Archivio di notizie sulla protezione dei minori in rete

Le notizie riportate sono rielaborazioni sulla base delle informazioni riportate dalla fonte e possono contenere commenti della redazione del portale ilFiltro.it

Convegno sulla proposta di legge per limitare il gioco d'azzardo

2014-11-17

Lunedì 17 novembre 2014 alle 15 nell'Aula dei Gruppi Parlamentari di Montecitorio, convegno aperto a tutti "IL GIOCO È BELLO QUANDO DURA POCO".

15:15 Paola Binetti, relatrice della proposta di legge di istituzione di un osservatorio nazionale sulle dipendenze da gioco d'azzardo e disposizioni per la prevenzione, la cura e la riabilitazine della dipendenza da gioco d'azzardo patologico.

15:30 Marco Tarquinio, La campagna di comunicazione di Avvenire

16:10 Daniele Poto, La campagna "Mettiamoci in gioco"

16:30 Matteo Iori, I malati di gambling: un mistero in cerca di risposta

16:45 Giovanni Emilio Maggi, Gioco legale e tutela dei cittadini

17:00 Rosy Bindi, Gioco legale e criminalità organizzata

17:15 Luigi Magistro, Il controllo delle istituzioni sulla legalità del gioco

17:45 Baroni, Beni, Calabrò, Baretta, De Filippo, Una legge necessaria. L'iter del DDL

18:30 - 19 Dibattito con il pubblico

Per partecipare è obbligatorio accreditarsi con il proprio nome e cognome scrivendo a binetti.stampa@gmail.com

Famiglie digitali senza protezioni

2014-09-26

Dall'indagine "Famiglie digitali in Toscana" dell'Istituto degli Innocenti su bambini intorno agli 8 anni risulta che il 49% ha il personal computer nella propria camera. Il 25% di loro naviga su Internet tutti i giorni e il 41% una o più volte a settimana. La casa è il luogo dove il 77% dei bambini ha la possibilità di connettersi a Internet. 

Il 58% ripone fiducia nelle informazioni che può trovare in Internet durante la navigazione, mentre il 29% le ritiene poco affidabili e il 13% non crede alla loro veridicità. Il 21% dei bambini è iscritto a un social network, nonostante siano al di sotto del limite di età consentita: alcuni hanno dichiarato di averlo fatto in accordo con i genitori. 

Il 17% dei bambini ha dichiarato di aver avuto esperienze negative con qualcuno conosciuto in Internet: per la maggior parte dei casi si tratta di un altro bambino.

Circa la percezione di conoscere i rischi di Internet, il 59% dei bambini dichiara di non aver mai ricevuto informazioni a riguardo, il 22% di averli appresi dai genitori e il 15% all’interno dell’ambiente scolastico. Sono più informati quelli che hanno partecipato al progetto di media education TROOL svolto ormai da diversi anni dall'Istituto.

Solamente il 20% dei genitori ha installato un parental control: tenendo presente che le attività principali in rete dichiarate dai bambini intervistati sono giocare online, scaricare foto e video e guardare film, e che circa il 40% naviga senza la presenza di un adulto, un accesso senza protezioni li sottopone a elevati rischi di esposizione a contenuti pericolosi per la loro età.

È vero che il 61% dei genitori afferma di evitare i rischi svolgendo con i figli qualunque attività on line, ma solo il 18% controlla a posteriori l’attività dei bambini. Ed è solamente il 50% dei bambini ad affermare di avere regole da rispettare sui siti Internet da visitare.

Fonte della notizia: 

Steve Jobs limitava l'uso dei computer ai figli

2014-09-10

Nel 2010 un giornalista del New York Times chiese a Steve Jobs, che all'epoca era a capo della Apple, se ai suoi figli piaceva l'iPad. La risposta fu sorprendente: "Non l'hanno mai usato, perché noi limitiamo ai nostri figli l'uso delle tecnologie a casa". L'autore della sua biografia aggiungeva: "Ogni sera Steve insisteva nel cenare tutti insieme intorno al loro lungo tavolo, parlando di libri, storia e altre cose. Nessuno tirava fuori un iPad o un computer. I bambini non sembravano dipendenti da quegli aggeggi".

Anche Chris Anderson, già direttore di Wired e capo della 3d Robotics diceva: "I miei figli (cinque, da 6 a 17) accusano me e mia moglie di essere fascisti e troppo preoccupati della tecnologia perché nessuno dei loro amici ha le stesse regole in casa. Ma questo accade perché noi abbiamo toccato con mano i pericoli della tecnologia e non vogliamo che colpiscano i nostri figli". Si riferisce a pornografia in rete, cyberbullismo e dipendenza da Internet. Aggiungeva: "Non ammettiamo schermi (TV o computer) in stanza da letto".

Evan Williams, fondatore di Blogger e Twitter, è d'accordo con sua moglie nel dare ai figli centinaia di libri cartacei invece dell'iPad.

Fonte della notizia: 

Google non accetterà più pubblicità pornografiche

2014-07-01

Nei primi mesi del 2014 Google ha inviato a tutti gli inserzionisti un messaggio annunciando quanto riportato nelle norme pubblicitarie fonte di questa notizia:

Le norme AdWords sui servizi di natura sessuale e per adulti, sulla classificazione dei contenuti e sugli atti sessuali non consensuali o che coinvolgono minorenni verranno aggiornate a fine giugno 2014 con una nuova norma sui contenuti sessualmente espliciti. La nuova norma vieterà i contenuti sessualmente espliciti e specificherà le linee guida relative alla promozione di altri tipi di contenuti per adulti. La modifica interesserà tutti i Paesi. Abbiamo preso questa decisione per continuare a migliorare l'esperienza utente con AdWords. Una volta entrata in vigore la nuova norma, verranno aggiornate di conseguenza le pagine relative alle norme sui servizi di natura sessuale e per adulti, sulla classificazione dei contenuti e sugli atti sessuali non consensuali o che coinvolgono minorenni.

All'inizio di luglio si sono iniziati a vedere gli effetti di questo cambiamento epocale, che in parte risponde alle richieste del primo ministro inglese Cameron.

Quando il gioco non è più un gioco: convegno-dibattito ad Avezzano

2014-06-21

La dipendenza dal gioco d'azzardo si è amplificata negli ultimi anni con la diffusione di nuove opportunità: dalle numerose sale da gioco alle slot-machines e video-poker nei bar e tabaccai, fino a tutta l'offerta su Internet che consente a chiunque di dedicarsi facilmente e per molto tempo a queste attività. Nell'ambito delle iniziative del 20° anniversario dell’Anno Internazionale della Famiglia indetto dall'ONU, l'Associazione Centro ELIS, proprietaria del portale ilFiltro.it per la difesa dei minori, invita al convegno-dibattito di sabato 21 giugno 2014 alle 18 presso il Centro Sportivo Pinguino Village (via Massa d'Albe, Avezzano) con l'obiettivo di chiarire la situazione attuale evidenziando i rischi connessi all'attuale sistema di controllo e alle azioni per evitare e curarne le patologie derivanti, cercando di arginarne la diffusione soprattutto fra i minori.

Relatori:

  • Michele Crudele, Direttore Associazione Centro ELIS
  • Alberto Bisciardi, Presidente Rotary Club Avezzano
  • Francesco Alecci, Prefetto dell'Aquila
  • Paola Binetti, Neuropsichiatra infantile, Ordinario di Storia della Medicina dell'Università Campus Bio-Medico di Roma, deputata della Repubblica, autrice del libro "Quando il gioco non è più un gioco e diventa un affare maledettamente serio"
  • Adelmo Di Salvatore, Psichiatra e psicoterapeuta, direttore del Servizio Aziendale delle Dipendenze ASL1 Abruzzo, fondatore e facilitatore dei Gruppi AMA multifamigliari per il gioco d'azzardo
  • Domenico e Nunzia, Ex-giocatori dell'Associazione di Auto Mutuo Aiuto EcoA.M.A. Abruzzo

Segue dibattito.

Fonte della notizia: 

I bambini italiani al primo posto nella ricerca di siti di scommesse

2014-05-29

Il parental control di Kaspersky Lab raccoglie statistiche sul suo uso e pubblica ogni anno un'analisi degli accessi dei bambini (anonimi) a diverse categorie di siti. Nell'analisi appaiono sia i veri accessi che i tentativi bloccati dal filtro. Le statistiche seguenti si riferiscono al periodo gennaio-maggio 2014 per l'insieme di dieci categorie: pornografia, giochi online, scommesse, armi, software illegale, turpiloquio, sistemi di pagamento, violenza, proxy anonimizzatori, droghe.

In Europa Occidentale la pornografia domina queste categorie con quasi il 50%. Al secondo posto i giochi online con il  17%. Al terzo le scommesse con l'8,5%.

In Italia la pornografia conta per il 44% mentre al secondo posto appaiono le scommesse con quasi il 16% e al terzo le armi con quasi il 14%. Il dato sulle scommesse è il più alto tra le nazioni analizzate nel documento fonte di questa sintesi: è interessante leggerlo completamente (in inglese) per avere un quadro più completo della situazione. Le statistiche sono indicative e probabilmente la comparazione tra diverse nazioni non è sempre statisticamente significativa perché la penetrazione del parental control di Kaspersky è molto diversa nei diversi Paesi.

Un minore su cinque gioca d'azzardo online

2014-04-28

Dall’indagine promossa dalla Società Italiana Medici Pediatri (SIMPe) e dall’Osservatorio nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza (Paidòss) risulta che almeno 800.000 ragazzi fra 10 e 17 anni gioca d'azzardo: corrisponde al 20% della popolazione di quell'età. Nonostante sia proibito ai minorenni entrare nelle sale gioco, riescono ad accedere perché nessuno chiede loro un documento, oppure pagano un intermediario (un "lavavetri" ad esempio). Con le slot machines è più facile perché nei luoghi di villeggiatura non controlla nessuno.

Anche per il gioco online non c'è controllo. Oltre la metà dei genitori non usa nessun filtro e nessuna limitazione per evitare che i figli si imbattano su siti Internet pericolosi.  E il 70% dei genitori non ha mai parlato in famiglia dei rischi del gioco patologico.

Fonte della notizia: 
La Stampa

I maggiori ISP inglesi offrono il filtro famiglia gratis per tutti

2014-03-01

Facendo seguito alle richieste del Primo Ministro Cameron, nei mesi scorsi i principali fornitori di connettività (ISP) Internet inglesi hanno abilitato la scelta obbligatoria per tutti gli utenti di optare per l'attivazione o meno del filtro famiglia. In questo modo si protegge gratuitamente la navigazione dei bambini e si tutelano anche gli adulti dai rischi connessi ai siti che contengono materiale pornografico o inadatto ai minori. Questa innovazione si aggiunge a quanto Google e Microsoft hanno fatto per fermare le ricerche pedopornografiche.

Fonte della notizia: 
BBC.com

Costruiamo insieme una rete migliore

2014-02-11

Il motto del Safer Internet Day odierno è "Costruiamo insieme una rete migliore". Il portale www.ilFiltro.it è impegnato da dodici anni nell'aiutare genitori e docenti a rendere più sicuro l'accesso a Internet dei bambini. In particolare, attraverso la rassegna e valutazione dei filtri di controllo parentale, mette in atto la strategia dell'Unione Europea al riguardo che dice testualmente:

2.3.2. Disponibilità più diffusa e maggior impiego dei controlli parentali L'80% dei genitori ritiene che una più ampia disponibilità e un'efficienza maggiore degli strumenti di controllo parentale aiutino i figli a frequentare internet in condizioni di maggiore sicurezza e con maggiore efficacia. Tuttavia, soltanto il 28% in media dei genitori europei blocca o filtra i siti web visitati dai figli. Senza voler mettere in discussione la libertà di espressione, i controlli parentali, preimpostando un filtro dei contenuti e controllando l'attività svolta in linea, costituiscono una misura complementare che contribuisce a tutelare i bambini impedendo loro di accedere a contenuti inadatti alla loro età. Occorre assicurare che gli strumenti di controllo parentale siano disponibili più diffusamente in varie lingue e siano usati maggiormente, per consentire ai genitori di operare una scelta informata al riguardo.

Gli operatori del settore dovrebbero:

  • garantire, in tutti i dispositivi per la navigazione internet disponibili in Europa, la presenza di controlli parentali facili da configurare, di agevole uso e accessibili a tutti. Questi strumenti dovranno funzionare in ogni tipo di dispositivo e per qualsiasi tipo di contenuto, compresi quelli prodotti dagli utenti, e dovranno rispettare le buone prassi per assicurare la trasparenza e l'assunzione di responsabilità. Gli strumenti dovranno essere promossi in modo da sensibilizzare al massimo alla loro esistenza e incoraggiarne l'impiego.
Fonte della notizia: 
Commissione Europea

Per un web sicuro

2014-02-10

Moige, Trend Micro, Cisco, in partnership con Google Italy e in collaborazione con la Polizia delle Comunicazioni, hanno avviato la seconda edizione del progetto formativo per ragazzi, genitori e insegnanti sull'uso responsabile della rete. Nella conferenza stampa odierna in Viminale, il direttore della Polizia delle Comunicazioni, Antonio Apruzzese, rivolto agli studenti presenti, ha detto tra l'altro: "Una fesseria fatta su Internet diventa una fesseria mondiale". Maria Rita Munizzi, presidente del Moige ha spiegato che "non c'è distinzione tra mondo reale e virtuale perché il mondo virtuale è assolutamente reale". Milly Carlucci, madrina del progetto, Carla Targa, Marketing & communications manager di Trend Micro Italy, Giorgia Abeltino di Google Italy e Marco Fabriani, Civic Council di Cisco Italia hanno sottolineato l'importanza del rapporto di fiducia con le persone vicine (genitori, docenti) superiore a quello degli sconosciuti incontrati in rete. Hanno poi definito Internet come un ambiente e non un semplice strumento, soprattutto ora che si parla di Internet delle cose con la connessione alla rete anche di oggetti di uso comune come gli elettrodomestici.

Michele Crudele, ideatore e gestore del portale www.ilFiltro.it, docente incaricato di formare il gruppo di 25 insegnanti delle scuole coinvolte nell'iniziativa, ha dialogato con i relatori evidenziando il problema culturale: i maestri delle scuole primarie non sanno come funziona Internet e non sanno insegnare ai bambini a capire l'affidabilità delle fonti in rete.

Fonte della notizia: 

Talk show in diretta su YouTube su “L’economia in Rete – Storie di gratuità, storie di buone pratiche”

2014-01-22

Michele Crudele, ideatore e gestore del portale www.ilFiltro.it per la difesa dei minori in rete, è relatore al talk show in diretta YouTube (la registrazione è disponibile) mercoledì 22 gennaio alle 21 sul tema “L’economia in Rete – Storie di gratuità, storie di buone pratiche”, nell'ambito del corso "La rete: come viverla?".

Fonte della notizia: 

La Dieta Mediatica dei nostri figli: indagine Moige

2013-12-03

Il Moige ha pubblicato i risultati di un'indagine tra alunni delle scuole primarie e secondarie, curata dal prof. Tonino Cantelmi della Lumsa. Il 38% trascorre davanti al monitor da 1 a 3 ore, quasi sempre connesso a Internet. Solo 1 su 10 si connette per studiare e fare ricerche: gli altri usano chat (il 24% ne fa l'attività prevalente), cercano immagini, scaricano film e musica. Il 13% dei ragazzi tra i 14 e i 20 anni ha scambiato il proprio numero di cellulare durante una conversazione in chat. Il 59% degli intervistati è iscritto a Facebook.

Quasi il 60% dei ragazzi non ha problema nel dichiarare di essersi divertito nel ricevere o inviare foto o video di argomento sessuale. E il 60% dei ragazzi tra 14 e 20 anni almeno una volta ha utilizzato foto o video per prendere in giro qualcuno.

Quasi il 40% degli intervistati è libero di navigare senza alcun limite e il 27% afferma di aver visitato, almeno una volta, pagine con contenuti non idonei alla loro età.

 

Fonte della notizia: 

Google e Microsoft rispondono alla proposta del primo ministro inglese bloccando le ricerche di pedopornografia

2013-11-18

In risposta alla richiesta del primo ministro inglese del luglio scorso, in un incontro tra aziende e istituzioni che si dedicano alla difesa dei minori, Google ha dichiarato di aver elaborato un nuovo sistema per bloccare 100.000 diverse richieste di parole correlate agli abusi sull'infanzia, per evitare la visualizzazioni di immagini pedopornografiche, attivandolo prossimamente in UK e poi in altri Paesi anglofoni, e successivamente per altre 158 lingue.

Anche Microsoft ha dichiarato di aver attivato un processo che porterà a risultati simili, per rendere molto difficile recuperare materiale pedopornografico.

Il primo ministro Cameron ha dichiarato che sono iniziative importanti, auspicando che siano attuate al più presto, anche  per evitare che il governo imponga per legge tutele simili. Ha anche invitato ad affrontare lo stesso tema nella rete nascosta (darknet) molto utilizzata dai pedofili.

Fonte della notizia: 
BBC

Liberalizzare non equivale a tutelare

2013-10-09

A un mese dalla trasformazione in legge del "Decreto del fare" (9 agosto 2013, n. 98), sono già disponibili in Italia alcune reti WiFi gratuite senza autenticazione, destinate al pubblico, in applicazione dell'articolo 10 del DL 69/13 che recita: "L'offerta di accesso alla rete internet al pubblico tramite tecnologia WIFI non richiede l'identificazione personale degli utilizzatori. Quando l'offerta di accesso non costituisce l'attività commerciale prevalente del gestore del servizio, non trovano applicazione l'articolo 25 del codice delle comunicazioni elettroniche...".

Inserito nel titolo delle misure per la crescita economica, questo articolo chiarisce alcuni punti dubbi conseguenti all'abrogazione del decreto Pisanu che vincolava chiunque fornisse connettività Internet a ottenere credenziali di identificazione e autenticazione dei propri utenti. In questo modo ora è possibile aprire al pubblico reti WiFi senza identificare gli utenti a patto di non farne attività commerciale prevalente. La motivazione di questa decisione è basata sulla tesi che il WiFi "libero" stimola lo sviluppo del Paese. Non si comprende però il motivo per cui una semplice autenticazione (la Polizia Postale chiedeva almeno un numero di cellulare di riferimento) sia un ostacolo reale allo sviluppo. Da anni siamo abituati al fatto che per comprare una SIM per telefono cellulare si debba fornire la propria identità e questo non ha fermato la sua diffusione in Italia che è addirittura superiore a quella di Paesi dove invece si può comprare una SIM anonimamente.

I rischi nel permettere una navigazione totalmente anonima sono sia per gli utenti che per i gestori. Un truffatore, uno stalker e un pedofilo hanno ora molta più facilità di agire anonimamente, potendosi collegare a una delle tante reti pubbliche per strada, cambiando di volta in volta, senza poter essere identificati. Da parte sua, un gestore potrà essere accusato (la giurisprudenza straniera ha già casi al riguardo) di corresponsabilita dei reati commessi dai suoi utenti, senza poterli identificare e quindi rivalersi nei loro confronti.

Fonte della notizia: 

Proposta del primo ministro inglese a difesa dei minori in rete

2013-07-24

Il primo ministro inglese David Cameron ha annunciato (testo originale e traduzione italiana a cura di Michele Crudele) di voler combattere con maggiore decisione la pornografia in rete alla quale accedono anche i bambini. Ha detto che ci sono due grandi sfide nella protezione dei bambini: la criminalità della pedopornografia e il problema culturale della diffusione universale della pornografia. Un bambino che guarda immagini fortemente oscene distorce la propria visione del sesso e delle relazioni interpersonali. Nel caso della pedopornografia si tratta di illegalità, nel secondo di materiale legale che però finisce nelle mani sbagliate. Lasciando tutta la libertà di espressione su Internet, dobbiamo constatare che la rete mondiale è l'unico mercato nel quale la difesa dei minori è poco applicata: non ci sono regole che limitano il loro accesso ai contenuti.

Ha lanciato un messaggio chiaro a Google, Bing, Yahoo! e gli altri attori del web: hanno il dovere morale di agire per tutelare i minori da questi rischi. A ottobre li convocherà per raccogliere le loro proposte operative: se non ci saranno proposte valide, agirà con provvedimenti legislativi. La gente deve avere un accesso sempre filtrato e, solo su richiesta di un maggiorenne, poterlo aprire anche alla pornografia. Ha anche suggerito strade che evitino di cadere nella censura: se qualcuno scrive nel motore di ricerca bambino e sesso deve avere come risposta opzioni del tipo: "Volevi dire educazione sessuale dei bambini?".

I detrattori della proposta invocano i rischi di censurare contenuti artistici o non dannosi, sostenendo che nei Paesi dove vige un controllo di Internet non sembra che siano diminuiti i casi di pedofilia o gli altri crimini verso i bambini. Ignorano però totalmente il problema culturale, rappresentato da Cameron che dà giustamente molta importanza alla formazione corretta dell'affettività nella fase di crescita.

Fonte della notizia: 
Governo U.K.

Il portale ilFiltro.it agli Stati Generali della tutela dei minori online

2013-06-26
Il portale ilFiltro.it è stato invitato il 26 giugno ai primi "Stati Generali della tutela dei minori online" organizzati a Roma da Umberto Rapetto, direttore Iniziative e Progetti Speciali di Telecom Italia. Obiettivo della giornata: dare il via a tante nuove iniziative per garantire ai giovanissimi il futuro più sorridente anche dinanzi all'orizzonte delle tecnologie e della connessione ad Internet.
Fonte della notizia: 
Progetti Speciali Telecom Italia

Pornografia, una dipendenza socialmente costosa

2013-03-13

Esiste una patologia riconosciuta in coloro che non possono prescindere dalla ricerca di materiale pornografico. L'articolo di Cogito et volo afferma: "Quando si dice che una sostanza crea dipendenza, significa che si sta verificando un malfunzionamento dell’area del rewarding, che porta ad avere disperatamente bisogno di quella sostanza che non è più in grado di dare quella sensazione di appagamento. L'abuso di porno stimola la produzione di dopamina, collegata all'impulso sessuale, al punto da impedirne lo spegnimento. Ciò è molto pericoloso perchè la dopamina è strettamente legata alla plasticità neuronale ed è quindi in grado di alterare le connessioni sinaptiche portando ad alterazioni di tipo biochimico e anatomico".

Fonte della notizia: 

Safer Internet Day 2013

2013-02-05

Il 5 febbraio è la decima edizione del Safer Internet Day, giornata dedicata alla sensibilizzazione sui rischi della navigazione in rete e sui modi per utilizzare le risorse di Internet in modo sano e proficuo. Nel sito cofinanziato dalla Commissione Europea sono elencate le iniziative italiane al riguardo.

Google rende le ricerche pornografiche più difficili

2012-12-12

Un portavoce di Google ha spiegato che la modifica al sistema Safe search di ricerca delle immagini è orientata a dare all'utente sempre i risultati più pertinenti. Perciò, a meno che non si cerchino termini molto espliciti, in caso di parole ambigue il risultato non mostrerà immagini pornografiche. Questa innovazione dovrebbe evitare "incidenti di percorso" soprattutto per i bambini che cercano parole innocue leggermente modificate per errore.

La novità è attiva inizialmente solo per il motore di ricerca in inglese google.com.

Fonte della notizia: 
CNET

Il Parlamento europeo chiede una maggiore protezione per i bambini in rete

2012-11-21

Il Parlamento Europeo ha approvato ieri per alzata di mano una risoluzione sull'invito agli Stati membri per incrementare gli sforzi attraverso leggi, cooperazione e condivisione di buone pratiche, per combattere contenuti illegali e dannosi per i minori e assicurare che le risorse on line possano essere usate con meno rischi.

Tutti i ragazzi europei tra 9 e 16 anni usano computer per giocare o studiare e metà di quelli tra 11 e 16 anni affermano che si esprimono in rete meglio che nella vita reale. Sono però soggetti a rischi di violenza, frode, pornografia, molestie e forme di adescamento che diminuiscono la loro percezione di ciò che è offensivo e della dignità propria e altrui.

La proposta parlamentare è di introdurre nei programmi educativi scolastici per bambini e ragazzi l'educazione ai mezzi di comunicazione digitale, e di estendere tali insegnamenti ai genitori e ai docenti.

Sono anche raccomandate azioni di coordinamento internazionale contro i crimini verso i minori e politiche comuni per la rimozione di contenuti dannosi in rete, oltre allo sviluppo e all'applicazione di sistemi di parental control.

Fonte della notizia: 
Parlamento Europeo

Gli adolescenti nascondono ai genitori la propria attività su Internet

2012-11-20

In concomitanza con la giornata mondiale dell'infanzia, McAfee e Atomik Research pubblicano i risultati di un'indagine su 400 tra genitori e adolescenti di vari Paesi europei. I tre quarti dei ragazzi italiani afferma di avere la fiducia dei propri genitori in relazione alla navigazione Internet e il 44% dei genitori è convinto di sapere tutto dell'attività in rete dei figli. Ma solo un quarto dei ragazzi ha dichiarato di non sapere come eludere questo controllo. Circa il 18% degli adolescenti italiani ha un indirizzo di posta elettronica sconosciuto ai genitori.

Il 43% degli intervistati italiani ammette che i loro genitori non approverebbero alcuni dei siti che visitano o dei video che vedono. Quasi la metà dei ragazzi italiani afferma di aver scaricato musica pirata e il 6% dice di aver comprato alcolici o farmaci su Internet. Significativo il 26,5% di adolescenti italiani (contro il 12% scarso degli europei) che dichiara di aver pubblicato una propria foto poco appropriata in rete.

Solamente il 2,2% dei genitori ha impostato il parental control sul computer di casa.

Fonte della notizia: 
Data Manager e The Telegraph

Ratificata la Convenzione di Lanzarote per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale

2012-09-19

Il Senato della Repubblica italiana ha ratificato la Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale, abitualmente chiamata Convenzione di Lanzarote perché firmata il 25 ottobre 2007 a Lanzarote, nelle isole Canarie. Con la ratifica, dopo molti anni di attesa, si aggiunge finalmente al Codice penale l'art. 414-bis  "Istigazione a pratiche di pedofilia e di pedopornografia" che condanna a reclusione chi con qualsiasi mezzo e con qualsiasi forma di espressione, pubblicamente istiga a commettere, in danno di minorenni, uno o più delitti previsti dagli articoli dello stesso codice riguardanti la pornografia e prostituzione minorile, il turismo sessuale, la corruzione, gli atti sessuali e la violenza. Alla stessa pena soggiace anche chi pubblicamente fa l’apologia di uno o più delitti citati e non possono essere invocate, a propria scusa, ragioni o finalità di carattere artistico, letterario, storico o di costume.

Il testo integrale originale in inglese della Convenzione di Lanzarote

Fonte della notizia: 
Senato della Repubblica e Consiglio d'Europa

Gli adolescenti cercano il sesso su Internet

2012-09-18

Alla presentazione del 2° Congresso nazionale del Sindacato Medici Pediatri di Famiglia (SiMPeF), previsto il 21 e 22 settembre 2012, il sessuologo Maurizio Bini ha dichiarato che il 74% degli adolescenti maschi e il 37% delle femmine di pari età, ricorre al web per fare sesso, vedere sesso, sapere tutto sul sesso o cercare un partner. Il sexting è fotografarsi nudi o in pose provocanti, di nascosto dai genitori, inviando le immagini per MMS o  via posta elettronica. Secondo una recente indagine, il 20% degli adolescenti ha inviato queste immagini e il 40% le ha ricevute, il che significa che non esiste solo il sexting attivo, ma anche quello passivo, non voluto, ma ugualmente rischioso per lo sviluppo dell'identità sessuale del giovane. Un altro fenomeno in crescita è la ricerca di materiale sessualmente esplicito sul web: ciò può provocare nel giovane evidenti ripercussioni sulla sessualità agita, e in particolare sul rapporto di fedeltà al partner. Infatti, proprio per quest'ampia disponibilità, si crea un rapporto con le immagini e l'immaginazione instabile: non si è fedeli al partner "fantasma" e lo si sarà probabilmente meno anche con il partner reale.

Fonte della notizia: 

La privacy a scuola

2012-09-06

Il Garante della privacy ha pubblicato una nuova edizione dell'opuscolo del 2010 dedicato alle scuole: in sole cinque sintetiche pagine riassume in termini accessibili a docenti e studenti cosa è consentito fare negli istituti scolastici. I capitoli sono:

  • Temi in classe
  • Cellulari e tablet
  • Recite e gite scolastiche
  • Retta e servizio mensa
  • Telecamere
  • Inserimento professionale
  • Questionari per attività di ricerca
  • Iscrizione e registri on line, pagella elettronica
  • Voti, scrutini, esami di Stato
  • Trattamento dei dati personali

9 giugno: incontro formativo per ragazzi e famiglie a Terni su rischi e opportunità di Internet

2012-06-09
Nella parrocchia di S. Antonio a Terni, in via Curio Dentato, sabato 9 giugno alle 16, incontro con Michele Crudele su "Internet, famiglia e ragazzi: quali insidie e come difendersi", in dialogo con genitori e figli.

Strategia dell'Unione Europea per un Internet più sicuro per i minori

2012-05-03

La Commissione europea ha pubblicato ieri un documento di strategia in cui delinea una serie di misure per: 

  • incoraggiare le imprese europee a sviluppare contenuti online di qualità per i minori
  • creare un ambiente sicuro per i minori che navigano in Internet
  • sensibilizzare ai potenziali rischi cui sono esposti questi utenti e aiutarli fornendo loro gli strumenti e i sistemi necessari per proteggersi, sviluppare il proprio senso critico e le competenze informatiche
  • combattere l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori.

Audizione del direttore del portale ilFiltro.it al Consiglio Nazionale degli Utenti

2012-05-02

Il direttore del portale di difesa dei minori www.ilFiltro.it dell'Associazione Centro ELIS, Michele Crudele, è stato convocato oggi in audizione dal CNU - Consiglio Nazionale degli Utenti presso l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per riferire sulle caratteristiche dei sistemi di protezione della navigazione dei minori in Internet.

Fonte della notizia: 

Raccomandazione del Consiglio d'Europa sulla protezione dei minori in rete

2012-04-04

Il Consiglio d'Europa ha invitato gli Stati membri a prendere le opportune misure per garantire la sicurezza e proteggere la dignità dei minori in rete attraverso queste azioni:

  • informare chiaramente sui contenuti o i comportamenti illegali
  • sviluppare politiche editoriali per definire quali contenuti dei social network sono "inappropriati" senza impedire la libera espressione
  • impostare semplici meccanismi di segnalazione di illegalità o contenuti inadatti ai minori
  • condividere buone pratiche sul cyberbullismo e cybergrooming
  • evitare di bloccare o filtrare contenuti offensivi o pericolosi in modalità che possano impedirne l'accesso in nome della libera espressione; incoraggiare l'uso di sistemi di filtraggio ad attivazione volontaria.

L'ultimo punto sembra in polemica con le proposte di alcuni governi di applicare filtri a livello nazionale, anche se con la possibilità di disattivarli su richiesta. La raccomandazione del Consiglio d'Europa ribalta l'approccio: invece di bloccare tranne quando richiesto, bisogna lasciare tutto accessibile tranne quando richiesto di filtrare. La questione è importante perché il comportamento della gente è molto condizionato da quella che è la proposta standard: ogni azione ulteriore richiede il superamento di una soglia di interesse. Quindi se i contratti di navigazione Internet fossero sempre filtrati, la maggior parte della popolazione li lascerebbe in quello stato. Se invece fossero, come sono, sempre totalmente liberi, difficilmente attivano la protezione filtrata anche se gratuita.

Pubblicati su ilFiltro.it i risultati dei nuovi test dei sistemi di controllo della navigazione per la protezione dei minori

2012-02-07
In concomitanza con il Safer Internet Day del 7 febbraio 2012 sono stati pubblicati sul portale ilFiltro.it i risultati dei test annuali dei sistemi di controllo della navigazione Internet per la tutela dei minori in rete. Anche se la loro efficacia sembra bassa, rispetto a quanto dichiarato dai produttori (ma sono molto diversi i criteri di valutazione), questi programmi sono indispensabili per proteggere i bambini e gli adolescenti. Risultano anche molto utili per gli adulti perché prevengono numerosi problemi di sicurezza informatica ed evitano di cadere in molte delle "trappole" create da malviventi per sottrarre credenziali e denaro ai malcapitati.
Google inaugura una linea di maggiore protezione per i bambini sul social network03/02/2012
Google+, il social network integrato in tanti strumenti Google, ha inaugurato una linea di maggiore protezione dei minori, pubblicando guide esplicative nel suo Centro sicurezza adatte ai genitori, alle scuole e ai ragazzi. Affronta anche il tema della reputazione digitale, del bullismo, della privacy con consigli su come comportarsi nelle diverse situazioni.
La Polizia Postale: Non oscurare il web ma mettere regole per difendere i minori01/02/2012
Il vicequestore Elvira D'Amato, del centro Nazionale per il Contrasto alla pedopornografia sulla rete presso il servizio della Polizia delle comunicazioni spiega che "non va demonizzato Internet. Servirebbero delle regole per permettere ai giovani un utilizzo sicuro di questo mezzo. Abbiamo ottime legislazioni e grazie a nuove leggi su questa materia la nostra attività investigativa ne può solo beneficiare. Il giovane nativo digitale non vede più la tecnologia come un semplice strumento: è ormai un qualcosa che fa parte di lui. Ormai bisogna prendere atto di un cambiamento di costumi. Prendiamo i social network, ad esempio Facebook: vietato ai minori di 13 anni, ne vediamo dentro al contrario molti, che spesso barano sull'età, e lo riempiono di proprie informazioni, a partire dalle foto. Ma servono delle regole per evitare che facciano proprio questo. Non oscurare, ma dare delle regole. È importante che una azienda si doti di sentinelle, che ci siano dei filtri in rete come ormai sta succedendo".
L'aumento di segnalazioni di abuso di minori non è un caso: "Il minore di accosta al web, a questo o a quell'altro sito, per curiosità. Ma è come se si mettesse in vetrina, comincia a scimmiottare i modelli che offre la TV, le pubblicità. C'è un'evoluzione del costume sessuale, del buon gusto. Se il minore sta ore e ore sul web, il rischio di incontri con i pedofili aumenta. Ora è lo stesso minore ad essere attratto dall'adulto, dalla persona grande, gli piace provocare, lo vede come un gioco. Non bisogna trattare la tecnologia come una tata per i figli: la piazza virtuale è meno sicura di quella reale".
Indagine nazionale sui comportamenti trasgressivi dei minori05/01/2012
Il Moige - movimento genitori ha pubblicato il libro Vietato Non Vietato (Edizioni Magi, 2011 - ISBN 978-88-7487-076-9) con la raccolta dei risultati di un'indagine nazionale sul comportamento dei minori relativamente all'accesso a prodotti inadatti o vietati alla loro età. Lo studio è stato realizzato su un campione rappresentativo di 2000 ragazzi da 11 a 18 anni dal Centro Interuniversitario per la ricerca sulla Genesi e sullo sviluppo delle Motivazioni Prosociali e Antisociali della Sapienza Università di Roma prendendo in considerazione alcol, fumo, giochi con vincita in denaro, videogiochi non adatti ai minori e pornografia.
Tra le statistiche riportate, risalta che la fonte più frequente di consultazione di video pornografici (erano possibili più risposte) è Internet a casa (18% tra studenti medi e 30% tra superiori) e la seconda e terza sono Internet fuori casa e i cellulari (poco meno dell'8% ciascuna, sia per medi che per superiori); nessuna risposta hanno dato il 75% dei medi e il 69% dei superiori.
Alla domanda sull'esistenza di sistemi di controllo della navigazione (parental control) sui computer usati, hanno risposto quasi tutti, e di loro hanno detto di sì a casa il 24% degli studenti medi e il 14% dei superiori, mentre a scuola 23% delle medie e 41% delle superiori. Molte le risposte "non so", spesso oltre il 50%. Purtroppo proprio dove ce ne sarebbe più bisogno, perché non ci sono tecnici di laboratorio di informatica nelle scuole medie, non si adottano le precauzioni per la navigazione.
Alla domanda se nell'ultimo anno ti è capitato di vedere su Internet film, fotografie o altro materiale a contenuto pornografico, ha risposto "mai" il 60% (di cui solo un terzo maschi) degli studenti delle scuole medie e il 43,5% (di cui solo un settimo maschi) delle superiori. Considerata la facilità di reperimento, anche non voluto, di foto porno in rete, sono risposte un po' "sospette" che possono essere interpretate con una scarsa sensibilità al tema, per cui "porno" vorrebbe dire solamente "estremo", "hard".
Il grande sforzo di raccolta di dati avrebbe meritato una maggiore qualità nella rappresentazione dei dati, non sempre chiara e coerente soprattutto nella gestione dei dati mancanti (le non risposte).
Unicef: rafforzare la consapevolezza dei bambini sui rischi di Internet14/12/2011
Il centro ricerche Innocenti dell'Unicef ha pubblicato un rapporto realizzato in collaborazione con il CEOP - Child Exploitation and Online Protection Centre inglese nel quale evidenzia tra l'altro che la prima linea di difesa dei bambini dallo sfruttamento sessuale in rete è la crescita della loro consapevolezza dei rischi. Sono considerati generalmente più esperti dei genitori e dei loro educatori, ma hanno una diversa percezione dei pericoli che corrono su Internet. Sanno come predisporre difese in rete, ma non è detto che sappiano cosa può veramente danneggiarli. I telefoni mobili stanno diventando il punto di accesso a Internet preferito e questo, con l'aumento di velocità di navigazione e le telecamere incorporate, dà maggiori possibilità agli adescatori.
Il rapporto chiede quindi di aiutare culturalmente i bambini, condannare chi abusa, ridurre il materiale pericoloso in rete, curare il recupero dei bambini violati. Invita quindi anche le imprese a produrre filtri più efficaci.
Nel 2010 l'Internet Watch Foundation ha identificato 16.700 casi di contenuto pedopornografico nel mondo e stima che ci siano milioni di immagini in rete, che stanno diventando sempre più sofisticate e violente, con decine di migliaia di bambini coinvolti, di cui il 73% sotto i dieci anni.
Telefono Azzurro: Indagine Conoscitiva 2011 sulla Condizione dell'Infanzia e dell'Adolescenza06/12/2011
Telefono Azzurro ed Eurispes hanno pubblicato il consueto rapporto annuale sull'infanzia e l'adolescenza italiana giunto alla dodicesima edizione, quest'anno coinvolgendo anche i genitori. Questi ultimi parlano di Internet e delle nuove tecnologie con i figli nel 29,6% dei casi. Solo il 4,8% dei ragazzi non usa mai Internet, mentre il 37,7% naviga oltre due ore al giorno. Il 49,9% perde la cognizione del tempo quando è in rete, dimenticandosi di fare altre cose. Il 6,7% ha inviato foto o video a sfondo sessuale e il 10,2% li ha ricevuti.
Il 46,1% dei ragazzi legge di meno da quando utilizza Internet, il 21% sta meno all’aria aperta, il 14,3% parla meno con i genitori e il 9,8% vede meno i suoi amici. Tra i 12 e i 15 anni il 42,5% controlla continuamente la posta elettronica o Facebook sperando che qualcuno gli abbia inviato un messaggio. Il 34,3% dei ragazzi usa Internet per non pensare e per sentirsi meglio. Il 19,5% si sente irrequieto, nervoso e triste quando non può accedere alla Rete e il 17,2%, ha cercato di ridurre l’uso di Internet senza riuscirci.
Ma nonostante l’amore per le tecnologie, il 75% dei giovani ama parlare delle cose importanti di persona.

Coalizione di 28 grandi aziende per difendere i minori su Internet02/12/2011
Su iniziativa della Commissione Europea, il 1° dicembre 2011 ventotto grandi aziende hanno formato una Coalizione per rendere migliore e più sicura la navigazione Internet dei bambini: Apple, BSkyB, BT, Dailymotion, Deutsche Telekom, Facebook, France Telecom-Orange, Google, Hyves, KPN, Liberty Global, LG Electronics, Mediaset, Microsoft, Netlog, Nintendo, Nokia, Opera Software, Research in Motion, RTL Group, Samsung, Sulake, Telefonica, TeliaSonera, Telenor Group, Tuenti, Vivendi, Vodafone. Le azioni prioritarie saranno: facilitare la segnalazione e la rimozione di contenuti pericolosi, assicurare l'impostazione di tutela della privacy adatta all'età, offrire più opzioni di parental control, tenendo presente che bambini sermpre più piccoli accedono alla rete.
Proposte dei ministri europei per la protezione dei minori in rete02/12/2011
Il 29 novembre i ministri europei responsabili del settore audiovisivo hanno formulato proposte per migliorare la sicurezza dei minori in rete. Partendo dal dato che i bambini iniziano a 7 anni a navigare su Internet e che a 14 anni i tre quarti di loro ha un profilo sui social networks, hanno auspicato la creazione di un ambiente protetto per loro, basato su principi di dignità umana, sicurezza e rispetto della privacy. Hanno anche sottolineato l'importanza di educare sia i minori che i loro genitori e docenti a minimizzare e affrontare i rischi. In particolare hanno proposto la creazione di motori di ricerca dedicati, di sistemi di parental control e di regole di sicurezza nell'uso dei social networks.
Il contributo del portale www.ilFiltro.it a TV200023/11/2011
Michele Crudele è stato intervistato il 21 novembre 2011 da TV2000 per spiegare cosa è il parental control e quanto è efficace per la protezione dei bambini su Internet.
Stati generali 2011 della Società Italiana di Pediatria: la proposta di ilFiltro.it20/11/2011
Michele Crudele è stato invitato agli Stati generali 2011 della Società Italiana di Pediatria, a Roma sabato 19 novembre, per parlare dei sistemi di protezione della navigazione su Internet. Nel suo intervento ha sottolineato come, al di là dei contenuti estremamente negativi facilmente alla portata dei bambini se non si utilizzano filtri, il web non sia adatto ai minori così come lo utilizziamo tutti i giorni. Il nostro approccio passa sempre attraverso Google e i risultati non sono certamente pensati per i bambini. Sarebbe auspicabile un Google Junior che permetta ai più piccoli di ottenere risultati coerenti con la loro capacità di comprensione. Esistono motori dedicati, non gestiti da Google, ma sono poco conosciuti e utilizzati.
Lunedì 21: il portale www.ilFiltro.it in diretta su TV200018/11/2011
Michele Crudele parlerà su TV2000 (canale 28 del digitale terrestre) lunedì 21 novembre 2011 alle 9:40 circa sui sistemi di protezione della navigazione per i bambini.
Per un web sicuro: progetto Moige26/10/2011
“Per un web sicuro” è un progetto promosso da Moige - movimento genitori, in collaborazione con Trend Micro, Cisco e Polizia Postale e delle Comunicazioni e con il patrocinio di Anp - Associazione Nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola, con l'obiettivo di sensibilizzare ragazzi, genitori e insegnanti su un uso corretto e responsabile della rete. La campagna coinvolgerà 30 scuole medie in 5 regioni italiane (Lazio, Lombardia, Piemonte, Campania, Puglia), incontrando oltre 10.000 studenti e 21.000 adulti fra genitori e docenti.
Da una ricerca condotta da SWG per il Moige è emerso che 7 minori su 10 navigano in rete quotidianamente.
Il 58% dei genitori di bambini dai 12 ai 13 anni sostiene che i figli visitano solitamente i siti dei social network e dei motori di ricerca. Da un focus group condotto da A&F Research risulta che solo 3 adulti (30%) e 4 ragazzi su 10 (40%) sanno come impostare le regole di privacy nei Social Network.
8 genitori su 100 utilizzano le funzioni di Parental Control messe a disposizione dai software di sicurezza.
Anonymous ha deciso di attaccare i siti pedofili24/10/2011
Il gruppo di hackers chiamato Anonymous, famoso per alcune azioni clamorose di attacco (riuscito) a siti di istituzioni  pubbliche e private, in nome della libertà di espressione o di difesa di diritti, ha deciso di iniziare l'attacco ai siti che contengono pornografia infantile. Finora ne ha già distrutti alcune decine, pubblicando i nomi di migliaia di persone che li utilizzavano.
Corso per imparare a pubblicare su Internet dal 15 ottobre03/10/2011
Sono aperte le iscrizioni al corso INTERNET: DAL PENSIERO ALL’AZIONE - La sfida del web 2.0 come opportunità di incrementare la qualità delle risorse in rete, organizzato dal portale www.ilFiltro.it dell'Associazione Centro ELIS e dall'Associazione Iscom.
Necessarie ulteriori azioni per proteggere i bambini su Internet: un rapporto della Commissione Europea15/09/2011
La Commissione europea ha presentato il 13 settembre 2011 una relazione in cui afferma che le misure adottate dagli Stati dell'Unione Europea per attuare le raccomandazioni del 1998 e del 2006 relative alla tutela dei minori che usano servizi audiovisivi e online, si sono rivelate nel complesso insufficienti. Gli Stati membri non rispondono in modo adeguato o adottano approcci variabili alla lotta e alla segnalazione dei contenuti nocivi, per garantire che i bambini consultino contenuti adatti alla loro età, rendere più sicuri i siti di socializzazione per i minori e proteggerli dai videogiochi nocivi. La relazione mostra che esiste un notevole margine di miglioramento per rafforzare la protezione dei minori in questi ambiti.
La Commissione intende affrontare tali problematiche più avanti nel corso dell'anno mediante un'iniziativa di ampio respiro volta a educare e proteggere i bambini che usano le nuove tecnologie.
Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione responsabile dell'Agenda digitale ha dichiarato: I bambini si recano online più spesso e cominciano più giovani, esplorando un entusiasmante mondo digitale pieno di opportunità. Dobbiamo però imprimere urgentemente un impulso alle nostre azioni e al modo di collaborare per educare e proteggere i bambini in questo mondo virtuale in continua evoluzione. Dobbiamo infondere ai genitori e agli insegnanti la fiducia necessaria per assumersi le loro responsabilità. La strategia che intendo presentare nel corso dell'anno affronterà direttamente questi problemi.
La relazione suggerisce diverse azioni, tra le quali:
  • Contenuti illeciti e nocivi: diffondere la conoscenza delle linee dirette e migliorare le infrastrutture di sostegno per agevolare la rimozione di contenuti illeciti.
  • Networking sociale e privacy: incrementare la consapevolezza dei rischi e i modi per ridurli.
  • Classificazione per età e sistemi di codifica: un uso più ampio dei sistemi di classificazione per età (come PEGI) per i videogiochi online; sviluppo di codici di condotta e altri modi per aumentare la conoscenza della classificazione per età da parte dei rivenditori, in modo da evitare la vendita ai "minori".
Da un sondaggio EUKidsOnline (IP/11/479), in Europa i bambini fra i 9 e i 10 anni che usano internet dichiarano di avere iniziato a recarsi online a sette anni. Il 33% di quelli che navigano usa un telefono cellulare o palmare. Il 77% dei ragazzi tra i 13 e i 16 anni e il 38% degli intervistati nella fascia di età dai 9 ai 12 anni sostiene di avere registrato un profilo su un sito di socializzazione; un quarto degli utenti di tali siti dichiara di avere un profilo pubblico. Qualsiasi strategia di portata unionale in quest'ambito deve tenere conto della natura globale e in constante evoluzione dell'ambiente digitale, per rispondere in modo flessibile alle nuove sfide.
L'importanza della difesa dei minori su Internet: presentati i risultati dell'indagine ELIS 201114/09/2011
Il 14 settembre sono stati presentati i risultati dell'indagine ELIS 2011 sulla percezione dei rischi dei bambini su Internet in Italia. Nella sezione Progetti di formazione sono disponibili il documento riassuntivo e le diapositive illustrative.
Conferenza stampa sulla percezione dei rischi su Internet per i bambini01/09/2011
La difesa dei bambini su Internet, un problema di tutti: cosa ne pensano gli italiani
Presentazione dei dati dell’indagine nazionale ELIS 2011
Biblioteca Centro ELIS, via Sandro Sandri 71 – 00159 Roma
Mercoledì 14 settembre alle 11 si terrà la conferenza stampa di presentazione dei risultati dell'indagine ELIS commissionata a Format per comprendere se e quanto i genitori italiani siano consapevoli dei pericoli di Internet e se proteggono opportunamente i propri figli durante la navigazione in rete. Sarà presente la Polizia Postale e delle Comunicazioni, lo psichiatra Federico Tonioni - autore del libro “Quando Internet diventa una droga”, e coordinatore dell'Ambulatorio del Policlinico Gemelli sulle patologie da dipendenza da Internet -, Michele Crudele direttore del portale ELIS www.ilFiltro.it sulla difesa dei minori, e Pierluigi Ascani, presidente dell’Istituto di ricerca Format di Roma. Sono invitati i giornalisti ed in particolare i docenti delle scuole primarie di Roma per affrontare con consapevolezza la tutela dei loro alunni dai rischi di Internet.
Il direttore del Centro ELIS a Uno Mattina martedì 26 luglio25/07/2011
Dalle 9:15 di martedì 26 luglio su Uno Mattina si parla del rapporto sempre più spregiudicato tra i minori e il sesso, che passa anche attraverso telefonini, web e social network. In studio Michele Crudele, direttore del Centro ELIS e ideatore del portale in difesa dei minori www.ilFiltro.it e la giornalista de Il Messaggero Marida Lombardo Pijola, autrice del libro "Ho dodici anni, faccio la cubista, mi chiamano Principessa - Storie di bulli, lolite e altri bimbi".
Solo Bebo e MySpace hanno una politica corretta di tutela degli utenti22/06/2011
Nel giugno 2011 la Commissione Europea ha pubblicato il primo lotto di analisi dell'applicazione dei Principi per un Social Network più sicuro nell'Unione Europea, riguardante Arto, Bebo, Facebook, Giovani.it, Hyves, MySpace, Nasza-klaza.pl, Netlog, One.lt, Ratee , SchulerVZ, IRC Galleria (Sulake), Tuenti, Zap.lu. Ognuna di queste società ha inviato una dichiarazione nella quale risponde a domande sui principi di gestione della tutela degli utenti in relazione all'informativa sulla sicurezza, alla disponibilità di strumenti di difesa, alla facilità di segnalare violazioni, alla politica di incentivazione dell'uso corretto della rete, all'analisi di comportamenti e contenuti illegali.
Risulta che, mentre Bebo ottiene il massimo dei voti nella valutazione dei 7 principi e in 4 su 5 nell'implementazione, e MySpace eccellenza in 9 e sufficienza in 3 principi, Facebook ottiene la sufficienza in tutto, ma l'eccellenza solo su 2 punti sul totale di 12. Drammatica è la valutazione di Giovani.it che risulta insufficiente in 9 principi e sufficiente solo in 3. Non vanno molto meglio gli altri social network esaminati, poco conosciuti in Italia.
Nuovo leader della classifica dei test dei programmi di parental control30/04/2011
La versione 2 di Profil Parental Filter ha conquistato la prima posizione della nostra classifica di efficacia dei programmi di parental control per le sue caratteristiche innovative nell'analisi delle immagini e nel blocco delle lingue diverse da quelle prescelte.
Ogni mese più di 12.000 pedofili su Internet07/04/2011

Telefono Arcobaleno riporta che dall'inizio del 2011 ci sono 18.185 nuovi siti pedofili e sono più di 12.000 al mese i consumatori di pedopornografia. La quasi totalità della pedofilia on line si concentra in Europa  (51%) e Nord America (47%), con un coinvolgimento sempre maggiore  dei paesi di origine anglosassone (USA, Canada, Cipro, Regno Unito). Sempre in Europa e Nord America si registra la maggiore concentrazione di pedofili che ricercano quantità sempre crescenti di foto e video per soddisfare la loro perversione.

L'Italia ospita una quantità minima di siti pedofili, ma registra il 4° posto mondiale nelle richieste di materiale pedopornografico sul web: nel primo trimestre 2011 sono il 6% i consumatori italiani di pedofilia.

L'oscuramento dei siti pedofili segnalati dalle organizzazioni come Telefono Arcobaleno è prontamente effettuato dai fornitori di connettività italiani, anche in applicazione delle leggi vigenti.

Stop violence on social media16/03/2011
In occasione del Safer Internet day 8 febbraio 2011 Davide.it, Intermedia Consulting e Cece (Confederación Española de Centros de Enseñanza) hanno lanciato “Stop violence on social media”, progetto finanziato dall'Unione Europea nell'ambito di Daphne III, programma che mira a prevenire e combattere ogni forma di violenza.
Il progetto ha l'obiettivo di sensibilizzare ragazzi, insegnanti e genitori di scuole italiane e spagnole all'uso sicuro dei social media attraverso un approccio educativo congiunto.
Google e la sicurezza delle famiglie in rete12/03/2011
Google ha aperto una sezione dedicata alla sicurezza online per la famiglia con informazioni dedicate all'uso dei meccanismi di protezione da contenuti inadatti ai bambini cercando su Google o YouTube.
Nella pagina principale appare una intervista filmata a Stefano Maruzzi, Country Manager di Google, che in passato è stato responsabile Microsoft di MSN.it e ha partecipato alle audizioni del Comitato Internet e Minori. Maruzzi affronta correttamente su una base di fiducia il problema della relazione con i figli riguardo alla navigazione in rete, ma afferma che non ha installato filtri di protezione per le figlie adolescenti: sorprende la sua decisione tenendo presenti i rischi derivanti anche da azioni non volontarie nell'uso del web. Si incappa in siti pericolosi anche senza andarli a cercare e un filtro crea un argine utile per evitare danni.
Una valutazione comparativa molto dettagliata dei sistemi di controllo della navigazione dei minori06/03/2011
Il progetto SIP Bench II, finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del programma Safer Internet, ha prodotto una tabella di valutazione delle caratteristiche di molti sistemi di parental control disponibili in Europa. È possibile scegliere le caratteristiche desiderate, in base al tipo di computer posseduto, all'età dei figli e ad altri parametri, per determinare la migliore soluzione.
I genitori sono poco attenti al controllo della navigazione dei loro figli15/02/2011
In occasione del Safer Internet Day 2011 Moige e Trend Micro hanno presentato i risultati emersi da un’indagine con focus group di genitori. Emerge uno scenario in cui il web è ormai un ambiente fondamentale di riferimento per genitori e figli, che stimola e incuriosisce e del quale ormai “non si può fare a meno”: “c’è tutto il Mondo”. Nelle famiglie sono spesso disponibili diversi strumenti per navigare, utilizzati con una crescente autonomia dai minori, specie dai 10 anni in su. L’uso di Internet va molto oltre il gioco e la ricerca didattica ed è diventato il prerequisito dell’entrata nel mondo dei social networks. Il genitore non ostacola e spesso favorisce un approccio precoce anche con l’intento di favorire l’adattamento e integrazione dei figli alle nuove modalità di comunicazione e relazione sociale. I social networks sono molto apprezzati dai ragazzi italiani: l’82,9% nella fascia tra 15 e 16 anni, e il 74,3% in quella 11-14. Anche un 20% dei più piccoli non è indifferente. Quasi 9 ragazzi su 10 preferiscono Facebook.
La sensazione di pericolo dei genitori riguardo l’uso del web da parte dei minori è abbastanza relativa, e scaturisce solo da eventi di cronaca o da informazioni provenienti da fonti autorevoli: sembra emergere una sorta di “abitudine anestetica”, presumibilmente incentivata da una scarsa conoscenza effettiva dei pericoli “non so neanche bene cosa devo controllare, mi fido di mio figlio”. La fiducia nei comportamenti dei figli in rete è infatti piuttosto elevata (6,79 in una scala da 1 a 10). Anche i bambini e i ragazzi, del resto, manifestano una radicata convinzione (8,3 in una scala da 1 a 10) che “i genitori si fidano dei miei comportamenti online”.
Prevale dunque un “controllo ambientale generico”, basato su una selezione di tempi e possibilità di utilizzo della Rete e su un generico ricorso al dialogo, nella quasi totale assenza di software specifici e funzioni di parental control. Le misure di controllo e prevenzione adottate dai genitori, di fatto, non sembrano tra le più severe ed efficaci: 6 genitori su 10 si limitano a parlare genericamente dell’argomento con i propri figli, 4 su 10 navigano insieme a loro e solo 3 su 10 condividono la scelta dei siti da visitare. Il 40% controlla periodicamente siti visitati e le attività online, mentre solo l'8% dei genitori utilizza le funzioni di parental control.
Non vi è una chiara consapevolezza da parte degli adulti di come fare per evitare i pericoli evidenti in rete: prevale un generico “ci sono tutti e lo utilizzano tutti”, nella convinzione che “il divieto non funziona, bisogna insegnare ai ragazzi come comportarsi”.
Agenda digitale: la Commissione intensificherà gli sforzi per tutelare i minori on-line09/02/2011
In occasione della giornata Safer Internet del 2011 dedicata a "Internet è più di un gioco, è la tua vita!", la Commissione europea ha annunciato che intende intensificare il dialogo con le imprese del settore TIC e con le organizzazioni di tutela dei minori per incoraggiare la progettazione di prodotti più sicuri che aiutino a proteggere i minori on-line. Sono sempre più giovani i minori che cominciano a utilizzare internet, non soltanto con il computer, ma anche dalle console di giochi e dai telefoni cellulari. In Europa più dell'82% degli adolescenti di età compresa tra i 15 e i 16 anni e il 26% dei bambini tra i 9 e 10 anni hanno un profilo su un sito di socializzazione in rete. Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea responsabile dell'agenda digitale, ha dichiarato: È difficile per i genitori garantire la sicurezza dei loro figli on-line, soprattutto adesso che i ragazzi possono accedere a internet non soltanto dai computer, ma anche da smart phone e console di giochi. È grande quindi la responsabilità del settore TIC nel fornire prodotti e servizi che proteggano i minori on-line e diano loro gli strumenti per difendersi. Abbiamo avuto una collaborazione produttiva con le società di gestione dei siti di socializzazione in rete e con gli operatori di telefonia mobile. Ci rivolgiamo ora a tutti gli operatori del settore TIC invitandoli a collaborare per migliorare la protezione dei minori on-line.
I bambini sono su Internet prima di nascere!30/01/2011
AVG, produttrice di uno dei più famosi antivirus, ha intervistato in tutto il mondo nel settembre scorso 2200 madri con figli di due anni o meno, scoprendo che l'81% (68% in Italia) di loro ha messo su Internet foto dei loro bambini.
In media sono necessari solamente sei mesi prima che un neonato abbia la sua personalità in rete.
Il 7% di loro ha un indirizzo di posta elettronica dalla nascita e il 5% un profilo tipo Facebook. Il 23% (14% in Italia) dei figli appare in rete anche prima di nascere, con le proprie ecografie.
Ignari distributori di pedopornografia08/01/2011
In 30 Paesi 300 domini e 700 siti web sono stati ripuliti dalle polizie nazionali da codice maligno introdotto da criminali che vendevano materiale pedopornografico. Gli ignari proprietari dei server si sono trovati quindi a collaborare con la rete di diffusione di pedofili interessati a immagini di abusi su minori. L'indagine "Venice Carnival" è partita nel 2009 da una segnalazione di una nonna che, da un sito di vendita online è finita su uno pedopornografico. Questo esempio dimostra da una parte l'importanza di segnalare alla Polizia delle Comunicazioni fatti simili e dall'altra la necessità di dotarsi di un filtro di protezione della navigazione che, in molti casi, può impedire l'accesso a siti pericolosi o per lo meno avvertire del rischio.
La tecnica di "masquerading" cioè di sostituirsi a un sito legittimo può essere attuata in diversi modi, tramite agenti sul computer dal quale si naviga oppure, come sembra in questo caso, tramite compromissione del server visitato.
Il governo inglese vuole bloccare la pornografia su Internet21/12/2010
Il governo di David Cameron ha cominciato una battaglia per impedire del tutto la visione di siti pornografici dal computer di casa a meno che non sia fatta esplicita richiesta da parte di un adulto. Lo scopo è impedire la prematura “sessualizzazione” dei bambini (uno su tre a 10 anni ha già visto immagini esplicite in rete), coinvolgendo i più importanti fornitori di telecomuncazioni britannici che affronteranno il problema con il Ministro delle comunicazioni Ed Vaizey. Poiché il parental control è insufficiente, la proposta del governo è di bloccare i siti pornografici alla fonte e introdurre la possibilità, per gli adulti, di richiedere l’accesso.
«È una questione molto seria - ha detto il ministro britannico delle comunicazioni - mi auguro che gli internet provider forniscano delle soluzioni evitando a noi di creare una legge ad hoc». «Oggi la pornografia su internet è una questione che riguarda la salute mentale perchè sappiamo i danni che può creare», ha detto la presidente di Safermedia Miranda Suit citando il caso dei due fratellini di Sheffield, 11 e 12 anni, condannati a cinque anni di reclusione per aver picchiato, torturato, minacciato di uccidere e costretto a fare sesso tra di loro due bambini che avevano 9 e 11 anni. Durante il processo era emerso che i due fratelli violenti venivano da famiglie disastrate e avevano accesso a siti pornografici.
In prima superiore si naviga da soli su Internet12/11/2010
Non è una sorpresa il risultato dell'indagine condotto dalla Provincia di Bologna, Corecom e Difensore civico regionale su 508 studenti di prima e secondo anno di istituti secondari di II grado bolognesi. Il 94% dei ragazzi naviga da solo e il 47% ha la connessione direttamente dalla propria stanza. Un terzo degli intervistati usa Internet per parlare con sconosciuti. Il 60% di questi manda foto e numero di telefono e il 50% è disponibile a un contatto diretto. Il 62% dei genitori ignora come i propri figli usino Internet.
Un opuscolo del garante della privacy per difendere alunni, docenti e genitori09/11/2010
In un semplice opuscolo, il garante della privacy elenca cosa si può e cosa non si può fare nelle scuole, in relazione all'uso di telefonini, telecamere, ecc. e alla diffusione di dati relativi agli alunni. Emerge un criterio generale di buon senso, che limita la diffusione di immagini e informazioni all'ambito della classe, della scuola o degli amici, senza estenderlo a tutti su Internet, a tutela degli studenti, ma anche dei docenti e dei genitori.
Il 40% dei bambini naviga su Internet prima dei 10 anni09/11/2010
People, società di ricerche di mercato di Milano, con il contributo di Google, Vodafone Italia e Fondazione Ugo Bordoni ha realizzato nel secondo semestre 2010 un'indagine per Terre des Hommes sul rapporto dei bambini con i media.
Tra i risultati più significativi:
  • Il 40% dei bambini inizia a navigare su Internet prima dei 10 anni, il 60% dopo
  • Ci si iscrive ai social network molto prima dell'età minima (13 anni per Facebook) e il 16% lo ha fatto prima dei 10 anni.
  • Il 30% usa già il cellulare prima dei 10 anni.
  • Internet: il 78% lo usa per la scuola (ricerche e materiale di studio)
  • Computer condiviso con il resto della famiglia: 69%
  • Computer collocato in camera dei ragazzi: 35%
  • Computer in salotto/soggiorno: 36%
  • Social network: 85% usa Facebook, 24% Messenger
Attività del portale sulla difesa dei minori online02/11/2010
Nella sezione "Test" del portale ilFiltro.it sono state pubblicate le valutazioni delle ultime versioni di alcuni sistemi di parental control. Leggere le avvertenze in testa alla pagina dei test. Nelle prossime settimane saranno aggiunte ulteriori informazioni e aggiornate alcune sezioni del portale.Nell'ambito del Congresso Nazionale AICA 2010 a L'Aquila a fine settembre, Michele Crudele ha presentato i risultati delle due ediizioni del corso di educazione alla legalità informatica con un interessante confronto tra l'esperienza in Sicilia e quella a Roma. L'articolo è pubblicato nella sezione "Progetti di formazione" del portale.
I risultati dell'indagine EU Kids Online21/10/2010
EU Kids Online ha condotto una ricerca finanziata dal Safer Internet Programme della Commissione Europea, intervistando oltre 23.000 ragazzi tra i 9 e i 16 anni in 25 Paesi europei. Tra gli altri risultati, emerge che il 12% dichiara di essere stato infastidito o turbato da qualcosa visto su Internet: i tre quarti di questi hanno tra 9 e 10 anni. Il 41% dei genitori i cui figli dichiarano di aver visto immagini a sfondo sessuale, esclude che i propri ragazzi si siano imbattuti in simili situazioni. In Italia la percentuale sale al 58% e risulta la più alta tra tutti i paesi.
Il 48% (59% in Italia) dei ragazzi usa Internet da camera propria e il 31% (9% in Italia) da un telefono cellulare.
L'età media del primo accesso a Internet in Italia è 10 anni, mentre si abbassa a 7 in Svezia.
In Italia il 93% dei ragazzi usa Internet almeno una volta a settimana e il 14% di quelli tra 11 e 16 anni dichiara di aver sperimentato abbastanza spesso o molto spesso esperienze connesse a un uso eccessivo di Internet.
Il 57% dei ragazzi italiani ha un profilo pubblico su un sito di social networking (Facebook o altri).
Il rapporto afferma che "i rischi sessuali – ovvero la visione e la ricezione online di messaggi o immagini a sfondo sessuale – sono i più diffusi ma solo in rari casi condizionano negativamente le esperienze dei ragazzi". È certamente discutibile la valutazione sulla mancanza di condizionamento che non può essere rilevata direttamente dal ragazzo al momento dell'intervista, ma si manifesta a medio e lungo termine in una crescita poco armonica dei rapporti interpersonali, condizionati da una visione dell'amore con un ragazzo o una ragazza fortemente orientata al sesso.
Pubblicate le nuove valutazioni dei sistemi di parental control04/10/2010
Nella sezione Test dei filtri sono state pubblicate le valutazioni delle ultime versioni di alcuni sistemi di parental control. Leggere le avvertenze in testa alla pagina dei test.
Può un genitore vigilare sulla navigazione del figlio in rete?15/09/2010
Partendo dalla notizia di una mamma denunciata dal figlio sedicenne per essersi intromessa nella sua attività in rete, il Corriere della Sera riporta alcuni commenti.
«Non ci è mai successo che qualche ragazzo abbia protestato perché il genitore è stato eccessivamente invasivo - racconta Nunzia Ciardi, dirigente della Polizia -. Ci telefonano i genitori, invece. Chiedono cosa fare per essere tranquilli sulla navigazione del figlio, oppure come aiutare il ragazzo che vedono preoccupato o al quale arrivano messaggi strani».
In linea generale, al figlio maggiorenne viene riconosciuta la tutela piena della privacy, mentre il minorenne è soggetto a una serie di limitazioni. Ma non basta. Il terreno giuridico è ancora inesplorato e la materia complessa: «Manca la consapevolezza, proprio da parte del sistema giuridico, non solo italiano, del fatto che ormai quella tra maggiorenne e minorenne è una distinzione rozza - spiega Franco Pizzetti, Garante per la privacy -. Una distinzione che non soddisfa tutta la gamma diversa di situazioni che si possono determinare soprattutto rispetto alla protezione dei dati».
Quali valori entrano in conflitto, dunque? «Da una parte la personalità del ragazzo, il quale man mano che cresce, e anche prima di diventare maggiorenne, acquisisce un diritto a essere rispettato nella sua dignità e nella sua riservatezza - risponde il Garante -. Dall'altro, il dovere del genitore di trattare il figlio per ciò che egli è nei diversi stadi della vita, man mano che cresce. Non si può trattare il figlio come un bambino di due anni fino ai 17 anni e 11 mesi e poi come un uomo compiuto al giungere del diciottesimo anno. E anche relativamente all'approccio ai social networks, il comportamento e la capacità dei ragazzi cambiano di anno in anno, fino ad arrivare alla piena responsabilità giuridica. E i comportamenti dei genitori dovrebbero adeguarsi a questi cambiamenti».
Ma, allora, quando scatta la responsabilità del genitore per mancata vigilanza sul figlio e trascuratezza dei suoi doveri genitoriali? «Su questo, i Garanti europei si sono affannati a dare indicazioni, suggerimenti, consigli - dice Pizzetti -. Ma dal punto di vista strettamente giuridico non possiamo introdurre innovazioni rispetto all'ordinamento esistente». I principi da rispettare, dunque? «Necessità, non eccedenza del dato raccolto nei confronto del figlio e pertinenza -. Detto in altri termini: era proprio necessario questo dato (cioè quella informazione, o per esempio quella foto, acquisita dal genitore, ndr) per svolgere quella determinata attività genitoriale? È pertinente, cioè è stato raccolto un dato che riguarda effettivamente l'attività genitoriale che bisogna svolgere? È non eccedente: non c'è stato un eccesso di raccolta dei dati, quando ne bastavano altri?». Per sbrogliare meglio la matassa, bisognerà forse attendere che anche in Italia un giudice sia chiamato a pronunciarsi su un «casus belli». Nel frattempo, non sembra sconveniente seguire il consiglio di Nunzia Ciardi: «Essere amici dei propri figli non è una cattiva idea, neppure su Facebook».
Internet in famiglia: convegno al Fiuggi Family Festival il 26 luglio17/07/2010
Lunedì 26 luglio 2010 dalle 10:30 alle 13 al Fiuggi Family Festival presso la Fonte di Bonifacio VIII si svolgerà il convegno "Science day: Internet in famiglia" a cura dell’Istituto di Informatica e Telematica Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).
Gli adolescenti vivono immersi nel digitale, ma genitori e insegnanti faticano a stare al passo coi tempi, con il diffuso timore di sentirsi inadeguati nell’affrontare il tema delle nuove tecnologie assieme ai giovani. "Science Day" ha l’obiettivo di illustrare i vari aspetti di Internet in chiave divulgativa, per capire cosa sono i social network e perché sono frequentati da milioni di persone.
Il programma prevede:
  • Internet: ma come funziona? – Maurizio Martinelli, IIT-CNR
  • Social network: un mondo misterioso – Fabrizio Silvestri, ISTI-CNR
  • I cellulari di nuova generazione: opportunità e pericoli - Fabio Martinelli/Gabriele Costa, IIT-CNR
  • I nostri ragazzi, “Nativi digitali” - Stefania Fabbri, IIT-CNR
La partecipazione è gratuita. È consigliabile registrarsi sul sito del Fiuggi Family Festival.

Chiamata di emergenza su Facebook per abusi e violenze12/07/2010
Il Child Exploitation and Online Protection (CEOP) Centre nel Regno Unito ha reso disponibile su Facebook un'applicazione che permette di contattare la rete di protezione dei minori della polizia britannica. Il sistema consente anche un accesso facilitato alle pagine di Facebook sulla protezione personale.
Genitori, figli e Facebook02/07/2010
Trend Micro ha commissionato una ricerca ad A&F Research su un campione rappresentativo di ragazzi tra 8 e 16 anni e genitori con figli della stessa fascia di età, con il fine di analizzare il livello di consapevolezza dei rischi dell'esposizione di dati personali nei social networks come Facebook. Solo il 30% dei genitori e il 40% dei figli sa impostarne le regole di privacy, ma papà e mamme sono preoccupate dei loro figli in rete (4,38 su 5 in una scala di importanza fino ai 10 anni).
Tra i ragazzi è molto forte la convinzione (8,3 su 10 nella scala di importanza) che “i genitori si fidano dei miei comportamenti online”. I maggiori di 10 anni navigano prevalentemente da soli (più dell’80%) o in compagnia di coetanei (circa il 50%).
Soprattutto gli adolescenti vogliono utilizzare al massimo Internet per avere relazioni con altri e più del 40% condivide dettagli sulla propria vita personale e sociale, fino a pubblicare anche foto e video di scherzi e bravate, in buona parte convinti che i genitori non approverebbero questi comportamenti. Sono anche convinti di “poter cancellare qualsiasi cosa pubblicata online” e di “potersi rendere anonimi online”. Come è noto, entrambe le convinzioni sono fallaci.
Approvato il dominio .xxx per siti per adulti26/06/2010
Dopo diversi rifiuti, ICANN ha approvato la nascita del dominio .xxx per indicare siti per adulti. Anche se la decisione deve essere ratificata, sembra ormai in via di conclusione il lungo dibattito sull'opportunità di riservare un dominio ai siti pornografici. È abbastanza evidente che questa è un'opportunità commerciale per i fornitori di contenuti per adulti ma non costituisce una tutela per i bambini. Solamente se le regolamentazioni nazionali obbligheranno i siti pornografici a cambiare estensione verso .xxx sarà possibile una maggiore tutela dei minori, semplicemente bloccando per loro tutto il dominio .xxx
Nel mese di giugno test di valutazione dei programmi di parental control01/06/2010
Durante il mese di giugno il portale www.ilFiltro.it effettuerà i test di valutazione delle versioni attuali dei programmi di parental control. Le aziende interessate possono inviare ad Associazione Centro ELIS - ilFiltro.it, via Sandro Sandri 71 - 00159 Roma una copia completa del proprio software, oppure inviare ad associazione@elis.org i codici di attivazione per programmi da scaricare da rete.
I test saranno effettuati su un portatile recentemente acquistato con Windows 7 Home Premium versione 64 bit, dotato di antivirus Microsoft Security Essentials e Windows Defender, per riprodurre un ambiente tipico familiare attuale.
Che cosa cercano su Internet i bambini14/05/2010
Secondo la Symantec, produttrice della famiglia di programmi Norton, la classifica delle parole più cercate nel 2009 su Internet dai bambini (basata su coloro che usano OnlineFamily.Norton) è la seguente:

Maschi  -  Femmine
  1. Youtube  -  Youtube
  2. Google  -  Google
  3. Facebook  -  Facebook
  4. Sex  -  Taylor Swift
  5. Porn   -  Sex
  6. eBay  -  Youtube.com
  7. Yahoo  -  Party in the USA
  8. Youtube.com  -  Miley Cyrus
  9. Wikipedia  -  Yahoo
  10. MySpace  -  MySpace
Emerge chiaramente la dominanza di YouTube scritto in modo diverso, ma è preoccupante la posizione in classifica delle ricerche di materiale osceno. Senza un filtro famiglia il risultato è molto esplicito.
YouTube e la protezione dei minori14/05/2010
YouTube ha potenziato negli ultimi tempi i sistemi di segnalazione di abusi e le indicazioni per evitare contenuti dannosi ai minori. Mentre già da tempo ha bandito la pornografia esplicita, continua ad ospitare filmati non adatti ai bambini, anche in forma di animazioni da videogiochi. Una difesa, sia pure non efficace al 100%, è attivare la "Modalità di protezione" che si trova in fondo a ogni pagina di filmati di YouTube. Si può anche bloccarne l'impostazione, se si accede a un'identità YouTube con password: si esce poi dalla propria identità e si lascia navigare il bambino con una protezione in più, non disattivabile, che vale però solo per quel browser.
Apple non vuole pornografia sugli iPhone22/04/2010
Steve Jobs, a capo di Apple, ha scritto a un suo cliente: "Crediamo di avere una responsabilità morale di dover tenere fuori dagli iPhone la pornografia". È una spiegazione del perché alcune applicazioni per quel telefono mobile sono state rifiutate dai gestori dell'App Store. Certamente questa saggia politica non impedisce del tutto l'accesso a risorse pornografiche, posto che tramite un iPhone si può navigare su qualsiasi sito Internet, ma ciò non toglie che l'impostazione di fondo sia un chiaro segno di rifiuto della pornografia come leva di mercato. Questo atteggiamento contribuisce alla tutela dei minori.
Messaggio del Presidente della Repubblica sul rispetto dell'immagine della donna15/04/2010
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione del convegno "Donne in Tv e nei media: un nuovo corso per l'immagine femminile", ha inviato al Presidente del Comitato per le Pari Opportunità, Mirella Ferlazzo, un messaggio di apprezzamento per l'iniziativa:
Mi fa piacere rinnovarvi l'augurio di riuscire a raggiungere un obiettivo che -come sapete- condivido. Mi riferisco al rispetto che le donne devono esigere in ogni ambito: nella famiglia, nella scuola, sul luogo di lavoro, in politica. E' questo il richiamo che ho rivolto in occasione della cerimonia dell'8 marzo di quest'anno al Quirinale dedicato alle donne di domani, sollecitando le adolescenti che si apprestano ad entrare nell'età adulta a esigere il rispetto della loro dignità di donne. L'impegno a rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, contenuto nell'articolo 3 della nostra Costituzione, così come la richiesta rivolta dall'articolo 117 alle leggi regionali di rimuovere ogni ostacolo che impedisce la piena parità tra donne e uomini, si riferiscono ovviamente anche al diritto ad ottenere uguale rispetto e dignità per i cittadini di entrambi i sessi. E' evidente che la comunicazione di un'immagine della donna che risponda a funzioni ornamentali o che venga offerta come bene di consumo offende profondamente la dignità delle donne italiane. Non solo: questo stile di comunicazione nei media, nelle pubblicità, nel dibattito pubblico può offrire un contesto favorevole dove attecchiscono molestie sessuali, verbali e fisiche, se non veri e propri atti di violenza anche da parte di giovanissimi. Non intendo entrare nel merito degli strumenti pratici da voi proposti, ma è certamente importante che si ponga un argine a questo dilagare della tendenza alla sottovalutazione o all'aperto disprezzo della dignità femminile, educando fin dall'infanzia i giovani al rispetto delle donne, le ragazze a pretenderlo e ancor di più i ragazzi a esprimerlo.
Curare i bambini con Google può far male13/04/2010
L'agenzia DIRE - Notiziario Minori riporta uno studio dell'Università di Nottingham sui siti britannici, dal quale risulta che solo il 40% delle fonti Internet riporta informazioni corrette sulle cure per i bambini. I ricercatori hanno cercato informazioni su 5 malattie comuni, dai problemi dell'allattamento al seno all'autismo, trovando che solo 200 dei 500 siti visitati avevano suggerimenti scientificamente validi. L'11% per cento dei siti dava informazioni sbagliate totalmente, e solo il 39% la risposta giusta.
XIV giornata dei bambini vittime10/03/2010
Dal 25 aprile alla prima domenica di maggio l'Associazione Meter onlus (di don Fortunato Di Noto) celebra la Giornata dei Bambini Vittime giunta alla sua XIV edizione.
Il tema di quest'anno è "Povertà e Minori. responsabilità condivise". Ogni privazione è negazione e riduzione alla povertà ed espone i minori allo sfruttamento. I minori non sono oggetti o mercanzia ma persone da amare, rispettare e tutelare. Contro questa logica, sotto gli occhi di tutti, tutti possiamo operare di più e meglio.

Safer Internet Day: una ricerca di Save the Children sui comportamenti dei minori italiani su Internet in relazione alla sessualità11/02/2010
“Sessualità e Internet: i comportamenti dei teenager italiani” è una ricerca di Save the Children e Adiconsum pubblicata in occasione del Safer Internet Day, il 9 febbraio 2010.
Nella rete i giovani pre-adolescenti e adolescenti italiani portano tutto il loro mondo, a 360 gradi. Dunque non solo amici e amicizia, intrattenimento e relax, informazione e notizie di musica, moda, sport, diete, ma anche sessualità e sesso. Senza risparmiarsi nessuna esperienza, pur in bilico e rischiosa: dall'inviare foto e immagini di sé nudi, a uscire con persone conosciute in Internet ad avere rapporti sessuali con qualcuno contattato in rete. E tutto ciò accade più di frequente di quanto non si creda e anche in quell'età ponte, ancora un po' bambina fra i 12 e i 14 anni: il 4% di ragazzini e ragazzine con questo breve curriculum vitae dichiara esplicitamente di inviare spesso fotografie di sé nudi o in pose sexy. Percentuale che sale all'8% fra i 15-17. Ma il dato è probabilmente sottostimato: perché richiesti di un proprio parere su quanto siano diffusi tra gli amici certi comportamenti come inviare video o immagini di sé nudi o semisvestiti, il 22% dice che sì, questa è una pratica diffusa. Se poi si chiede a che età si è inviato il primo messaggio un po' osé, con sottintesi e riferimenti sessuali, le conferme fioccano e le percentuali salgono: ben il 47% dice di averlo fatto tra i 10 e 14 anni, gli altri dai 15 in su.
YouTube introduce la modalità di protezione dei minori11/02/2010
In fondo alla pagina di YouTube è ora possibile attivare la "modalità di protezione" che consente di filtrare i contenuti non adatti ai bambini. Purtroppo non è ancora efficace con le parole chiave italiane e YouTube contiene molti filmati allusivi al sesso o con immagini indecenti, seppure il nudo sia stato bandito da tempo dai gestori.
Le proposte legislative sulla difesa dei minori in TV e su Internet02/02/2010
Il Consiglio dei Ministri nel dicembre 2009 ha approvato uno Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2007, che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l’esercizio delle attività televisive. Nell'articolo 9 contiene indicazioni sulla tutela dei minori vietando in TV le trasmissioni pornografiche e quelle destinate ai soli adulti, con alcuni criteri più restrittivi che in passato. Poiché nell'articolo 4 si parla di "servizi di media audiovisivi" includendo anche quelli "veicolati mediante siti Internet", il decreto ha particolare interesse anche per la tutela della navigazione di bambini in rete.
Il portale ilFiltro.it ritiene che sia necessario superare l'attuale grande differenza di trattamento legale tra quanto trasmesso in TV e quanto reperibile su Internet. La televisione è più controllata (nonostante purtroppo continui troppo spesso a mostrare contenuti inadatti ai minori anche nelle fasce protette), mentre in rete non esiste di fatto alcun freno alla rappresentazione di pornografia, violenza e altre immagini o testi dannosi per i bambini, presenti persino in portali generalisti e in quotidiani che, sulla carta stampata, non pubblicherebbero mai quanto invece diffondono via Internet.
Senza violare il diritto alla libertà di pubblicazione e di informazione, è già possibile sanzionare chi produce e pubblica in modo liberamente accessibile in rete in Italia materiale gravemente nocivo ai minori: lo dimostra il lungo elenco di leggi vigenti e di sentenze connesse riportato nell'Atto di indirizzo sul rispetto dei diritti fondamentali della persona e sul divieto di trasmissioni che presentano scene pornografiche, dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni del 22 febbraio 2007, che è del tutto disatteso e non applicato.
I cellulari in mano agli adolescenti possono favorire la diffusione di pornografia07/01/2010
 “Il problema principale nel telefonino degli adolescenti è rappresentato attualmente dalle immagini”, afferma Matthew Davis, direttore della University of Michigan Medical School, suggerendo che “i genitori che acquistano o regalano telefonini ai figli dovrebbero riflettere sulla possibilità di applicare filtri".
Negli USA un quarto dei cellulari dei ragazzi accede a Internet. Solo un terzo dei genitori imposta filtri su quei telefonini per evitare l'accesso a pornografia.
Il 10° Rapporto Nazionale Eurispes-Telefono Azzurro sulla condizione dell'Infanzia e dell'Adolescenza04/01/2010
È sempre interessante leggere il rapporto annuale: oltre ai propri dati, riprende statistiche di altri, come quella del Moige che segnala che il 19% dei genitori naviga con i figli e il 17% li abbandona completamente.
Dalla ricerca del 2008 di Telefono Azzurro ed Eurispes risulta che il 62,5% dei bambini (70,2% femmine, 54,5% maschi) considera fastidioso vedere sesso o nudo in TV il che dimostra che molti minori ormai sono poco sensibili alla pornografia.
Metà dei bambini che usano Internet hanno iniziato tra i 6 e gli 8 anni. L'attività più frequente (55,9% dei più piccoli) è scaricare musica, giochi e filmati.
Il 90% degli adolescenti usa Internet e l'attività più diffusa è cercare informazioni, seguita da guardare YouTube e usare la chat. Una grande maggioranza trascorre il proprio tempo libero davanti al computer, mentre non legge più i fumetti, né si dedica a musica o arte o volontariato.
Risulta quindi un quadro per cui i genitori devono dedicare tempo per capire l'interazione dei propri figli con Internet, in modo da difenderli dai pericoli e trarne tutto il beneficio possibile.
Corso di educazione alla legalità informatica nelle scuole17/11/2009
Dopo il successo nello scorso anno scolastico del progetto pilota di educazione alla legalità informatica, svolto in Sicilia su indicazione del Ministero dell'Istruzione, finanziatore del corso, inizia a Roma il 1° dicembre 2009 la seconda edizione destinata alla provincia di Roma. I destinatari sono 80 tecnici dei laboratori di informatica delle scuole secondarie di II grado che per tre giorni completi seguono lezioni ed esercitazioni con computer individuali per simulare attacchi e difese.
Il corso ha l'obiettivo di mostrare quali sono le attività pericolose e proibite in ambito informatico e di telecomunicazione, per limitarne le loro conseguenze negative. I tecnici di laboratorio sono spesso gli interlocutori privilegiati degli studenti: non avendo compiti valutativi verso questi ultimi, ne ricevono con maggiore trasparenza confidenze sul loro comportamento in rete, rispondendo anche alle loro domande. Una corretta formazione degli assistenti tecnici può quindi essere particolarmente efficace per influire sulla formazione dei giovani all'uso responsabile della tecnologia.
Le docenze sono a cura di esperti ELIS, Polizia Postale e delle Comunicazioni, SIAE, ANSSAIF - Associazione Nazionale Specialisti Sicurezza in Aziende di Intermediazione Finanziaria, consulenti legali informatici e Moige. Tra gli argomenti trattati:
  • Sicurezza delle comunicazioni IP e dei sistemi    
  • L’affidabilità dei siti Internet    
  • L’identità digitale e la sua protezione
  • Gli strumenti informatici di tutela dei minori su Internet    
  • Internet come risorsa educativa
  • Metodologia dell'autoaggiornamento
  • Tecniche di difesa della rete scolastica
  • La normativa sui crimini informatici e l'azione di prevenzione e indagine della Polizia
  • Le truffe e i sistemi di attacco di social networking    
  • La tutela del diritto d’autore    
  • La normativa sulla legalità informatica    
  • L’attività delle associazioni in difesa dei minori    
  • Migliorare la legalità informatica a scuola    
  • Laboratorio informatico di sperimentazione includendo l'analisi delle caratteristiche di sicurezza di Windows 7
Il corso, condotto dall'Associazione Centro ELIS nell'ambito delle attività di formazione del portale per la difesa dei minori www.ilFiltro.it, si svolgerà nella Scuola ELIS in via Sandro Sandri a Roma, con connettività Internet a larghissima banda concessa da Telecom Italia, socio fondatore del Consel - Consorzio ELIS per la formazione professionale superiore. Microsoft Italia ha donato il software necessario al laboratorio.
Tutte le scuole superiori di II grado della provincia di Roma sono state invitate.
Multa di 20.000 euro ai genitori di un ragazzo che ha filmato la professoressa di nascosto14/11/2009
Nel 2007 a Vimercate uno studente aveva filmato di nascosto la professoressa in comportamenti "curiosi" (sbadigli, colpi di sonno e altro meno decoroso) montando poi un cortometraggio e pubblicandolo su YouTube. Dopo aver ammesso la propria responsabilità, è stato sospeso 15 giorni, ma la docente l’ha denunciato e ha chiesto 25.000 euro di ri­sarcimento, per tutelare la propria immagine professionale e lanciare un moni­to, rivolto soprattutto ai ra­gazzi, e ai loro familiari. Il giudice non ha sanzionato la ripresa filmata ma la sua diffusione su Internet per aver pubblicato im­magini lesive del decoro e del­la reputazione dell’insegnan­te, condannando i genitori a pagare 20.000 euro.
Navigare Sicuri: una campagna Telecom Italia, Save the Children, Fondazione Movimento Bambino09/11/2009
Ha preso il via Navigare Sicuri, iniziativa con cui Telecom Italia - in collaborazione con Save the Children e Fondazione Movimento Bambino - si propone di sensibilizzare bambini, adolescenti e genitori a un uso attento e consapevole del Web, anche attraverso due testimonial d’eccezione, Geronimo Stilton e Giovanni Soldini.
Ai bambini di età compresa tra i 6 ed i 10 anni è dedicata un’area in cui è possibile trovare semplici definizioni dei termini tecnici più diffusi su Internet e un divertente decalogo a fumetti in cui il direttore dell’Eco del Roditore, Geronimo Stilton, e un inedito topo velista, Giovanni Soldini, spiegano come tuffarsi per la prima volta nel Web tenendosi alla larga da secche e pirati.
Per i ragazzi tra i 10 ed i 18 anni è prevista invece una sezione news sempre aggiornata e un calendario di incontri di informazione e sensibilizzazione che si svolgeranno per tutto il 2010 all’interno delle scuole medie e degli istituti superiori, con la collaborazione di Save the Children.
Per sostenere i genitori nel difficile compito di proteggere i propri figli dai possibili rischi legati a un uso improprio di Internet, il sito web Navigare Sicuri propone un servizio interattivo attraverso cui confrontarsi con psicologi e personale specializzato, oltre che i riferimenti del numero verde Telefono Genitori gestito dalla Fondazione Movimento Bambino.
EASY WEEKS: un tour per insegnare a usare i nuovi media29/10/2009
È iniziato il 26 ottobre il  tour di 10 settimane EASY WEEKS che toccherà 11 regioni d’Italia, organizzato da Adiconsum e Save the Children. Prevede incontri e laboratori con gli studenti nelle scuole e appuntamenti con i genitori, nonché una formazione mirata per gli insegnanti delle scuole partecipanti. Il tutto supportato da un manuale didattico per insegnanti e da una guida educativa per genitori, distribuiti ai partecipanti. EASYbus è equipaggiato con videogiochi e staziona presso le scuole e le piazze delle cittadine toccate dal tour. Il ludobus, allestito in collaborazione con AESVI, l'Associazione Editori Software Videoludico Italiana, dà la possibilità di fare un'esperienza di gioco diversa rispetto a quella usuale, perché inserita all’interno di un’attività educativa.
Nelle classi si tengono incontri laboratoriali di sensibilizzazione alla media education. Attraverso giochi di ruolo e simulazioni di ciò che può succedere utilizzando il computer, il cellulare o i videogiochi (per esempio, riproduzione di una chat, simulazione delle attività dei blog, dei social network ecc.), gli alunni hanno modo di riflettere sul significato di “sicurezza in rete” e sul loro comportamento online. La campagna è cofinanziata dalla Commissione Europea e include la diffusione del cartone animato proseguimento della campagna “Posta con la testa”: “Quando accendi la videocamera, non spegnere la testa”.
Abbonamento gratuito al filtro Davide.it24/10/2009
L'Associazione Davide Onlus, considerata la crisi economica in corso che pesa su molte famiglie, ha deciso di offrire gratuitamente l'abbonamento alla protezione della navigazione con il filtro Davide 2.0. Per richiederlo, scrivere a d.ilario@davide.it

Non perdere la bussola: YouTube e la Polizia delle Comunicazioni16/09/2009
YouTube collabora con la Polizia delle Comunicazioni ad un’iniziativa di sensibilizzazione e formazione sui temi della sicurezza in Rete e dell’uso responsabile delle community online. ”Non perdere la bussola” è un progetto rivolto alle Scuole Superior i di I e II grado per dare agli studenti e agli insegnanti tutti i principali strumenti conoscitivi e didattici per garantire una navigazione in Internet consapevole, con particolare riguardo al fenomeno in costante crescita dei social network e delle community di cui YouTube fa parte come piattaforma di condivisione di video più popolare in Italia e nel mondo.
Le scuole che vogliono aderire al progetto accogliendo workshop formativi con parte didattica e interattiva, su temi come la tutela della privacy, la netiquette e le norme della community, i  contenuti generati dagli utenti, il cyberbullismo, la tutela del copyright, possono farne richiesta a  polizia.comunicazioni@interno.it, specificando nell’oggetto il riferimento al progetto "Polizia delle Comunicazioni e YouTube"
Non tutti i sistemi di parental control si comportano in modo eticamente corretto11/09/2009
Sentry e FamilySafe hanno un sistema di controllo delle chat dei bambini, attivabile dai genitori e in questo sono simili ad altri prodotti di parental control. In aggiunta però permettono a imprese di pubblicità di raccogliere il contenuto delle conversazioni testuali dei bambini (dei quali non conoscono l'identità né altri dati che il nickname) per capire le tendenze giovanili in ambiti come la moda, la tecnologia, i cibi, ecc. Riteniamo che questa politica non sia eticamente corretta, trattandosi di minori, per quanto anonimi. Se si discute sulla liceità di questa politica per gli adulti anche con espressa loro approvazione, per un minorenne non dovrebbe mai essere attuata perché nelle chat i bambini trattano di argomenti personali che non devono essere conosciuti ad altri tranne che ai loro legittimi tutori, i genitori.
Wind offre il filtro protezione minori per la navigazione da cellulare30/08/2009
Per proteggere i bambini dai rischi della navigazione tramite telefono mobile, Wind offre la possibilità di attivare il "Filtro protezione minori", che si affianca al "Blocco ai contenuto per adulti", ampliando lo spettro di azione.

Windows 7 e il controllo genitori30/08/2009
Cambio di impostazione per Windows 7 rispetto a Windows Vista nel controllo genitori. Resta lo stesso impianto e la stessa interfaccia, con poche variazioni, per l'abililtazione all'uso di programmi o gli orari di navigazione permessa ai bambini, ma sparisce il filtraggio dei contenuti. Il "controllo genitori" di Windows 7 fa ora riferimento a filtri esterni, partendo da quello di Microsoft già esistente da tempo e piuttosto efficace: Windows Live Family Safety. Altri fornitori potranno proporre soluzioni alternative a disposizione degli utenti. È una soluzione interessante perché mette in condivisione di tutti i fornitori di filtri il controllo profondo del sistema operativo per impedire aggiramenti delle protezioni.
L'importanza del parental control sull'iPhone26/06/2009
Attraverso l'iPhone è possibile accedere a contenuti inadatti ai bambini. Per questo motivo nell'ultima versione del sistema operativo del telefonino Apple è possibile impostare il parental control (chiamato infelicemente "controlli censura") che può inibire l'accesso a YouTube, alla telecamera incorporata e ad altri servizi.
La Apple, in risposta a recenti polemiche sulla presenza di un'applicazione pornografica in vendita sulla propria piattaforma di commercio elettronico App Store, ha ribadito che non permette la commercializzazione di programmi per adulti, e che in questo caso è stato il produttore a cambiare l'applicazione dopo la sua approvazione. Tuttavia, poiché è possibile l'accesso a servizi esterni alla Apple, è necessario attivare il parental control per tutelare i bambini.
Prospettive del codice di autoregolamentazione media e minori26/06/2009
Franco Mugerli, Presidente del Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione media e minori nell'audizione alla Commissione Parlamentare per l'infanzia nel corso di un'indagine conoscitiva sulla tutela dei minori nei mezzi di comunicazione ha affermato che ''è urgente affrontare in modo unitario la definizione di principi generali e regole per un nuovo sistema di tutela dei minori, oltre che per le emittenti televisive come già avviene, anche per i fornitori di contenuti di Internet, i gestori della telefonia mobile, i produttori e distributori di videogiochi''.
Il Comitato, che opera presso il Ministero dello Sviluppo economico - Dipartimento Comunicazioni, ha il compito di dare applicazione al Codice di autoregolamentazione per la tutela dei minori che è vincolante per tutte le emittenti televisive italiane e che presto dovrebbe estendersi anche agli altri media, secondo quanto disposto dal D.P.R. 72/2007.
International Telecommunication Union: la protezione dei bambini on line31/05/2009
ITU, l'agenzia delle Nazioni Unite dedicata alle tecnologie di informazione e telecomunicazione, ha pubblicato un rapporto sulla protezione dei bambini on line con dati particolarmente preoccupanti:
  • oltre il 60% dei bambini e ragazzi usano le chat ogni giorno
  • tre bambini su quattro sono disposti a condividere informazioni su di sé e sulla propria famiglia in cambio di qualcosa
  • un bambino su cinque avrà rapporti con un pedofilo o un predatore su Internet
  • il 30% delle adolescenti dicono di essere state molestate in chat, ma solo il 7% lo riferisce ai genitori, per paura del divieto a frequentare le chat room

La settimana della sicurezza in rete21/05/2009
Più della metà degli iscritti ai social network (il 56%) ha meno di 19 anni, molti di loro però non sono a conoscenza di cosa realmente condividono online e dei sistemi che consentono di gestire la privacy: è quanto emerge dal sondaggio lanciato per la Seconda Settimana della Sicurezza in Rete 2009 (dal 16 al 23 maggio), iniziativa che rientra in SicuramenteWeb, il progetto di responsabilità sociale di Microsoft, ed è realizzata con il patrocinio dei Ministeri della Gioventù e dello Sviluppo Economico e promossa dall'Unione Nazionale Consumatori, Abi Lab e Skuola.net, in collaborazione con Polizia di Stato e con il supporto di Dada. Dal sondaggio condotto su circa 2.400 persone, pubblicato sul sito www.sicurezzainrete7x24.org, si evince dunque che solo il 61% degli intervistati è a conoscenza dei settaggi di privacy che consentono di gestire la visibilità delle foto pubblicate; questa percentuale scende al 53% se si considerano esclusivamente i minorenni, la fascia quindi più a rischio. La metà dei teenager iscritti ai social network consente però ai genitori l'accesso al proprio profilo: il 54% dei ragazzi tra i 10 e i 14 anni ha infatti dichiarato di avere papà e mamma tra gli amici, percentuale che scende al 41% tra i 15 e i 18 anni. I genitori, tuttavia, solo in minima parte ne approfittano per monitorare le attività dei propri figli (solo nell'11% dei casi). Dal sondaggio si evince anche come in rete la socialità si sviluppi in maniera superficiale: solo il 22% degli utenti iscritti ai social network, infatti, ha affermato di conoscere bene tutti i contatti presenti nella propria lista. (ANSA)
Presentati i risultati della campagna educativa in 50 scuole primarie di Roma04/05/2009
Il 4 maggio, vigilia della giornata nazionale contro la pedofilia, nell'aula magna della Scuola ELIS sono stati presentati i risultati della campagna di diffusione dell’informazione sui sistemi di tutela della navigazione dei minori per la prevenzione della pedofilia e della pedopornografia svolta in 50 scuole primarie di Roma, a cura dell’Associazione Centro ELIS, finanziata dalla Fondazione Europa Occupazione e Volontariato: Impresa e Solidarietà. Il prof. Gianpiero Gamaleri, Ordinario di Sociologia della cultura e della comunicazione, Università Roma Tre, ha ricordato l'importanza di sviluppare nei bambini e nei giovani un rapporto ben impostato con la realtà, evitando di privilegiare le relazioni interpersonali on line rispetto a quelle fisiche. L'on. Paola Binetti, neuropsichiatra infantile, dopo aver sottolineato che una corretta educazione affettiva dei bambini è una delle difese contro l'aggressione dei pedofili, ha parlato delle proposte parlamentari per contrastare la pedofilia culturale. Il dott. Marco Valerio Cervellini, responsabile della Polizia Postale e delle Comunicazioni per i progetti di educazione alla legalità e navigazione sicura dei minori sulla Rete, ha illustrato l'attività investigativa delle forze dell'ordine, ribadendo che l'aumento di arresti e di siti bloccati non deve tranquillizzare nessuno, perché la pedopornografia e pedofilia sono sempre molto attive.
Il prof. Michele Crudele, direttore del Centro ELIS e responsabile del portale www.ilFiltro.it, ha riportato i risultati dell'indagine che ha coinvolto 1.000 genitori, preoccupandosi soprattutto perché solo nel 4% delle scuole è presente un sistema di protezione della navigazione. Si può pensare che i docenti incaricati di rispondere al questionario non abbiano gli elementi per riconoscere se il parental control è attivato nella scuola: anche se fosse così, sarebbe un problema perché non sono in grado di controllarne l'efficienza. Purtroppo la quasi totalità pensa che con la supervisione dei maestri si risolvano tutti i problemi di protezione: l'occhio dell'adulto è fondamentale, ma non basta perché filtrano virus e cavalli di Troia che, tra l'altro, catturano dati importanti sulla navigazione dei bambini.
Conferenza stampa di presentazione dei risultati della campagna sulla protezione dei minori nelle scuole primarie di Roma29/04/2009
Conferenza stampa - Lunedì 4 maggio, ore 11 - Aula magna della Scuola ELIS, via Sandro Sandri 81 – Roma

Campagna di diffusione dell’informazione sui sistemi di tutela della navigazione dei minori per la prevenzione della pedofilia e della pedopornografia svolta in 50 scuole primarie di Roma, a cura dell’Associazione Centro ELIS, finanziata dalla Fondazione Europa Occupazione e Volontariato: Impresa e Solidarietà

Interverranno:
  • Prof. Gianpiero Gamaleri, Ordinario di Sociologia della cultura e della comunicazione, Università Roma Tre
  • On. Paola Binetti, neuropsichiatra infantile
  • Dott. Marco Valerio Cervellini, Responsabile progetti di educazione alla legalità e navigazione sicura dei minori sulla Rete, Polizia Postale e delle Comunicazioni
  • Prof. Michele Crudele, direttore del Centro ELIS e responsabile del portale www.ilFiltro.it
Alla vigilia della giornata nazionale contro la pedofilia, saranno presentati i risultati degli interventi formativi e dell’indagine in 50 scuole primarie romane riguardo alla tutela dei bambini nell’uso di Internet a scuola. Sono stati coinvolti oltre 1.000 genitori e docenti che hanno manifestato una situazione preoccupante: non c’è formazione all’uso della rete e non c’è garanzia di tutela perché solo nel 4% (quattro per cento) delle scuole è presente un sistema di protezione della navigazione. Non c’è traccia di insegnamento delle metodologie di ricerca e di analisi dell’affidabilità dei contenuti. Non si insegna nessun “codice di comportamento” nella rete.
Vivian Reding, Commissario europeo per la società dell'informazione e i media, chiede a Facebook e simili di mantenere privati i profili dei minori14/04/2009
Il Commissario europeo per la società dell'informazione e i media, Viviane Reding chiede nuovamente ai siti di social networking (Facebook, MySpace, ecc.) di mantenere privati i profili dei minori, invitando i loro gestori a prendere iniziative di autoregolamentazione. In alternativa, è disposta a imporre regole europee precettive. Nel suo videomessaggio mette in evidenza anche i rischi della pubblicità su Internet basata sui comportamenti degli utenti e dell'uso di chip RFID (trasmettitori automatici miniaturizzati) in prodotti di vario genere, all'insaputa degli acquirenti.
YouTube non è adatto ai bambini10/04/2009
Prima di tutto è bene chiarire che YouTube NON è rivolto a bambini di età inferiore a 13 anni, così esordisce il Centro sicurezza di YouTube che aggiunge altri consigli fondamentali come: La pubblicazione di video su di te, sui tuoi amici o sulla tua famiglia può essere divertente ed esaltante. Non puoi mai sapere chi lo troverà: potrebbe persino essere mostrato nella pagina iniziale oppure finire in cima all'elenco dei più visti! Se il tuo video è personale, valuta l'idea di contrassegnarlo come privato in modo che possa essere visualizzato soltanto dai tuoi amici e da coloro con cui lo condividi.
Segnala anche che YouTube non ammette video che mostrano nudità, scene di violenza esplicita o di odio. Se ti imbatti in un video come questi, fai clic sul link sul video per evidenziarlo come inappropriato e invia il modulo della pagina successiva per segnalarlo a YouTube. È un invito esplicito a collaborare per ridurre il rischio di esposizione a filmati non adatti ai bambini che, nonostante l'avvertenza iniziale, usano molto YouTube.
5 maggio - giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia10/04/2009
Dal 25 aprile alla prima domenica di maggio si ricordano le vittime della pedofilia. Da quest'anno il 5 maggio sarà dichiarato a livello nazionale giornata contro la pedofilia e la pedopornografia. È l'occasione per fare il punto della situazione, soprattutto nei confronti del fenomeno su Internet. Non si tratta di un rischo "virtuale", ma reale.
I genitori italiani sono poco convinti dell'utilità educativa di Internet24/03/2009
È stato pubblicato il Norton Online Living Report, uno studio condotto su 6.500 adulti e 2.500 minorenni in Canada, Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti, Germania, Italia, Svezia, Cina, Giappone, India, Australia e Brasile.
Per quanto riguarda l'uso del web da parte dei minori, risulta che lo scorso anno il 20% guardava o faceva cose che i genitori non avrebbero consentito; quest’anno il 20% dei genitori ha dichiarato di aver sorpreso i figli su siti inappropriati alla loro età.
L’86% dei minorenni invia messaggi di testo, il 73% invia email dal cellulare e il 92% socializza con amici e parenti online, in media per 5 ore a settimana.
Il 90% dei genitori, contro il 70% del dato del rapporto precedente,  è consapevole della propria responsabilità riguardo la navigazione dei figli e della necessità di instaurare un dialogo costruttivo per metterli in guardia contro i pericoli di Internet, anche se il 33% ha difficoltà a imporre delle regole specifiche perché non conosce bene questo strumento che non esisteva quando loro erano piccoli. Il 33% dei genitori ha installato sistemi di parental control e il 50% controlla la posta elettronica e la navigazione dei figli.
I genitori italiani, rispetto a quelli di altri Paesi, sono meno entusiasti nei confronti dell'utilità educativa di Internet, ma sono più attivi degli altri nello sperimentare le nuove tecnologie.
Disegno di legge contro l'adescamento dei minori a mezzo Internet13/02/2009
Il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta dei Ministri degli affari esteri, Franco Frattini, della giustizia, Angelino Alfano, e per le pari opportunità, Maria Rosaria Carfagna, un disegno di legge per la ratifica e l’esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla protezione dei minori contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali, che introduce nell’ordinamento penalistico la nuova fattispecie di reato dell’adescamento di minori a mezzo Internet.
La Commissione Europea coordina un accordo sul social networking a protezione dei minori10/02/2009
17 importanti società del web, tra cui Arto, Bebo, Dailymotion, Facebook, Giovani.it, Google/YouTube, Hyves, Microsoft Europe, Myspace, Nasza-klaza.pl, Netlog, One.lt, Skyrock, StudiVZ, Sulake/Habbo Hotel, Yahoo!Europe e Zap.lu hanno firmato per la prima volta un accordo europeo volto a migliorare la sicurezza dei minorenni che utilizzano siti di socializzazione in rete (social networking). L'uso di reti sociali è cresciuto lo scorso anno del 35% in Europa ed entro il 2012 il numero degli utenti dovrebbe più che raddoppiare salendo a 107,4 milioni. Per assicurare la continua crescita delle reti sociali, i giovani utenti devono sentirsi sicuri quando ampliano le loro reti o condividono informazioni personali. L'accordo firmato il 10 febbraio a Lussemburgo in occasione della giornata "Safer Internet" organizzata dalla Commissione Europea consentirà ai teenager di far fronte ai rischi potenziali cui sono esposti online, come il bullismo online o la divulgazione di informazioni personali.
13° rapporto annuale di Telefono Arcobaleno sulla Pedofilia on line09/02/2009
Raddoppiano i consumatori europei di pedofilia e il 42% delle vittime ha meno di 7 anni. Oltre 36.000 bambini sono stati scambiati in Internet 20 miliardi di volte per alimentare il turpe mercato della pedofilia on line, secondo il 13° rapporto annuale di Telefono Arcobaleno.
"La pedofilia on line è un mercato che non conosce crisi e formalmente illegale, ma di fatto libera. I clienti restano pressoché  impuniti per la lentezza dei processi e le giovani vittime rimangono stritolate tra i meccanismi farraginosi di una giustizia che fatica a dare risposte" dichiara il Presidente Giovanni Arena.
Telefono Arcobaleno ha segnalato nell'ultimo anno 7.639 siti legati al pedobusiness che fanno parte di una galassia ben più vasta di 42.396 siti a contenuto pedopornografico.
Le foto e i video sadici con torture sono raddoppiati e si è abbassata l'età dei bambini coinvolti in queste reti di criminali che generano interessi economici molto rilevanti. L'Europa gioca un ruolo di primo piano nel fenomeno, con molti clienti sia di materiale on line che di turismo sessuale.
ELIS per il Safer Internet Day05/02/2009
Il 10 febbraio è il Safer Internet Day 2009: giornata europea dedicata alla sicurezza in rete dei ragazzi
L'Associazione Centro ELIS, nell'ambito delle attività di protezione dei minori del portale www.ilFiltro.it ha contribuito all'organizzazione dell'evento-incontro della Regional Cisco Networking Academy Accademia del Levante, sul tema "Scuola e legalità informatica", martedì 10 febbraio, alle ore 18:30, presso la Residenza Universitaria del Levante, Via Salvatore Matarrese, 41 - Bari.
 
Dopo i saluti del Presidente dell'Accademia del Levante - Ing. Girolamo Inzerillo, introduce i lavori il Prof. Donato Marzano, Coordinatore Ispettori Puglia e Direttore Uff. I Ufficio Scolastico regionale.
 
Relatori:
  • Dott. Gennaro Milzi, Dirigente della SIAE, sede di Bari
  • Avv. Giuseppe Santo Barile, esperto di informatica giuridica
  • Prof. Michele Crudele, Direttore del Centro ELIS (Roma), membro della Commissione "Bullismo Scuola" del Ministero della Pubblica Istruzione
Ignoranza tecnologica degli adulti: la relazione di ChildWise21/01/2009
La relazione annuale di ChildWise, istituto di ricerca britannico che da 15 anni analizza il rapporto tra i giovanissimi e la Rete segnala che Internet è la nuova barriera tra generazioni: da un lato l'ignoranza tecnologica degli adulti, dall'altro il  desiderio degli adolescenti di trovare luoghi nascosti, dove poter sperimentare se stessi e le proprie trasgressioni lontani dagli occhi dei familiari. È necessario maggior impegno dei genitori e docenti nel conoscere le tecnologie usate dai loro figli e alunni.
Statistiche del 2008 di traffico sul portale www.ilFiltro.it02/01/2009

Nell'anno 2008 il portale sulla protezione dei minori dell'Associazione Centro ELIS ha ricevuto quasi 38.000 visite e sono state consultate 95.000 pagine.

  • 2008-12-27 (Reuters Italia) Proposta britannica per regolamentare Internet
    Il Ministro della Cultura britannico ha annunciato che il governo ha intenzione di proporre al Presidente degli Stati Uniti Obama di lavorare insieme a norme internazionali per la regolamentazione dei siti web in inglese. Afferma che non è una campagna contro la libertà di espressione, ma un modo di tutelare l'interesse comune, in particolare per la difesa dei minori, come si fa con la TV dove esistono norme per proibire trasmissioni inadatte ai bambini prima delle 21.
  • 2008-12-09 (Save the Children) Ragazzi connessi. I pre-adolescenti italiani e i nuovi media
    Pubblicata da Save the Children Italia e CREMIT dell'Università Cattolica del Sacro Cuore una ricerca su ragazzi dagli 11 ai 14 anni sull'uso delle tecnologie della comunicazione. Il 95% usa il telefonino, il 33% considera Internet "abbastanza pericoloso" e il 68% non riceve nessun divieto dai genitori nell'uso della rete.
  • 2008-11-28 (ilFiltro.it) Proposte di intervento per una strategia nazionale condivisa per la Children Online Safety
    In Brasile, nel terzo Congresso mondiale contro lo sfruttamento sessuale di bambini e adolescenti, Sicuramenteweb di Microsoft, ilFiltro.it, Save The Children, Telefono Azzurro, Moige, Polizia Postale e delle Comunicazioni, Associazione Meter e ICMEC hanno proposto una strategia nazionale condivisa per la Children Online Safety, consegnando a Rio de Janeiro il documento al Ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna.
  • 2008-11-19 (Presidenza del Consiglio) Proposta l'istituzione del Garante per l'infanzia
    Il Ministro per le Pari Opportunità ha proposto un disegno di legge per istituire il Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza e ratificare l'impiego del 114 come numero di emergenza per gli abusi sui minori.
  • 2008-11-18 (Telefono Azzurro) Pubblicato il 9° rapporto nazionale sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza Eurispes e Telefono Azzurro hanno presentato il consueto rapporto annuale che più che mai si occupa delle tecnologie e del comportamento in rete dei bambini e dei ragazzi.
  • 2008-11-06 (RAI) TGR Neapolis riassume l'incontro delle associazioni sulla protezione dei minori
    Il 5 novembre si è svolto nella sede Unicef di Roma un incontro organizzato da Microsoft con ICMEC, Polizia Postale, Telefono Azzurro, Associazione Meter, www.ilFiltro.it, Moige, Save the Children per favorire il coordinamento delle attività di enti e associazioni sulla protezione dei minori in rete. La trasmissione Neapolis ha dedicato un servizio all'evento.
  • 2008-11-02 (Microsoft) CNR e Microsoft per una rete più sicura
    Il 3, 10 e 17 novembre sono previsti live meetings per i docenti interessati ad utilizzare gli strumenti didattici presenti sul sito www.apprendereinrete.it in relazione all'uso sicuro e consapevole di Internet
  • 2008-06-27 (Key4biz.it) Internet e la società rovesciata: quando sono i bambini a preoccuparsi per i genitori online
    In Svezia la maggiore causa di preoccupazione per i bambini è rappresentata dalla frequentazione di siti pornografici da parte dei papà, seguita dalla "abitudine" di flirtare con ragazze in chat.
  • 2008-05-28 (Davide.it) Nuovo Rapporto sui diritti dell'infanzia
    Secondo il 4° Rapporto su “I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia”, dossier sulla condizione dei minori nel nostro paese e sul grado di rispetto della Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (CRC), redatto dal Gruppo CRC composto da 73 organizzazioni ed associazioni e coordinato da Save the Children Italia, il 24% dei minori italiani, quasi uno su quattro, è esposto a rischio di povertà. Sono circa 900.000 i giovani che abbandonano prematuramente gli studi. Permangono, sebbene continuino a rimanere sommersi, fenomeni di sfruttamento e abuso, quali lavoro minorile, prostituzione e pedo-pornografia on line. Il rapporto completo è disponibile
  • 2008-01-25 (Telefono Azzurro) Save the Children e Vodafone, una guida per l’uso responsabile del cellulare
    Una guida realizzata da Vodafone in collaborazione con Save the Children per offrire agli adulti, in particolare ai genitori, le informazioni e gli strumenti per capire meglio l’utilizzo e il linguaggio della tecnologia. I ragazzi oggi non usano il telefono cellulare solo per parlare: chat, download, bluetooth, UMTS, sono alcuni dei termini ricorrenti che individuano funzioni e caratteristiche del telefonino, che si può collegare a Internet, di cui spesso gli adulti non conoscono il significato, le potenzialità ma anche i rischi.
  • 2008-01-08 (Riviera24) Pedo-pornografia e cyberbullismo: ecco come difendersi. Un corso per 3.300 alunni delle scuole
    Dopo i comuni di Roma e Magenta, la Provincia di Imperia è la terza realtà territoriale ad adottare il progetto "La scuola ricomincia navigando", rivolto al mondo della scuola per un uso sicuro e responsabile della Rete da parte dei minori. Presentata ufficialmente a livello nazionale nel mese di ottobre in Campidoglio e per il Comune di Roma, l'iniziativa vede la collaborazione della Polizia Postale e delle Comunicazioni, UNICEF Italia, Associazione Mani Colorate e SicuramenteWeb, l'iniziativa di Microsoft Italia per riaffermare l'impegno dell'azienda "per un mondo digitale migliore". A Imperia l'obiettivo è il coinvolgimento di tutte le scuole secondarie di primo grado della Provincia, assieme ai loro insegnanti e genitori.
  • 2007-12-21 (VITA.it) Minori: nasce la Banca Dati contro la pedofilia
    L'Italia prestò avrà una Banca Dati in cui confluiranno tutte le informazioni sul fenomeno della pedofilia in Italia. I protocolli d'intesa per la creazione di questo nuovo strumento per il monitoraggio e il contrasto degli abusi su bambini e adolescenti nel nostro Paese sono stati firmati oggi dai Ministri delle Politiche per la Famiglia, dell'Interno, della Giustizia e per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione.
  • 2007-11-15 (Telefono azzurro) Ottavo Rapporto sull'infanzia e l'adolescenza di Eurispes e Telefono Azzurro
    Playstation, telefonino, TV e Internet la fanno da padroni nella vita di bambini e adolescenti italiani, che ne fanno un uso spesso incontrollato, imbattendosi anche in malintenzionati. La famiglia spesso non è in grado da sola di rispondere in modo efficace ai loro problemi. È il ritratto dei ragazzi italiani emerso dall’ottavo Rapporto sull’infanzia e l’adolescenza, presentato da Telefono Azzurro in collaborazione con Eurispes. La sintesi del rapporto è disponibile nella sezione Approfondimenti del portale www.ilFiltro.it
  • 2007-10-26 (Corriere della Sera) Da Disney il cellulare "vietato" agli over 16
    Esistono già cellulari facili da usare e controllabili dai genitori (liste bloccate di numeri chiamabili, inibizione dell'invio degli sms, disattivazione delle funzioni video). Ora H3G e Disney hanno lanciato un modello che consente la visione di contenuti multimediali, considerati irrinunciabili dai teenagers, in un ambiente totalmente protetto.
  • 2007-10-02 (Comune di Roma) Web, ragazzi, navigazione sicura: campagna nelle scuole di Roma
    Presentata la campagna informativa "La scuola ricomincia navigando". Promossa dalla Presidenza del Consiglio Comunale, è rivolta alle scuole per favorire l'uso sicuro e responsabile di Internet da parte dei minori. L'iniziativa è a più mani: oltre al Comune (Presidenza Consiglio Comunale e Assessorato alla Scuola), la promuovono la Polizia Postale, UNICEF Italia, Sicuramente Web (campagna di Microsoft Italia per la sicurezza digitale delle aziende), Radio1 Rai News Generation, Giornale Radio Ragazzi. L'obiettivo è coinvolgere circa 250 scuole medie romane e quasi 15.000 ragazzi (con genitori e insegnanti) in un progetto didattico sull'uso consapevole del web e delle sue risorse. Le scuole potranno programmare incontri con operatori della Polizia Postale per rispondere a domande di ragazzi e genitori, ovviamente in tema di sicurezza nella rete e pericoli sul web – specialmente per i più piccoli –. Sempre nelle scuole verrà distribuito materiale informativo: due brochure, una per i genitori, l'altra per gli studenti. Nelle schede, informazioni sui programmi usati nella rete (e-mail, chat, messaggi istantanei) e sui rischi più frequenti nell'utilizzo di Internet (virus, trojan ecc.). Per gli insegnanti c'è un kit multimediale e un programma di lezioni in classe sul tema. Docenti e studenti, poi, collaboreranno per realizzare video sul tema di Internet e sicurezza. I migliori quattro filmati saranno messi on line sulla sezione video del portale MSN Microsoft Word. E i vincitori si aggiudicheranno un kit di 25 giochi di classe, una biblioteca multimediale e la partecipazione ad una puntata radiofonica di Rai News Generation negli studi di Saxa Rubra.
  • 2007-09-28 (Help Consumatori) PRIVACY. Conferenza Mondiale Autorità, Pizzetti: "Preoccupato da scarsa attenzione dei giovani"
    Si conclude oggi a Montreal, Canada, la 29ma conferenza mondiale delle Autorità garanti della Privacy. Il presidente dell'Autorità Italiana ha presieduto ieri una sessione plenaria specificamente dedicata alla protezione dei minori su Internet, un tema cruciale sempre più all'ordine del giorno nella società contemporanea. "La comunicazione elettronica e le tecnologie dell'informazione trasformano ogni relazione tra persona e persona in un flusso di dati. Per questo, proteggere i dati personali su Internet significa innanzitutto proteggere i rapporti tra gli individui, la loro stessa libertà. E questo vale in particolare per le giovani generazioni, più esposte alle minacce e i pericoli della Rete". Il Presidente ha espresso, poi, le sue preoccupazioni per la scarsa attenzione dimostrata dai giovani riguardo alla protezione della loro privacy, tanto più in una società che, da reale, è già diventata una società smaterializzata, fatta di dati . In questa società di dati , i giovani sono in grado di sfruttare tutte le opportunità che offre Internet e sanno usare le nuove tecnologie, ma sono anche quelli più esposti al rischio di manipolazioni della loro sfera più intima e privata. Pizzetti ha concluso sottolineando il rischio che i contenuti di chat e lo scambio di e-mail possano esporre i più giovani a situazioni pericolose.
  • 2007-09-27 (DIRE) Minori. Gentiloni: occorre un codice di protezione su Internet
    Aggiornare il Codice tv e minori, introducendo nuove norme di tutela anche per la navigazione su internet. In pratica, allo studio del ministero delle Comunicazioni c'è un Codice di protezione sulla rete. A dirlo, durante un question time al Senato, è il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, spiegando che il Codice si baserà "sul concetto di tenere assieme la funzione importantissima di internet per lo sviluppo culturale dell'infanzia e al tempo stesso la possibilità di intervento e controllo". Insomma, "stiamo lavorando per estendere alcune esperienze positive avviate in questi anni - spiega Gentiloni - penso al Comitato Tv e minori". Certo, ammette il ministro, "è più facile monitorare i programmi televisivi che non miliardi e miliardi di pagine su internet". Oggi però, aggiunge, "non ci possiamo accontentare di un Codice Tv e minori e quindi abbiamo avviato un lavoro sulla base del Dpr n.72 del 14 maggio 2007 per trasformare il lavoro soltanto su tv e minori in un lavoro più generale sul tema media e minore, con una particolare attenzione a un Codice su internet" che, una volta concluso, passerà all'esame della commissione parlamentare di Infanzia.
  • 2007-08-27 (Michele Crudele) In Australia uno studente dichiara di aver violato il sistema di filtro di contenuti pornografici distribuito a tutti i genitori
    Nonostante i titoli sensazionali dei giornali, la notizia è meno drammatica di quanto sembri. L'autore dichiara infatti nel suo blog (in inglese) che senza la password di amministratore del computer (un Mac, nel suo caso) non si può adottare la sua procedura di violazione. È noto che con il controllo totale di un PC è possibile disattivare qualsiasi programma: ecco perché conviene che, su Windows XP e Vista, i bambini abbiano un'utenza diversa e limitata, rispetto a quella dei genitori. La parte "intelligente" della procedura di violazione sta nel simulare che il filtro continui a funzionare: ma questo è abbastanza facile con molti programmi. Interessante tuttavia notare come abbia violato SafeEyes e, secondo le agenzie di stampa ma non ancora il suo blog, Integard, mentre la terza opzione data dal governo australiano, Optenet, non è ancora stata violata.
  • 2007-08-20 (Michele Crudele) Lanciato in Australia dal governo un programma di distribuzione gratuita di filtri per la navigazione su Internet [link disattivato: http://www.cybersmart.gov.au/ è un sostituto parziale]
    Il governo australiano ha aperto per i residenti in Australia la distribuzione gratuita di filtri per la navigazione su Internet. Si può scegliere tra SafeEyes, Integard e Optenet.
  • 2007-08-10 (Commissione Europea) Eurobarometro: i bambini europei sono poco consapevoli dei rischi della navigazione in rete?
    I genitori possono stare tranquilli quando la figlia tredicenne naviga in Internet? Possono essere sicuri che le conversazioni con il cellulare del figlio undicenne non nascondano pericoli? La Commissione ha svolto un’indagine presso i bambini di tutta l’Europa per conoscere in che modo utilizzano i nuovi mezzi di comunicazione. L’indagine evidenzia che per i giovanissimi europei l’utilizzo di Internet e dei telefoni cellulari costituisce una pratica ovvia. In genere, i bambini sono anche consapevoli dei rischi connessi all’utilizzo di Internet e dei cellulari. Tuttavia, quando incontrano dei problemi online, si rivolgono ai genitori soltanto in ultima istanza.
  • 2007-07-26 (AGI) Il Ministro Fioroni: Scuola e media educhino insieme alla famiglia
    In un'intervista alla radio, il Ministro della Pubblica Istruzione ha invitato i genitori ad adottare il "parental control", per regolamentare l'accesso alla tecnologia dei propri figli.
  • 2007-07-25 (BBC news) MySpace rimuove 29.000 profili di utenti con precedenti per reati sessuali, in particolare su minori.
    MySpace ha trovato più di 29.000 propri utenti che sono stati condannati per reati sessuali negli Stati Uniti, più del quadruplo di quanto dichiarato solo tre mesi prima. Ha rimosso i profili di questi utenti dal proprio portale, per tutelare i minori che lo utilizzano. Gli utenti di MySpace devono avere più di 14 anni. MySpace ha anche una versione italiana.
  • 2007-07-24 (Adnkronos) Pedofilia: Telefono Arcobaleno, su Internet in sei mesi è raddoppiata
    Raddoppia la dimensione della pedofilia on line, con un giro d'affari giornaliero di 13 milioni di dollari e di 5 miliardi annuo. Questi i dati principali del rapporto sulla pedofilia nei primi sei medi del 2007 presentato oggi da Telefono Arcobaleno. Nell'ultimo semestre -spiega il presidente dell'associazione, Giovanni Arena- Telefono Arcobaleno ha segnalato 2.090 siti al mese, con punte di oltre 200 siti pedopornografici in un solo giorno. Particolarmente aggressiva è risultata nel 2007 la promozione di siti pedofili a pagamento.
  • 2007-06-12 (PC World Italia) Attenzione a worm e virus: il caso Julie Amero ha fatto scuola
    Torna alla ribalta il caso Julie Amero, un'insegnante statunitense accusata di aver mostrato pornografia agli alunni, ma era colpa del browser web e del PC farcito di worm.
  • 2007-05-26 (Eurispes e Telefono Azzurro) I rapporti nazionali sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza
    Nel settimo rapporto i problemi derivanti dall'uso di Internet sono presenti in molte schede, a dimostrazione del forte impatto della rete sui bambini e i ragazzi.
  • 2007-05-21 (Ministero delle Comunicazioni) Tiseiconnesso: consigli importanti per i ragazzi
    Il Ministero delle Comunicazioni, in collaborazione con Save the children Italia, presenta un nuovo sito per i ragazzi - ma anche per i genitori e gli insegnanti - per scoprire il piacere di una navigazione sicura.
  • 2007-05-12 (7Magazine) Internet. Dati allarmanti sui ragazzi che usano il PC
    Il 70% dei più piccoli (tra cui più della metà ha il computer in camera) ha ammesso di avere amicizie virtuali di nascosto dai genitori.
  • 2007-05-05 (Corriere della sera) Contrordine: il PC non aiuta a studiare
    Il dipartimento dell'Educazione Usa: fa crescere la disattenzione in classe. Nessuna differenza d'apprendimento fra chi può usarlo e chi no. E e le scuole cominciano a tagliare i fondi per l'informatica. Emerge che una gran quantità di studenti, invece di prestare attenzione alle lezioni, trincerati dietro i loro schermi, giocano, si passano i compiti, si inviano messaggini o addirittura esplorano siti porno.
  • 2007-04-16 (ANSA) Tre minori su quattro usano Internet
    Internet che passione: la utilizza il 79% dei minori, quasi sempre per studio o per divertimento, quasi sempre da casa, preferibilmente di sera o di pomeriggio, e solo uno su cinque in presenza di un genitore. Sono i dati della polizia delle Comunicazioni, aggiornati a febbraio 2007, e raccolti intervistando più di 100 mila bambini fra 11 e 14 anni. I risultati delle indagini investigative della polizia Postale hanno rivelato inoltre come l'11% dei minori, navigando in Internet, sia venuto in contatto con pedofili, e che solo un bambino su quattro lo ha rivelato ai genitori. Il 33,5% ha motivato il suo silenzio affermando che i genitori non avrebbero capito, il 25% invece ha risposto che "in fondo non c'è niente di male", il 16,6% non ha parlato perché si vergognava e un altro 16% perché era incuriosito di sapere dove il pedofilo sarebbe arrivato; l'8,3%, infine, è stato zitto perché aveva promesso di non dirlo.
  • 2007-04-16 (UNICEF) Missione "Internet Sicuro!" - Al via il progetto dell'UNICEF e di SicuramenteWeb
    Al via il progetto didattico di UNICEF Italia e SicuramenteWeb per la sicurezza online dei minori, con la collaborazione della Polizia di Stato e la Polizia Postale e delle Comunicazioni e il patrocinio del Ministero delle Politiche per la Famiglia. 1.000 scuole secondarie di primo grado coinvolte.
  • 2007-04-10 (RAInews24) Gran Bretagna: no al bullismo sul Web. Ministro Fioroni: contenuti violenti vanno rimossi
    Il ministro dell'Istruzione britannico Alan Johnson ha lanciato un appello ai gestori di siti internet come YouTube, chiedendo loro di vietare la diffusione di video girati dai ragazzi in cui si mostrano atti di bullismo verso studenti e insegnanti. Secondo il ministro britannico il sito per la condivisione dei video 'fatti in casa' ha "l'obbligo morale" di aiutare a stanare chi mette in rete video di angherie a professori e studenti e a togliere di mezzo i filmati che prendono in giro o umiliano chi lavora nella scuola.
  • 2007-03-30 (RAInews24) ICANN boccia la proposta di creare il dominio .xxx per i siti pornografici
    L'autorità che gestisci i domini di primo livello su Internet ha bocciato ancora una volta la proposta di istituire un suffisso .xxx dedicato ai siti pornografici. La motivazione si basa sulla inefficacia di questa introduzione per evitare i danni ai minori (vulnerable members of the community) dovuti all'esposizione a contenuti osceni.
  • 2007-03-12 (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) Uno stop alla pornografia in TV da parte dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
    Il presidente Corrado Calabrò ha firmato il 22 febbraio 2007 l'atto di indirizzo sul rispetto dei diritti fondamentali della persona e sul divieto di trasmissioni che presentano scene pornografiche. Partendo da riferimenti legislativi, primo tra tutti la Costituzione, definisce con chiarezza i limiti della decenza e vieta la trasmissione televisiva di scene pornografiche.
  • 2007-03-07 (ZENIT.org) La sessualizzazione della donna: un rapporto illustra i danni
    Le ragazze adolescenti sono sempre più esposte ai rischi di una malsana sessualizzazione, secondo un rapporto pubblicato il 19 febbraio dalla American Psychological Association. Lo studio dal titolo "Report of the APA Task Force on the Sexualization of Girls" riporta gli esiti di una ricerca sui contenuti e gli effetti di diversi strumenti di comunicazione: televisione, video musicali, testi delle canzoni, riviste, film, video giochi e Internet. "Disponiamo di abbondanti elementi per poter affermare che la sessualizzazione produce effetti negativi in una serie di ambiti, tra cui quelli della funzione cognitiva, della salute mentale e di un sano sviluppo sessuale", ha affermato la dottoressa Dr. Eileen Zurbriggen, responsabile dell’equipe e professore associato di psicologia presso l’Università della California, Santa Cruz, in un comunicato stampa che accompagna il rapporto.
  • 2007-01-29 (RaiNews24) Pedofilia on line. Polizia postale e Telecom Italia alleate nella lotta alla diffusione di materiale pornografico via Internet
    Telecom Italia fornisce alla Polizia postale strumenti di avanguardia per il rispetto della legge 38/2006 "Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet".
  • 2007-01-05 (Commissione Europea) Safer Internet Day
    La Commissione Europea, attraverso il programma Safer Internet, organizza per il 6 febbraio 2007 il Safer Internet Day, giornata europea finalizzata a promuovere un uso piu' sicuro della rete da parte dei giovani. In occasione di tale evento, la rete europea INSAFE, che coordina le attivita' svolte in questo campo dai paesi dell'Unione Europea, ha promosso una gara rivolta ai ragazzi di eta' inferiore a 18 anni, che partecipano insieme ai loro insegnanti e ad una scuola di un'altra nazione.
  • 2007-01-05 (Ministero della Pubblica Istruzione) Smonta il bullo: parte la campagna nazionale del Ministero della Pubblica Istruzione contro la violenza. Gli interventi in ambito Internet.
    Il prof. Michele Crudele partecipa alla Commissione Bullismo Scuola che ha contribuito alla redazione della Direttiva. Il Ministero promuoverà una serie di azioni tese ad educare gli studenti sul corretto utilizzo della rete Internet e delle nuove tecnologie, con particolare attenzione all'acquisizione di un utilizzo critico e competente degli strumenti di comunicazione e di intrattenimento e all'esigenza di far acquisire agli studenti il significato e il rispetto del diritto alla privacy propria e altrui. Si promuoverà inoltre una campagna di comunicazione volta a sensibilizzare i genitori alla scelta dei videogiochi ponendo attenzione alla classificazione PEGI, il codice di autoregolamentazione adottato su scala europea dalle ditte produttrici di videogame. In collaborazione con il Ministero delle Comunicazioni e il comitato "TV e minori" si promuoveranno infine delle iniziative informative sul codice "Internet e minori" e un tavolo con le emittenti televisive e le principali case di produzione cinematografiche e televisive per contenere il fenomeno della violenza in TV e offrire occasioni di riflessione e discussione.
  • 2007-01-02 (Ministero delle Comunicazioni) Decreto del Ministro delle Comunicazioni per oscurare siti pedopornografici
    Il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ha firmato un Decreto per contrastare il fenomeno della pedopornografia in rete. Il decreto, realizzato di concerto col Ministero per le Riforme e le innovazioni nella Pubblica Amministrazione, entrerà in vigore tra 60 giorni. In questo arco di tempo i fornitori di connettività - c.d. Internet Provider - dovranno dotarsi di sistemi in grado di oscurare entro 6 ore dalla comunicazione ricevuta, i siti che diffondano, distribuiscano o facciano commercio di immagini pedopornografiche.
  • 2006-11-29 (Parlamento europeo) Internet e bambini, passione e pericolo corrono sulla rete: il Parlamento europeo in azione per la difesa dei minori
    In occasione di una conferenza sul tema organizzata lo scorso 21 novembre in Parlamento europeo, è emerso come sia possibile proteggere i minori senza mettere in pericolo la libertà d'espressione. Da notare che il 28 novembre, la commissione parlamentare cultura ha approvato a larga maggioranza una relazione della deputata francese Marielle de Sarnez (gruppo liberale) sulla protezione dei minori in Internet. "I bambini passano più tempo navigando su un computer che davanti alla tv", aveva commentato allarmata la deputata, e per questo considera "prioritario che l'Unione europea adotti presto soluzioni concrete al riguardo". Nel testo, fra gli altri aspetti, emerge che la miglior forma di protezione dei minori da contenuti dannosi risultino essere i sistemi di filtro e blocco automatico delle pagine sospette. La relazione insiste anche sull'importanza di informare i bambini dei pericoli della rete. "Prevenzione e un maggiore controllo da parte dei genitori rappresentano la migliore protezione", assicura il testo, che sarà votato dall'Aula in occasione della sessione plenaria di dicembre a Strasburgo.
  • 2006-11-27 (RAI net news): Il Ministro della Pubblica Istruzione propone di responsabilizzare i gestori dei contenuti su Internet
    I gestori della Rete devono avere maggiori responsabilità nel controllare quanto viene pubblicato su siti e portali ai quali i giovani possono accedere liberamente. "È assurdo e ipocrita - ha spiegato il ministro Giuseppe Fioroni in occasione dell'inaugurazione dell'anno formativo della Scuola ELIS - avere una censura sui film vietati ai 14 e ai 18 anni quando poi in rete c'è di tutto e di più". L'obiettivo è quello di tutelare l'accesso ai minori a tutto ciò che possa provocare danni alla loro formazione e al loro sviluppo.
  • 2006-11-17 (ANSA): Da Authority norme sui videofonini per la tutela dei minori
    L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha deliberato l'adozione di misure di tutela dei minori nel campo dei cellulari. Gli operatori che offrono servizi audiovisivi e multimediali su cellulare, il cui contenuto sia riservato ad un pubblico adulto, devono "adottare un sistema di protezione che consenta di inibire stabilmente l'accesso del minore a tali contenuti". La funzione potrà essere attivabile dal maggiorenne che stipula il contratto, tramite un apposito PIN.
  • 2006-10-20 (Adnkronos): Minori: allarme Moige, troppi bimbi soli in rete e il 43% lo fa tutti i giorni
    «I sistemi di filtro dei contenuti sono migliorati, ma non sono mai efficaci al 100% - ha detto Michele Crudele, esperto di sistemi di protezione della navigazione - La soluzione più sicura per i bimbi è selezionare le fonti di conoscenza adeguate all'età. Quindi conviene dare l'accesso solamente ai siti scelti dai genitori o dai docenti. All'inizio saranno pochi, poi cresceranno, ma sempre di qualità controllata. È il concetto di 'biblioteca di casa' che gli inglesi chiamano 'walled garden'». «Web per amico, che abbiamo ideato con Moige e abbiamo condiviso con prestigiosi partner istituzionali ed industriali, è un importante esempio di collaborazione pubblico-privato nel sociale - ha detto Carlo Rossanigo, direttore Relazioni Esterne e Corporate Marketing Microsoft - Web per Amico si inserisce tra i programmi chiave racchiusi nella nostra iniziativa SicuramenteWeb per una navigazione dei minori sul web sempre più protetta dalle insidie nascoste nella Rete».
  • 2006-09-30 (Michele Crudele): Microsoft lancia un sistema di parental control on-line gratuito
    Family Safety (Beta) di Windows Live OneCare ti consente di proteggere i tuoi bambini: questa la dichiarazione di Microsoft Italia che ha lanciato nei giorni scorsi la versione on-line del sistema di parental control già incorporato in Windows Vista (sistema operativo che sarà in vendita dal 2007). Non ha tutte le caratteristiche di quest'ultimo, ma è abbastanza efficace. Richiede che tutti i componenti della famiglia abbiano un'identità Passport su http://login.live.com
    Abbiamo valutato le caratteristiche di entrambi i sistemi nella sezione Confronto tra software e servizi.
  • 2006-09-25 (Reuters Italia): MySpace.com lancia la guida per genitori e scuole
    Il sito numero uno di "social networking", Myspace.com, lancia una campagna educativa rivolta a genitori, scuole e ragazzi sulla sicurezza in Internet, nell'ambito di un progetto per la protezione dei suoi utenti più giovani. "Mentre la tecnologia gioca un ruolo critico nell'affrontare le sfide della sicurezza in Internet, ogni misura deve essere parte di una soluzione comprensiva e l'educazione è una componente essenziale", ha detto in un'intervista Hemanshu Nigam, responsabile della sicurezza di MySpace. Il sito, proprietà della News Corp. di Rupert Murdoch, frequentato sia da adolescenti che da giovani adulti, consente agli utenti di pubblicare informazioni su di sé e condividere la loro passione per la musica ed è diventato un successo online, raddoppiando il numero degli utilizzatori in un anno. Il suo successo - con oltre 100 milioni di profili creati dagli utenti, che contano tra di loro amministratori delegati e società tra le 500 più importanti del mondo, tra cui General Motors - ha fatto però del sito anche un bersaglio per "predatori sessuali" negli Usa. Nei giorni scorsi, un 40enne dello Utah è stato incriminato per il tentativo di rimorchiare una 13enne per fare sesso durante un appuntamento a New York. Il padre della ragazzina, che aveva installato sul pc un programma per monitorare l'attività online della figlia, è intervenuto prima che scattasse l'appuntamento, secondo quanto ha scritto un quotidiano di Chicago. "MySpace ha introdotto una tecnologia e ha creato un nuovo mondo", ha detto in un'intervista Atoosa Rubenstein, editore capo della rivista per giovani Seventeen. "Ma non è la loro unica responsabilità, controllarlo"."Mia madre era colei che mi diceva di camminare nelle strade buie da sola, non la persona che ha creato le strade buie".
  • 2006-09-04 (Corriere della Sera): I siti pornografici ingannano anche chi protegge i minori In Inghilterra il Ceop (Child Exploitation and Online Protection Centre) ha diffuso uno spot radiofonico per pubblicizzare il sito http://thinkuknow.co.uk che contiene informazioni utili per la protezione dei minori su Internet. Qualcuno ha approfittato dell'occasione per registrare un sito che si pronuncia nello stesso modo ma si scrive in modo leggermente diverso: da questo sito si accedeva a materiale pornografico. La tecnica di sfruttamento delle somiglianze è ancora presente soprattutto per i nomi più famosi.
  • 2006-08-11 (Punto Informatico): Tutela dei minori al telefonino Viviane Reding, Commissaria UE per la società dell'informazione e dei media, vara una nuova iniziativa dedicata agli utenti di minore età: una consultazione finalizzata ad aprire un dibattito a livello europeo per favorire un sistema di autoregolamentazione del settore. "La responsabilità della tutela dei minori nel campo della telefonia mobile spetta a tutti gli attori del settore: imprese, associazioni per la tutela dell'infanzia e organismi pubblici" afferma la Commissaria. Il dibattito partirà da una valutazione dei potenziali rischi corsi dai minori nell'utilizzo dei telefoni cellulari.
  • 2006-08-11 (ZEUS news): I genitori devono studiare Internet Un'indagine commissionata dall'istituto britannico di beneficenza infantile NCH, ha esaminato oltre mille bambini tra gli 11 e i 16 anni, e altrettanti genitori. Il risultato: i genitori, se vogliono fornire adeguata assistenza ai figli in Rete, devono mettersi a studiare. Qualche esempio: solo un terzo del campione dei genitori conosce l'instant-messaging, mentre, tra i loro figli, quattro su cinque lo usano regolarmente. Il 13 % degli undicenni dice che i genitori non controllano la loro attività internet. Due terzi dei genitori non ha idea di cosa sia un blog, ma un terzo dei bambini accede a uno o più blog almeno due volte la settimana. La spigliatezza dei bambini rasenta talvolta la spocchia: il 46 % sostiene di essere in grado di disattivare "parental control" e altre diavolerie di sicurezza, eventualmente imposti dai genitori.
  • 2006-08-11 (Save the Children): Terzo rapporto di Save the Children sulla pedo-pornografia online. Save the Children ha pubblicato il terzo rapporto di Stop-It sulla pedo-pornografia online, nel quale si afferma, tra l'altro che "l’esposizione a materiale pornografico ha effetti la cui negatività aumenta in relazione alla natura delle immagini, al livello di perversione sotteso, alla frequenza e all’intensità dell’esposizione stessa e ovviamente alla fragilità psichica del ragazzo [...] Spesso, parlando di abusi sessuali sui minori, le immagini pedopornografiche vengono mostrate e utilizzate dagli abusanti nel processo di adescamento per abbassare le resistenze delle vittime grazie proprio ad un effetto normalizzante dell’esposizione, nel senso che il minore cui vengono presentati stimoli pedo-pornografici è indotto a pensare che sia comune e quindi socialmente accettabile che i bambini abbiano una loro sessualità e che questa possa essere sperimentata realmente ed in modo soddisfacente con altri bambini o con adulti".
  • 2006-08-11 (ANSA): Google dovrà far esaminare i dati sulle ricerche fatte dagli utenti Il Dipartimento della Giustizia Usa ha respinto il rifiuto, invocato da Google, per questioni di privacy, di fare esaminare i 'contatti'. Secondo il Dipartimento di Giustizia - che lo ha comunicato al tribunale che deciderà sul caso - non c'è violazione di privacy. L'Amministrazione Usa sostiene che le informazioni che Google ha finora rifiutato di fornire potrebbero convincere la Corte Suprema a una legge che possa proteggere i bambini dalla pedofilia o dalla violenza, dilaganti online.
  • 2006-08-11 (ANSA): Accordo Telefono Azzurro e Microsoft Un'alleanza contro la pedopornografia online tra Telefono Azzurro e Microsoft per rendere la navigazione dei minori più sicura. Con l'accordo, Microsoft Italia ha messo a disposizione le tecnologie e le competenze necessarie per avviare il nuovo call center Telefono Azzurro di Palermo, attivo all'interno del progetto Servizio Emergenza Infanzia 114. Permetterà di rispondere a migliaia di telefonate e di decentrarle nelle sedi regionali per una maggiore efficienza di risposta.
  • 2006-08-11 (Gazzetta ufficiale): Pubblicata la legge contro la pedopornografia Pubblicata la legge n. 38/2006 del 6 febbraio "Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet" che, tra l'altro, inasprisce le pene per chi detiene immagini pedopornografiche e istituisce il Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia sulla rete Internet. Il punto più significativo è l'articolo in cui si afferma: I fornitori di connettività alla rete INTERNET, al fine di impedire l'accesso ai siti segnalati dal Centro, sono obbligati ad utilizzare gli strumenti di filtraggio e le relative soluzioni tecnologiche conformi ai requisiti individuati con decreto del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il Ministro per l'innovazione e le tecnologie e sentite le associazioni maggiormente rappresentative dei fornitori di connettività della rete INTERNET. Con il medesimo decreto viene altresì indicato il termine entro il quale i fornitori di connettività alla rete INTERNET devono dotarsi degli strumenti di filtraggio.
  • 2006-01-21 (ANSA): Il ministero di giustizia USA ha chiesto ad un tribunale di obbligare Google a fornire i risultati di tutte le ricerche effettuate in una data settimana da tutti i suoi utenti (milioni di consultazioni) e un campione casuale di un milione di indirizzi Internet emersi da tali ricerche. L'amministrazione Bush afferma di avere bisogno di tali dati per dimostrare che i filtri anti-porno non funzionano e non sono sufficienti a impedire ai minorenni l'accesso alle pagine a luci rosse di Internet. Ma Google ha respinto la richiesta per il timore che i dati possano essere usati dalle autorità per identificare le persone che hanno fatto le ricerche usando il loro popolare programma. "Se Google cedesse a questa richiesta segnalerebbe di essere disposta a dare informazioni su coloro che usano il suo motore di ricerca. Questo per noi è inaccettabile", hanno spiegato i legali della compagnia in una lettera inviata al ministero di giustizia. Ma il ministro Alberto Gonzales ha ribadito oggi a Washington che le informazioni richieste sono necessarie "per aiutarci a proteggere i bambini dalle immagini pornografiche". Il ministro ha sottolineato che i dati richiesti sono generici e non porterebbero ad una identificazione degli utenti. Ma diversi esperti hanno sottolineato che, per il modo in cui é costruito il motore di ricerca Google, i dati richiesti possono condurre facilmente alla identificazione di chi ha navigato tra i siti "per soli adulti".
  • 2005-09-07 (Reuters): Il Parlamento europeo ha proposto la creazione di un dominio web protetto per i bambini, definito dal suffisso ".kid". "La creazione di un nome di dominio .kid di secondo livello, come per i siti .com o .org, riservati ai contenuti per l'infanzia, consentirebbe di avere uno spazio Internet sicuro perché regolarmente controllato da un'autorità indipendente", ha detto la relatrice del testo, la deputata francese Marielle De Sarnez, del gruppo Eldr, davanti all'Europarlamento. Il Parlamento propone la redazione di un codice di condotta per i professionisti e gli utenti di Internet, l'attribuzione di un'etichetta di qualità a i fornitori di servizi o l'istituzione di una linea telefonica unica per denunciare le attività illegali o sospette sulla Rete. Gli eurodeputati propongono anche la messa a disposizione di un sistema di filtri al momento della sottoscrizione di un abbonamento Internet, o degli abbonamenti riservati ai bambini per i quali i filtri saranno garantiti direttamente dai provider. "Le ultime statistiche indicano che il tempo passato dai giovani su Internet è ormai superiore al tempo trascorso davanti alla tv", sottolinea De Sarnez. "Succede che l'autoregolamentazione non basta più e che la responsabilità dei provider è insufficiente", ha aggiunto la parlamentare europea. Il testo, che prevede tra l'altro negli allegati l'istituzione di un diritto di risposta su Internet, dovrà essere approvato dai governi prima di tornare al voto in seconda lettura al Parlamento europeo.
  • 2005-07-11 (ANSA)- Il Moige ha avviato una campagna itinerante per le scuole elementari consistente in un teatrino, un libricino a fumetti e un sito www.prevenzionepedofilia.it
    Sul sito, in particolare, si trova un "decalogo" di utili consigli e un numero verde (800.933.377) a disposizione di chiunque voglia consigli o informazioni.
  • 2005-06-28: Il portale www.tim.it della società leader nella telefonia mobile in Italia adotta le etichette ICRA.
  • 2005-06-21: Il Direttore dell'Associazione Centro ELIS ha tenuto a Napoli una lezione del corso di perfezionamento in Scienze della Formazione, organizzato dall'Università Suor Orsola Benincasa e dall'I.P.E., a novanta docenti di scuole elementari e medie, sul tema: Internet e adolescenti: vantaggi e inganni.
  • 2005-06-06: ICANN, l'organizzazione che definisce i "suffissi" di Internet ha deciso di introdurre il dominio .xxx dedicato ai siti pornografici.
  • 2005-05-31: (Reuters) - Un sistema di sicurezza di Optenet Italia verrà utilizzato come Internet Web Filter in oltre 450 scuole salesiane presenti sul territorio italiano, nell'ambito del progetto Internet e minori. E' quanto ha annunciato in una nota la società, dando notizia del recente accordo con Edulife, azienda che sviluppa tecnologie innovative applicabili alla didattica, grazie al quale verrà diffuso il sistema che assicura una navigazione libera e allo stesso tempo sicura.
  • 2005-05-19: Il prof. Michele Crudele relatore al Convegno Internet e bambini - un "Veliero" per la navigazione protetta a scuola.
  • 2005-05-18: MSN.it annuncia l’avvio di una collaborazione con Telefono Azzurro e Moige con l’obiettivo di contribuire a diffondere consapevolezza e informazione sul problema della sicurezza e della protezione dei più piccoli in Internet. MSN.it mette a disposizione la tecnologia di cui dispone per dare la massima visibilità alle due associazioni all’interno del suo motore di ricerca MSN Search, attraverso la presenza di specifiche “parole chiave” (da abuso a pedofilia, da scuola a famiglia).
  • 2005-04-12: Il prof. Michele Crudele è stato convocato dal Comitato Internet e Minori come rappresentante dell'ICRA per illustrare le tecnologie di etichettura dei siti finalizzate alla protezione dei minori.
  • 2005-03-28: Davide.it è stato attaccato pesantemente da pirati informatici, dopo il diniego di sbloccare alcuni siti perniciosi per i minori. Questo dimostra che chi lavora per la difesa dei minori disturba gli interessi economici di coloro che sfruttano l'immoralità a loro vantaggio.
  • 2005-02-16: Gli operatori di telefonia mobile - Tim, Tre, Vodafone, Wind - hanno firmato il 16 febbraio 2005 il Codice di condotta per l'offerta dei servizi a sovrapprezzo e la tutela dei minori.
  • 2005-02-08: Secondo Internet Safer Day. Il Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie Lucio Stanca ha sottolineato che "l'uso sicuro, o meglio 'consapevole', di Internet è un tema di grande rilevanza, da tempo oggetto di dibattito a livello nazionale, comunitario e internazionale. Un profilo particolare è rappresentato dalla tutela dei minori dai rischi della navigazione in Internet e dai contenuti che possono pregiudicare il loro benessere e l'evoluzione della loro personalità".
  • 2004-12-09: Il Ministero degli Interni ha cofinanziato un progetto di ampliamento dell'attività svolta da www.ilFiltro.it tramite l'Associazione Centro ELIS. Il sito è in evoluzione e pubblicherà prossimamente i risultati dei test di confronto dei diversi software di controllo parentale.
  • 13 Dicembre 2004: Il prof. Michele Crudele parla al Ministero delle Comunicazioni sul tema "Internet e minori, Internet e valori".
  • Settembre 2004: E’ stato firmato il protocollo d’intesa il Ministero delle Comunicazioni e la società Microsoft Italia per una cooperazione nell’area della sicurezza delle reti e dei sistemi informativi. Il progetto rappresenta un punto di partenza per la collaborazione tra il Ministero e l’industria del settore nell’area della sicurezza informatica. Reti telematiche più sicure, contrasto del crimine, protezione dei minori che navigano sul web, lotta allo sfruttamento della pornografia infantile, sono alcuni dei temi che vengono ripresi nell’accordo. Il testo completo. Spero che questo accordo migliori la situazione attuale decisamente negativa per quanto riguarda il portale MSN.it che è quasi sempre inadatto ai minori nonostante riporti l'etichetta ICRA al livello di "adatto a tutti".
  • Luglio 2004: iniziata la campagna di adesione al Codice di autoregolamentazione Internet e minori
  • (ANSA) - LONDRA, 20 LUG - British Telecom ha attivato un software che ha bloccato in tre settimane circa 200.000 tentativi di accesso a siti porno per pedofili. Ma la compagnia britannica non e' l'unica a fornire l'accesso al Web. E' per questo che il colosso telefonico del Regno Unito si e' dichiarato disponibile ad aiutare gli altri provider di Internet ad attivare servizi analoghi. Il sottosegretario al ministero degli Interni Paul Goggins si e' detto "profondamente scioccato" per i dati resi noti.
  • Radio24 de Il Sole 24 ore cita il portale ilFiltro.it nella trasmissione dell'11 maggio del programma 2024. Scarica tutta l'interessante trasmissione di 47 minuti (13,5 Mbytes MP3 e vai al minuto 31:40 quando cita ilFiltro.it
  • Per la prima volta, un tribunale federale americano ha condannato un uomo a 30 mesi di prigione ai sensi di una legge federale che punisce l'impiego d'indirizzi Internet ingannevoli per attirare i bambini su siti dai contenuti pornografici.
    John Zuccarini, originario di Filadelfia, è stato giudicato colpevole di avere volontariamente deformato marchi come Disneyland, Britney Spears e Teletubbies, per attirare i bambini. Zuccarini era stato fermato nel 2003 in un hotel di Hollywood, dopo anni di latitanza. I procuratori hanno spiegato che l'imputato ha ammesso di aver registrato nomi di siti popolari tra i bambini, storpiandoli perché i piccoli internauti sono più soggetti degli adulti a errori di sintassi nel comporre indirizzi Internet. Zuccarini guadagnava, secondo i procuratori, fino a un milione di dollari l'anno dai responsabili di siti pornografici. L'uomo era già stato accusato più volte in passato, da organizzazioni come Dow Jones o National Association of Professional Baseball Leagues, per avere utilizzato a loro insaputa i marchi delle società.
  • Da febbraio 2004 Davide.it e Optenet hanno iniziato uno scambio di tecnologie e know-how per potenziare entrambi i servizi.
  • ICRAplus è la nuova versione del filtro gratuito. La traduzione italiana è stata realizzata da ilFiltro.it
  • Il 19 novembre 2003 il Ministro delle Comunicazioni, il Ministro per l'innovazione e le tecnologie, e le associazioni AIIP, ANFOV, ASSOPROVIDER, FEDERCOMIN hanno firmato il Codice di autoregolamentazione "Internet e minori" che impone ai provider una serie di misure atte a tutelare la navigazione dei bambini e dei ragazzi, difendendoli da contenuti negativi e pericolosi. Il prof. Michele Crudele, autore di ilFiltro.it ha partecipato ai lavori di redazione del codice, frutto di quasi un anno di attività congiunta di specialisti e responsabili di associazioni impegnate nel settore. Ha collaborato in particolare alla stesura della sezione relativa ai sistemi di tutela dei minori per la navigazione.
  • Il sito ilFiltro.it inserito tra i consigliati dalle Biblioteche del Comune di Perugia nella sezione BiblioJunior/per i genitori.
  • Sul portale pubblico dell'Italia esiste una sezione destinata all'uso consapevole della rete che parla anche dei filtri.
  • Tiscali ha deciso di non ospitare pubblicità pornografica sul proprio portale, eliminando anche quella dei calendari. Tuttavia li ospita nella sezione spettacoli.
  • AOL, MSN e Yahoo hanno etichettato più del 90% dei loro siti affinché siano utilizzabili con il filtro ICRA. Purtroppo la versione italiana MSN.it ha etichettato solamente la prima pagina e dichiara di non avere nessun contenuto a sfondo sessuale, mentre spesso li ha, anche molto espliciti.
  • Wanadoo, il maggior fornitore di servizi Internet francese, ha scelto Optenet come filtro per i suoi utenti.