Senato.
  4. Ciascun minore ultraquattordicenne, nonché ciascun genitore o soggetto esercente la responsabilità del minore che abbia subìto taluno degli atti [...] può inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito internet o del social media un’istanza per l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi altro dato personale del minore, diffuso nella rete internet, previa conservazione dei dati originali...
  5. Ogni istituto scolastico, nell’ambito della propria autonomia, individua fra i docenti un referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del cyberbullismo, anche avvalendosi della collaborazione della Polizia postale e delle comunicazioni nonché delle associazioni e dei centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio.

2017-01-31

Facebook Ireland ha aggiornato a gennaio 2017 il suo rapporto sull'adozione dei principi di difesa dei bambini in rete, richiesti dalla ICT Coalition for Children Online. Questa coalizione, di ambito europeo, raduna attori importanti in rete, tra cui Google, TIM, Twitter e Vodafone: ha l'obiettivo di stabilire e richiedere il rispetto di alcune linee guida per la tutela della navigazione dei minori.

I principi sono:

  1. Contenuto
  2. Parental controls
  3. Come affrontare gli abusi
  4. Come affrontare l'abuso di minori o gli adescamenti
  5. Privacy e controllo dei contenuti degli utenti
  6. Educazione all'uso della rete

Facebook ha segnalato che adotta alcuni meccanismi di prevenzione, ma non ha implementato sistemi di safe searching, preferendo invece risorse informative per i genitori riguardanti privacy e rispetto delle regole, senza strumenti effettivi di blocco preventivo per i minori, partendo dal presupposto che sotto i 13 anni non è possibile avere un account Facebook, a meno di falsificare la data di nascita.

Tutti gli impegni presi dai membri della ICT Coalition sono disponibili in rete.


2016-12-19

Al Circolo della Vela di Bari, lunedì 19 dicembre alle 18:00, tavola rotonda organizzata da "Il Commentario del Merito" su "Libertà in rete: limiti e tutele". Per il portale ilFiltro.it interviene Michele Crudele, in particolare sui diritti dei minori e sulla normativa esistente e in fieri.

L'evento su Facebook


2016-11-07

Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato un opuscolo per le scuole intitolato La scuola a prova di privacy con l'obiettivo di informare docenti e studenti su come tutelare i dati degli studenti precisando numerosi temi che sono stati oggetto di contestazione negli ultimi anni: dagli argomenti dei temi in classe alla pubblicità dei voti degli esami, alla riservatezza dei nomi dei disabili, al comportamento in caso di cyberbullismo, alla registrazione delle lezioni per uso personale, alla pubblicazione delle fotografie delle gite e delle recite.

È un buon tentativo di sgombrare il campo da eccessi opposti e, con ragionevolezza, consentire alle scuole di fare attività didattiche e formative senza troppi vincoli, ma con il dovuto rispetto della riservatezza.


2016-08-30

Il Comitato LIBE (Libertà civili, Giustizia e Affari interni) del Parlamento Europeo ha pubblicato un denso studio sul fenomeno del bullismo telematico analizzando dati raccolti in Estonia, Germania, Grecia, Italia, Olanda, Polonia, Romania, Svezia e U.K.

Tra i risultati principali:

  • Non c'è una definizione di cyberbullismo condivisa a livello Europeo; inoltre gli studiosi non sono concordi sulla differenza dal bullismo tradizionale
  • Si rileva un aumento dei casi di cyberbullismo negli ultimi anni (cita fonti che dichiarano che nel 2014 il 12% dei ragazzi tra 9 e 16 sono stati oggetto di cyberbullismo, mentre nel 2011 lo era stato il 6%)
  • Mancano dati sul fenomeno in alcuni Paesi membri
  • Non ci sono standard legali internazionali, ma soprattutto nessuno dei 28 Paesi membri ha normative specifiche sul cyberbullismo, né penali, né civili
  • Alcuni studi concludono che le vittime di cyberbullismo hanno maggiori probabilità di diventare cyberbulli a loro volta
  • I cyberbulli sono spesso anche bulli nel senso tradizionale del termine

2016-06-30

Silvia Casale, Giulia Fioravanti e Laura Rugai hanno pubblicato un articolo scientifico con il resoconto della loro indagine sul narcisismo di coloro che usano social networks. Risulta una significativa correlazione tra la preferenza per le interazioni online (rispetto a quelle fisiche) e il narcisismo "vulnerabile" che è la forma "nascosta" di narcisismo, caratterizzata da bassa autostima, timidezza e ipersensibilità al giudizio altrui su di sé. È la forma più frequente tra le ragazze, mentre il narcisismo "megalomane" è più diffuso tra i ragazzi ed è caratterizzato da arroganza e atteggiamenti di dominanza: i "megalomani" non temono manifestazioni esterne con rapporto fisico e sembrano meno soggetti a dipendenza dai social networks. I "vulnerabili" vedono nell'interazione digitale la possibilità di controllare meglio la presentazione di se stessi, per evitare i giudizi negativi. 

Anche se la popolazione intervistata è stata di maggiorenni, studenti universitari, queste considerazioni sono utili anche per i bambini e gli adolescenti e sono in linea con le numerose esperienze riportate da Sherry Turkle in "Reclaiming Conversation: The Power of Talk in a Digital Age".

 


2016-06-15

La National Society for the Prevention of Cruelty to Children (NSPCC) nel Regno Unito ha condotto una ricerca su oltre un migliaio di ragazzi tra gli 11 e i 16 anni verificando che almeno la metà di loro aveva avuto accesso a pornografia. Tra quelli maggiori di 14 anni, la percentuale è del 94%. Nella maggior parte dei casi il primo accesso è stato casuale o provocato da altri.

Una ragazza di 13 anni ha dichiarato: "Finisce per far sì che un ragazzo non cerchi più l'amore ma solamente il sesso, facendo pressioni su noi ragazze per comportarci in modi per i quali non siamo ancora pronte". Un'altra ha detto: "Alcuni dei miei amici hanno usato la pornografia in rete come guida sessuale e in questo modo hanno acquisito un'immagine sbagliata delle relazioni umane".

La maggior parte dei maschi ha invece un atteggiamento "positivo" verso la pornografia in rete e non la vede come uno sfruttamento o umiliazione delle donne. 


2016-05-03

Martedì 3 Maggio 2016 dalle 19 alle 20 in occasione dell'Italian Internet Day (30 anni dalla prima connessione a Internet in Italia il 30 aprile 1986) I.P.E. Residenza Universitaria del Levante organizza a Bari in via Salvatore Matarrese 41 una conferenza pubblica di Michele Crudele, esperto di tecnologie informatiche, su "Introduzione al mondo digitale interconnesso", che spiegherà la cultura di Internet e i comportamenti quotidiani con le tecnologie informatiche. Non è necessaria conoscenza tecnica previa. Ingresso libero.

  1. Internet è Google?
  2. Chi ci ha dato la patente per Internet?
  3. Wikipedia: affidabilità dalla inaffidabilità
  4. Abbiamo cinque sensi ma ne usiamo solo due
  5. Facebook: relazioni senza vincoli Insegnare Internet o insegnare con Internet?
  6. Il telefonino come protesi umana Privacy: vera o falsa?
  7. Internet delle cose: e le persone?
  8. Eredità digitale: che succede dopo la morte? 

Michele Crudele ha fatto parte della Commissione Bullismo a Scuola del Ministero dell'Istruzione, ha condotto progetti di legalità informatica per lo stesso Ministero in Sicilia e a Roma, ha collaborato come esperto di alto profilo in legalità informatica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. È membro del Comitato Scientifico dell'ANSSAIF Associazione Nazionale Specialisti di Sicurezza in Aziende di Intermediazione Finanziaria. Ha fondato e gestisce il portale per la difesa dei minori in rete www.ilFiltro.it, dell'Associazione Centro ELIS.

Alcune lezioni registrate di Michele Crudele

 


2016-04-02

La Scuola dell'Infanzia Cerreta in collaborazione con il Quartiere S. Stefano, organizza un incontro sul tema: "CRESCERE CON INTERNET O NONOSTANTE INTERNET?" giovedì 14 aprile 2016, alle ore 21 presso il Quartiere S. Stefano - Complesso del Baraccano - Sala Prof. Marco Biagi, Via Santo Stefano 119, Bologna. Relatore sarà il Dott. Michele Crudele, esperto in legalità informatica, nella difesa dei minori in rete e fondatore e direttore del portale www.ilFiltro.it per la tutela dai rischi di Internet.

Ormai diamo per acquisita l'esistenza di Internet: poniamo domande alla “rete” senza interrogarci su chi darà la risposta. Per il bambino la “rete” è, oggi, fin dalla prima età, parte rilevante della sua formazione: ma genitori e insegnanti sono in grado di spiegargliene il perché e il funzionamento e, soprattutto, se è un bene e in che misura?

L'incontro sarà l'occasione per scoprire aspetti di Internet a molti sconosciuti e, soprattutto, per un nuovo approccio alle risorse in “rete”, fondato sulla consapevolezza personale.

Ingresso libero.

Intervista a Michele Crudele su Bimbò


2016-03-10

Il Censis ha pubblicato i risultati di un'indagine su cyberbullismo realizzata in collaborazione con la Polizia Postale. Oltre la metà dei dirigenti scolastici italiani intervistati (1.727) ha dovuto affrontare casi di bullismo digitale, il 10% di sexting e il 3% di adescamento online. Nel 51% dei casi si sono rivolti alle forze dell'ordine. Oltre l'80% dei dirigenti sostiene che i genitori hanno poca consapevolezza e tendono a sminuire il fenomeno. Il 90% dei dirigenti pensa invece che il fenomeno del cyberbullismo sia più grave del bullismo, perché più doloroso per chi ne subisce le conseguenze e più rapido e duraturo negli effetti negativi sulla reputazione personale. 

Nel 47% delle scuole il responsabile della sicurezza informatica è un insegnante, nel 34% un consulente esterno e nel 19% un operatore amministrativo.


2016-02-09

Oggi in molti Paesi del mondo è la XIII giornata dedicata alla sicurezza in rete, istituita dalla Commissione Europea. Le iniziative formative sono numerose, indirizzate soprattutto all'analisi dell'uso dei social networks da parte degli adolescenti e al cyberbullismo. Aggiungiamo un rischio che negli ultimi anni si è accentuato: il gioco d'azzardo on line da parte dei minori. Per questo motivo, Michele Crudele, gestore del portale www.ilFiltro.it ha organizzato venerdì 12 febbraio un evento a Bari, con l'on. Paola Binetti e con Antonio Affinita del Moige, per parlare di ciò che si può fare, a livello legislativo e familiare, per prevenire situazioni di dipendenza e patologie da gioco compulsivo.


2016-01-28

Secondo un rapporto di Common Sense Media, un adolescente statunitense trascorre 9 ore al giorno sui social media per divertimento: più del sonno. Una sedicennne di New York, spinta dall'interesse professionale (vuole studiare informatica) ha voluto fare un esperimento prescindendo dal proprio smartphone per una settimana. Nell'articolo sono riportate le sue reazioni e quelle dei genitori e dei compagni, giorno per giorno. Da una fase iniziale di sensazione di privazione è arrivata alla conclusione della non necessità assoluta di quello strumento di comunicazione, almeno per quanto riguarda la sua dipendenza costante. Conclude: "Ho di nuovo il controllo del mio smartphone, e non viceversa: e così deve essere".