Notizie dal mondo recenti e passate

  • Audizione de ilFiltro.it al Consiglio Nazionale degli Utenti

    Michele Crudele, direttore del portale ilFiltro.it dell’Associazione Centro ELIS, è stato convocato oggi in audizione al Consiglio Nazionale degli Utenti dell’AGCOM in relazione al contributo inviato per la Consultazione pubblica per l’attivazione automatica dei filtri nei collegamenti in rete destinati ai minori.

    Nella sua relazione a commento del contributo scritto, ha sottolineato questi punti:

    • “Il meglio è nemico del bene”: non pretendiamo di ottenere subito tutto, perché rischiamo di non riuscire a valicare le ragionevoli resistenze degli ISP che non sono enti di beneficenza, ma aziende orientate al profitto.
    • L’esperienza di venti anni fa del Codice di autoregolamentazione “Internet e minori”, alla cui redazione abbiamo partecipato, non è stata positiva perché gli ISP non presero iniziative al riguardo non avendo obblighi giuridici.
    • Avere una norma è quindi importante, ma se la richiesta nei confronti degli ISP è troppo onerosa, non funzionerà. D’altronde sono già passati molti mesi dalla legge del 2020 e non abbiamo ancora nulla.
    • Cominciamo subito con il filtraggio DNS, utilizzando servizi internazionali affermati, come spiegato nel contributo inviato, senza pretendere che l’Autorità definisca criteri di classificazione di contenuti. L’Autorità può identificare alcuni di questi servizi, tra i quali gli ISP possono scegliere: devono però poterne proporre di alternativi, da valutare.
    • Il fatto che sia possibile aggirare questo sistema di filtraggio non è un problema: tutte le protezioni fisiche si possono aggirare e quindi anche quelle digitali, più o meno facilmente. I genitori hanno un ruolo formativo verso i figli per far loro capire l’importanza di evitare i rischi con i mezzi opportuni.
    • Cominciamo con imporre subito che nei nuovi contratti per le connessioni cablate sia necessario scegliere se attivare o no il filtro DNS facendo anche decidere le categorie da bloccare. Dopo tre mesi, l’Autorità e gli ISP potranno fare un’analisi dell’andamento, per capire quanti utenti l’hanno attivata. In questo modo gli ISP potranno dimensionare i loro servizi di filtraggio in modo graduale, preparandosi al passaggio successivo dedicato a tutti i contratti esistenti. Sarà utile anche fare inchieste sull’accettazione e l’utilizzo del sistema da parte dei nuovi utenti.
    • Deve essere sempre possibile attivare un sistema di “biblioteca di casa” (walled garden), cioè navigazione ristretta a un elenco di siti definiti dal genitore.
    • Gli ISP devono poter aggiungere ulteriori servizi a pagamento a quelli essenziali di filtraggio DNS.
    • Per i contratti dei telefoni mobili ci sono già offerte specifiche per i minori con sistemi di protezione: si può imporre che tutti gli ISP abbiano un’offerta al riguardo, con un costo paragonabile a quella standard per maggiorenni.
    • Ribadiamo che non c’è assolutamente nessun problema di “censura” o limitazione di libertà o violazione delle norme europee su Open Internet: il filtro è totalmente disattivabile in qualsiasi momento da un maggiorenne.
  • Deep fake: come riconoscere il fenomeno e cosa fare

    Treccani definisce il deep fake come un “filmato che presenta immagini corporee e facciali catturate in Internet, rielaborate e adattate a un contesto diverso da quello originario tramite un sofisticato algoritmo”. Generazioni Connesse, il sito ministeriale di prevenzione e difesa dei minori in rete, ha pubblicato una semplice guida al fenomeno per mettere in guardia e dare elementi di valutazione di fronte a casi di filmati apparentemente autentici ma con contenuti insoliti.

    Fonte: generazioniconnesse.it

  • Opinioni su social, gaming e metaverso tra le famiglie italiane

    BVA Doxa Kids, su richiesta di Telefono Azzurro, ha somministrato tra il 25/1 e il 1/2 2022 a un campione di 855 genitori e 815 giovani tra i 12 e i 18 anni un questionario sul proprio comportamento in rete.

    Risulta una consapevolezza da parte dei ragazzi maggiore di quella dei loro genitori riguardo alle criticità e ai rischi possibili e il desiderio di poter contribuire a ridurli.

    La metà dei giovanissimi (53%) gioca online da 1 a 3 ore al giorno. Il 35% dei giovani intervistati ha effettuato acquisti mentre giocava, comprando prevalentemente skin, funzioni, strumenti di personalizzazione da collezionare e scambiare con gli amici, oppure vite e livelli per poter continuare a giocare.

    Il gaming online può essere anche causa di frustrazione: il 13% è stato escluso dal gioco perché non ne ha raggiunto gli obiettivi, mentre al 10% è successo di essere stato preso in giro e al 7% di prendere in giro qualcun altro. Ben il 38% dei giovani ha dichiarato di conoscere qualcuno che gioca online pur avendo un’età inferiore a quella raccomandata.

    Al primo posto tra le paure dei genitori vi è il rischio che i propri figli possano essere adescati online da parte di adulti con scopi sessuali (63%), seguita dal rischio che i figli ricevano insulti o siano vittime di bullismo (38%), partecipino a challenge pericolose (29%), ricevano la richiesta di invio di foto provocanti da parte dei coetanei (25%), accedano a contenuti pornografici (24%), siano esposti a contenuti che esaltano l’anoressia, l’autolesionismo o il suicidio (22%), condividano informazioni personali (21%), vedano immagini violente o drammatiche (14%), postino qualcosa di impulso per poi pentirsene (13%), accedano a materiali che inneggiano al razzismo o al sessismo (12%), condividano una loro foto senza permesso (12%).

    Ben il 43% dei giovani intervistati ha fatto/fa acquisti online in autonomia, il 25% usando la carta di credito dei genitori con la loro autorizzazione (cosa riconosciuta dal 28% dei genitori): solo il 4% ha dichiarato di averla usata senza che i genitori lo sapessero.

    Alla domanda “sai cos’è il metaverso?”, il 57% del campione giovani ha risposto di no, il 33% di averne una conoscenza generica e solo il 10% ha dichiarato di sapere di cosa si tratta. Il 55% ha dichiarato di essere interessato a saperne di più. ​​Solo il 17% dei genitori ha dichiarato di sapere cos’è il metaverso, il 37% di averne solo una conoscenza generica e ben il 46% di non sapere di cosa si tratti. Il 59% del totale dei genitori intervistati è interessato a saperne di più. Più della metà dei giovani (52%) ritiene che il metaverso non avrà un impatto significativo sulla vita delle persone; il 25% ritiene che peggiorerà la vita, il 19% che la migliorerà. Solo per il 15% dei genitori il metaverso migliorerà la vita delle persone, per il 42% non avrà alcun impatto, mentre per il 43% la peggiorerà.

    I giovani hanno evidenziato i rischi del metaverso in questo modo: trascurare il mondo reale (40%), scappare dalla realtà (36%), trascorrere più tempo che nella realtà (33%), vivere una vita che non corrisponde a quella reale, più desiderabile, più ricca… (33%), perdere di vista determinati obiettivi di vita (scuola, sport, relazioni sociali (28%), venire in contatto con sconosciuti (25%), condividere molte informazioni personali (solo il 20% del campione però lo percepisce come rischio), non garantire pari opportunità a persone con disponibilità economiche diverse (10%). Le risposte dei genitori evidenziano lo stesso ranking di problematiche, con percentuali analoghe a quelle dei figli. C’è poi un 9% di giovani e il 3% di genitori che non ritiene vi sia alcun rischio nel metaverso.

    Quasi la metà dei giovani (47%) dichiara di essere connesso 2-3 ore al giorno e c’è un 12% di giovani che dichiara di essere connesso da 4 a 6 ore al giorno, un 4% che afferma di essere sempre connesso e un 3% che lo è per più di 6 ore. Dichiara di essere online per non più di un’ora al giorno solo il 24% del campione. La percezione dei genitori corrisponde alle dichiarazioni dei figli.

    Il 54% dei ragazzi percepisce solo talvolta di stare troppo tempo davanti a uno schermo, mentre solo il 13% è consapevole (spesso o sempre) di trascorrere troppe ore online. Una larga percentuale (79% dei giovani e 91% dei genitori) ritiene che le funzioni per limitare il tempo trascorso online siano utili.

    I giovani online chattano (58%), ascoltano musica (53%), giocano (48%), seguono lezioni a distanza (39%), guardano film o serie tv (38%), mandano vocal su Whatsapp (29%), guardano video tutorial (27%), video di game players (26%) o video per informarsi e studiare (25%), pubblicano foto/video/storie su Tik Tok, Instagram e altri social (23%), guardano video comici (23%). Solo il 4% legge giornali online. Usano Whatsapp e Facebook soprattutto per stare con gli altri, YouTube, Instagram, Tik Tok, Twitch e Discord per divertirsi.

    L’82% guarda serie TV insieme ai figli, il 54% condivide contenuti, il 44% gioca a videogame/giochi online con i figli, il 35% registra video con loro.

    Il 47% del campione giovani, prima di condividerle, si assicura che le informazioni reperite online siano attendibili, cercando e verifica la fonte, ma un 20% non sa come orientarsi per giudicarne la veridicità e il 13% si fida solo delle notizie che hanno un elevato numero di like e condivisioni; il 20% dei giovani legge solo i titoli e il 14% si sente sommerso dalle troppe notizie in rete e una stessa percentuale non legge notizie online. Secondo il 63% dei genitori, Internet è una fonte di informazione affidabile.

    Il 72% dei genitori si dice sicuro (abbastanza o moltissimo) di conoscere la vita online dei propri figli. Il 27% dichiara di conoscere le sue password, il 22% controlla con quali contatti stringe amicizia sui social, il 21% si fida e basta per non invadere la privacy dei figli, il 21% è follower dei figli e li segue sui social, il 21% ha attivato filtri di sicurezza che bloccano i contenuti per età. Ben il 44% dei genitori non controlla le app scaricate dal figlio perché si fida o perché il figlio non glielo permette.

    Il 94% dei giovani ritiene che la soluzione per rendere Internet un luogo sicuro debba passare dall’educazione da parte dei genitori e della scuola. Importanti sono ritenuti anche gli strumenti tecnologici per segnalare rischi e pericoli, ma anche una maggiore consapevolezza da parte dei ragazzi. Il 35% ritiene che le aziende hi-tech dovrebbero creare sezioni su Internet adatte ai giovani.

    Il 96% dei ragazzi ritiene che la loro partecipazione e opinione dovrebbe essere tenuta in considerazione per la creazione di una rete sicura. Quelli che la pensano così, è convinto che, perché ciò si realizzi, dovrebbero essere organizzati incontri specifici tenuti da esperti a scuola (47%), si dovrebbe dedicare spazio durante l’orario scolastico per formulare proposte concrete da indirizzare poi ad aziende ed esperti (38%), le tematiche potrebbero interessare i progetti di alternanza scuola-lavoro (31%), si dovrebbero organizzare incontri con le aziende hi-tech (31%), i professionisti dovrebbero dialogare con i ragazzi nell’ambito di forum internazionali (26%), dovrebbero essere promossi incontri con le istituzioni (25%).

    Maggiori dettagli sono disponibili dalla fonte.

    Fonte: BVA Doxa Kids

  • Eventi di Telefono Azzurro per il Safer Internet Day 2022

    Telefono Azzurro organizza il 7 e 8 febbraio 2022 due eventi, a Milano e a Roma, per il Safer Internet Day, giornata internazionale che la Commissione europea ha istituito con l’obiettivo di promuovere strategie finalizzate a rendere il web un luogo più sicuro per i più giovani.

    A Milano, lunedì 7 febbraio, alle 9:00 nell’aula magna dell’Università Bocconi, moderati da Federico Ferrazza (Direttore Wired Italia) e Martina Pennisi (Giornalista Corriere della Sera) si parla dell’ecosistema digitale per le future generazioni, con i saluti istituzionali di Gianmario Verona (Rettore dell’Università Bocconi), Elena Bonetti (Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia) e Anna Scavuzzo (Vice Sindaco del Comune di Milano) e interventi di Ernesto Caffo (Presidente SOS – Il Telefono Azzurro Onlus), Oreste Pollicino, (Professore Ordinario di Diritto Costituzionale e Direttore del LL.M. in Law of Internet Technology), Maurizio Ferraris (Professore Ordinario di Filosofia Teoretica – Università degli Studi di Torino), Michele Colajanni (Professore Ordinario di Ingegneria Informatica – Università di Bologna), Agostino Santoni (Presidente Confindustria Digitale), Francesco Profumo (Presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo), Cristina Liverani (Research Manager – Doxa), Laura Bononcini (Director Public Policy, Southern Europe – Meta), Diego Ciulli (Head of Government Affairs and Public Policy – Google Italia), Matteo Mille (Chief Marketing and Operations officer – Microsoft Italia).

    Alle 11:00 Emilio Puccio (Segretario Generale Intergruppo per i Diritti dei Minori) modera il dibattito sull’intelligenza artificiale, big data e gaming nel futuro dell’economia e dello sviluppo sociale con Giuseppe Riva (Professore Ordinario di Psicologia Generale – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), Brando Benifei (Deputato del Parlamento Europeo e Capo della delegazione italiana S&D), Alessandro Bogliolo (Coordinatore Europe code week ed ideatore CodyTrip), Guido Scorza (Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali), Alfio Ferrara (Professore ordinario di Informatica – Università degli Studi di Milano).

    Alle 12:00 Daniele Chieffi (Giornalista e Docente universitario) modera la discussione su “le nuove generazioni e la comunicazione digitale” tra Martina Pennisi (Giornalista Corriere della Sera), Federico Ferrazza (Direttore Wired Italia), Giovanni Ziccardi (Professore Associato di Filosofia del Diritto – Università degli Studi di Milano), Francesco Cancellato (Direttore Fanpage.it), Luigi Rancilio (Desk Centrale e Social Manager di Avvenire), Carlo Bartoli (Presidente Ordine dei Giornalisti), Giuseppe de Bellis (Direttore Sky Tg24), Luca Milano (Direttore Rai Ragazzi), Paolo Biondolillo (Vice President Havas Milan) e Paolo Benanti (Pontificia Università Gregoriana).

    Alle 15:00 Mario Calvo-Platero (La Repubblica) coordina i relatori sull’etica e la responsabilità della comunità, delle istituzioni e delle aziende nell’ecosistema digitale, Anna Maria Corazza Bildt (Child Dignity Alliance), Luigina Mortari (Presidente Indire), Elio Borgonovi (Professore Ordinario di Economics and Management of Public Administration – Università Bocconi di Milano), Rocco Nardulli (Vice Questore Aggiunto – Compartimento Polizia Postale e delle Telecomunicazioni per la Lombardia), Magda Bianco (Direttrice del Dipartimento Tutela della clientela ed educazione finanziaria – Banca d’Italia), Igor Lazzaroni (Responsabile Ufficio Stampa e Progetti Editoriali – FEDUF), Tiziana Andina (Professoressa ordinaria di Filosofia teoretica Università degli Studi di Torino), Laura Montanaro (Prorettore del Politecnico di Torino), Giovanni Durbiano (Professore ordinario di Progettazione architettonica – Politecnico di Torino), Cesare D’Angelo (General Manager Italy & Mediterranean – Kaspersky), Luca Montagnino (Territory Manager – Italy and Israel, NGO – Salesforce.org), Laura Morgagni (Direttore Fondazione TorinoWireless).

    A Roma, martedì 8 febbraio, alle 9:00 nelle Scuderie di Palazzo Altieri, Via di Santo Stefano del Cacco 1, si parla dei nuovi scenari della sicurezza online con i saluti istituzionali di Elena Bonetti (Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia), Erika Stefani (Ministro per le Disabilità), Licia Ronzulli (Presidente della Commissione per l’Infanzia e l’Adolescenza), Assuntela Messina (Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Innovazione tecnologica e transizione digitale), Benedetto Della Vedova (Sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale), Anna Macina (Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia)On. Barbara Floridia (Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Istruzione), Paolo Formicola (Vicecapo di Gabinetto Vicario del Ministero dell’Interno), Caterina Chinnici (Deputato del Parlamento Europeo e co-chair dell’Intergruppo per i Diritti dei Minori), Carla Garlatti (Autorità Garante per l’infanzia), Guido Scorza (Componente del Garante per la Protezione dei Dati Personali), Antonello Giannelli (Presidente Associazione Nazionale Presidi), Sandra Cioffi (Presidente Consiglio Nazionale degli Utenti), Jacopo Marzetti (Presidente Comitato Media e Minori), Luigi Di Marco (Coordinatore ASVIS – Ufficio di coordinamento del Segretariato). Moderati da Chiara Del Gaudio (Giornalista Rai) e Luca De Biase (Giornalista Il Sole 24Ore), intervengono Ernesto Caffo (Presidente SOS – Il Telefono Azzurro Onlus), Daniele Chieffi (Giornalista e Docente universitario), Anna Maria Corazza Bildt (Child Dignity Alliance).

    Alle 10:30, collegati con le scuole che hanno partecipato al Progetto nazionale Innovamenti del Ministero dell’Istruzione, Chiara Del Gaudio (Giornalista Rai) e Salvatore Giuliano (Dirigente scolastico Istituto Istruzione superiore Majorana di Brindisi) moderano gli interventi di Andrea Bollini (Dirigente Ufficio VI -DGEFID – Ministero dell’Istruzione), Gabriele Benassi (Coordinatore Equipe Formativa Territoriale USR Emilia Romagna), Stefania Bassi (Coordinamento nazionale Équipe Formative Territoriali – Ministero dell’Istruzione).

    Alle 11:30 Daniele Chieffi (Giornalista e Docente universitario) modera il dibattito su bambini, tecnologia e benessere digitale con Ivano Gabrielli (Direttore Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni), Thalita Malagò (Direttore Generale Italian Interactive Digital Entertainment Association), Davide Bennato (Professore Associato di sociologia dei processi culturali e comunicativi – Università degli Studi di Catania), Angelo Mazzetti (Head of Public Policy, Italy, Greece, Malta and Cyprus-Meta), Giacomo Mannheimer (Head of Government Affairs and Public Policy, Southern Europe, Tik Tok), Stefano Ciullo (Director Public Policy, Netflix), Eugenio Damasio (General Manager, No Panic Agency), Matteo Flora (Presidente Permesso negato), Martina Colasante (Government Affairs and Public Policy, Google), Alberto Siracusano (Professore ordinario di Psichiatria presso Università degli Studi Tor Vergata), Paola Pisano (Professoressa di Innovazione, Università di Torino – ex Ministro per l’Innovazione e la Digitalizzazione), Giuseppe Iacono (Coordinatore Repubblica Digitale, Dipartimento per la trasformazione digitale), Sandra Cortesi (Fellow at the Berkman Klein Center for Internet & Society at Harvard University), Daniele Barca (Dirigente scolastico IC 3 di Modena), Pierluigi Lanzarini (Ceo and Founder CampuStore), Fabio Lucidi (Professore Ordinario presso il Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e Socializzazione – Università La Sapienza di Roma), Beatrice Lorenzin (Membro della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati), Giovanni Rezza (Direttore Dipartimento Malattie Infettive – Istituto Superiore di Sanità), Simona Maurino (Contact Center Manager – SOS-Il Telefono Azzurro Onlus).

    Alle 14:00 Emilio Puccio (Segretario Generale Intergruppo per I Diritti dei minori) sul tema “Cosa fanno e cosa possono fare le autorità indipendenti per rendere il digitale un ambiente più a misura di bambino” fa parlare Stefania Giannini (Vice Direttore Generale UNESCO), Guido Scorza (Componente dell’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali), Laura Arìa (Commissario AGCOM), Brando Benifei (Deputato del Parlamento Europeo e Capo della delegazione italiana S&D), Leanda Barrington-Leach (Director of International Advocacy, 5Rights) John Carr OBE (Senior Adviser ECPAT International), Julie Dawson (Director of Regulatory & Policy – Yoti).

    Alle 15:00 Mario Calvo-Platero (La Repubblica) modera il dibattito su ” A “Safer Internet” environment: enacting a more holistic and global response to protect children from online harms” con H.E. Marie-Louise Coleiro Preca (President Eurochild), Jean-Christophe Le Toquin (President INHOPE), Maud de Boer-Buquicchio (President Missing Children Europe), Ernie Allen OBE (Chair of WeProtect Global Alliance), Guillermo Galarza (Vice President, Partnerships & Training – ICMEC), Olivier Onidi (Deputy director General for Home Affairs and Migration), Serena Tommasino (Safe Online Specialist at End Violence Global Partnership and Fund), Antigone Davis (Global Head of Safety – Meta), Charlotte Yarrow (Europe Child Safety Counsel – Apple), Pier Luigi Dal Pino (Government Affairs Director Western Europe – Microsoft), Lara Almudena (Child Safety Senior Manager – Google), Laura Higgins (Director of Community Safety & Digital Civility – Roblox).

    Alle 17:00 Pietro Sebastiani (Former Ambassador of Italy to the Holy See) modera il tema “Il dialogo interreligioso per la tutela dei diritti dei minori nell’ambiente digitale” con Dana Humaid (CEO Interfaith Alliance for Safer Communities), Mons. Marcelo Sanchez Sorondo (Chair of the Pontifical Academy of Social Science) Ernie Allen (Chair of WeProtect Global Alliance), Rabbino Riccardo di Segni (Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Roma), David Lega (Co-Chair of the Intergroup on Children’s Rights).

    Alle 18:00 concludono Ernesto Caffo (Presidente di SOS – Il Telefono Azzurro Onlus e Membro della Commissione Pontificia per la tutela dei minori) e Anna Maria Corazza Bildt (Child Dignity Alliance).

    Fonte: Telefono Azzurro

  • Safer Internet Day 2022 “Together for a better Internet”: evento online 8 febbraio

    L’8 febbraio 2022 si celebra, in contemporanea in oltre 100 nazioni di tutto il mondo, il Safer Internet Day (SID), giornata mondiale per la sicurezza in Rete, istituita e promossa dalla Commissione Europea per stimolare ragazze e ragazzi a riflettere non solo sull’uso consapevole della rete, ma anche sul ruolo attivo e responsabile di ciascuno nella realizzazione di Internet come luogo positivo e sicuro.

    La Direzione Generale per lo Studente, l’Inclusione e l’Orientamento scolastico coordina dal 2014 il Safer Internet Centre Generazioni Connesse, realizzato in collaborazione con autorevoli partner istituzionali e privati e durante il quale trovano spazio diverse attività co-finanziate dalla Commissione europea tra cui quest’anno, l’edizione online dell’evento martedì 8 febbraio dalle 10:00:

    Interventi istituzionali

    • 10:00 – 11:30
      • Prof. Patrizio Bianchi – Ministro dell’Istruzione
      • Antimo Ponticiello – Direttore Generale – Direzione Generale per lo Studente, l’Inclusione e l’Orientamento Scolastico
      • Carla Garlatti – Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza
      • Daniele De Martino – Dirigente Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma
      • Raffaela Milano – Direttrice Programmi Italia-Europa per Save the Children
      • Ernesto Caffo – Presidente Telefono Azzurro
      • Sandra Cioffi – Presidente Consiglio Nazionale utenti AGCOM

    Webinars coordinati dal Consorzio del Safer Internet Centre – Generazioni Connesse

    • 11:30 – 13:00 “Tra storytelling e digital reputation: costruire la propria immagine online” per studenti delle scuole secondarie di II grado
    • 17:00 – 18:30 “Dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria: aggiornare le parole e le proposte per la cittadinanza digitale con il kit didattico di Generazioni Connesse e il percorso di ePolicy” per il personale docente

    Fonte: Ministero dell’Istruzione

  • Cosa pensa Beppe Fiorello del problema dell’accesso dei giovani alla pornografia?

    Nell’ambito della giornata di ieri dedicata dal Moige ai “Giovani Ambasciatori per la cittadinanza digitale contro bullismo e cyber risk”, Beppe Fiorello ha fatto alcune considerazioni sulla pornografia online, mettendo in evidenza la falsità del modello che si vede anche nella cinematografia: c’è violenza invece che amore. Ha invitato quindi a non pensare di essere inferiori, evitando di emulare quella che è finzione esasperata. Ha chiesto anche un maggior controllo a tutela dei minori, senza censura.

  • Consultazione pubblica per l’attivazione automatica dei filtri nei collegamenti in rete destinati ai minori

    AGCOM ha avviato la consultazione pubblica per l’adozione di linee guida finalizzate all’attuazione dell’articolo 7-bis del decreto-legge 30 aprile 2020, n. 28 in materia di “sistemi di protezione dei minori dai rischi del cyberspazio” che obbliga i fornitori di comunicazione elettronica (telefonia, TV, Internet) a preattivare sistemi di controllo parentale ovvero di filtro di contenuti inappropriati per i minori e di blocco di contenuti riservati ad un pubblico di età superiore agli anni diciotto, gratuitamente.

    Nonostante il Decreto Legge sia in vigore da quasi un anno e mezzo, ancora non è operativo, a causa della resistenza dei fornitori a cambiare la loro impostazione commerciale che, a volte, prevede filtri a pagamento e spesso non li prevede per nulla.

    Tutti i consumatori possono partecipare alla consultazione pubblica.

    È interessante a questo proposito su Key4biz leggere il commento all’articolo 7-bis scritto da Luisa Lodevole e ascoltare il dibattito tra giuristi, operatori, psicologi e il senatore Pillon, promotore di quell’articolo, nel 2020

    Fonte: AGCOM

  • Instagram annuncia gli strumenti per il controllo dei minori in rete

    Dopo il primo lancio fallito di una versione di Instagram per i minori di 13 anni a causa delle proteste di associazioni dei genitori, il social network ha deciso di lanciare nel marzo 2022 alcuni strumenti di controllo per i genitori (per esempio limiti di tempo nell’utilizzo) e una sezione educativa per sensibilizzare al problema della dipendenza e comprendere i meccanismi di funzionamento.

    Curerà maggiormente i contenuti che l’App consiglia ai ragazzi e impedirà di citare agli adulti di citare (tagging e nudging) minori se non fanno parte dei loro followers.

    La funzione “Take a break” sarà inizialmente adottata solamente in alcuni Paesi, non in Italia. Consisterà nel dare consigli di interrompere per un po’ di tempo l’utilizzo del social network.

    Fonte: Instagram

  • Il 40% dei bambini italiani tra i 5 e i 10 anni fornirebbe informazioni private e sensibili ad “amici” virtuali conosciuti online

    Kaspersky ha commissionato a Educazione Digitale un sondaggio (tra maggio e ottobre 2021) che ha coinvolto un campione di 1.833 bambini italiani, tra i 5 e i 10 anni. L’indagine aveva lo scopo di indagare le abitudini in merito all’uso dei dispositivi tecnologici e la loro consapevolezza circa i rischi nei quali potrebbero incorrere navigando in rete. Hanno collaborato 88 scuole italiane coinvolte nel progetto Digital Security di Kaspersky.

    Il 40% dei piccoli intervistati, pur avendo ricevuto consigli e istruzioni da familiari e insegnanti circa i pericoli della rete, condividerebbe senza problemi dati e informazioni personali come indirizzo di casa, scuola e lavoro dei familiari, ad amici virtuali mai incontrati prima. Il rischio che possano incorrere in malintenzionati non è quindi ipotetico: il 36% ha dichiarato di aver ricevuto online proposte di giochi o sfide pericolose da parte di sconosciuti.

    Fonte: Kaspersky

  • Sospeso il lancio di Instagram Kids

    Instagram ha ufficialmente annunciato di aver sospeso il progetto di una versione dedicata ai minori di 13 anni per avere il tempo di ascoltare le opinioni di genitori, esperti e legali. I responsabili di Instagram non ritengono tuttavia che il progetto sia da abbandonare sia perché i bambini sono già in rete, sia perché YouTube e TikTok hanno già versioni per i più piccoli. Precisano che avevano pensato a una versione per adolescenti tra i 10 e 12 anni, con l’obbligo del permesso dei genitori e con sistemi di controllo, senza pubblicità e con contenuti adatti alla loro età.

    Nel frattempo daranno ai genitori la possibilità di controllare maggiormente i loro figli minorenni (da 13 in su) su Instagram.

    Citano inoltre una ricerca sul benessere degli adolescenti fruitori di Instagram, sostenendo che in 11 su 12 temi le ragazze hanno dichiarato di aver ottenuto effetti positivi dall’utilizzo di quel social network. Non negano che ci siano stati anche impatti negativi soprattutto sul tema del body image, cioè della rappresentazione del corpo, ma riportano anche reazioni positive in questo ambito.

    Infine citano l’indagine del Pew Research Center nella quale gli adolescenti approvano i social media per la costruzione di amicizie solide e per la conoscenza del mondo, pur riconoscendo che possono esserci conseguenze negative nel vedere situazioni drammatiche e pressione sociale per pubblicare solamente ciò che di se stessi è positivo oppure sarà apprezzato.

    Fonte: Instagram blog

  • Venti anni di difesa dei minori in rete

    Il 24 settembre 2001 registrammo il dominio ilFiltro.it

    Nacque così uno dei primi portali in Italia dedicati alla difesa dei minori in rete e, ora, uno dei più longevi. Negli anni ha fornito a 400.000 persone informazioni affidabili e chiare su come proteggere la navigazione dei bambini e degli adolescenti, senza trascurare la sicurezza per gli adulti. Si sono succeduti interventi in TV (Uno Mattina e altri programmi), conferenze con altri esperti e con la Polizia Postale (da ringraziare per il suo continuo e validissimo intervento), lezioni in numerose scuole, progetti formativi, articoli su riviste e in rete.

    Purtroppo la tendenza attuale vede calare l’interesse verso i sistemi di protezione che, data l’onnipresenza della rete nella vita di tutti, bambini inclusi, dovrebbero invece essere prioritari. La motivazione è un misto di pigrizia (vogliamo tutto e subito) e di superficialità (“non succede nulla di grave”) con un po’ di ideologia della “rete libera” che auspica un accesso incondizionato di tutti alle risorse di Internet. È come andare in farmacia e prendere a caso farmaci (che fanno bene a chi ne ha bisogno) e ingurgitarli senza criterio. Il web contiene di tutto, veleni inclusi, e non sempre è facile distinguerli: le fake news dovrebbero metterci in guardia, ma facciamo poco per evitarle, così come la pornografia e il gioco d’azzardo in mano ai bambini e ai ragazzi. Invece ci sono a disposizione filtri e consigli per le diverse situazioni: non costa molto impiantarli e seguirli.

    Tra le numerose risorse disponibili sul portale, una delle più interessanti per la sua completezza e lucidità, è l’intervento di David Cameron quando era Primo Ministro del Regno Unito in cui analizza la situazione e propone alcune soluzioni, delle quali purtroppo molto poche sono state effettivamente applicate per “tenere i nostri figli al sicuro” come conclude il suo discorso. Ma quello che dice vale ancora e merita di essere meditato.

  • Facebook sa che Instagram fa male agli adolescenti: i risultati di una ricerca interna

    Facebook ha condotto una ricerca dal 2019 in poi per verificare le conseguenze dell’uso costante di Instagram negli adolescenti. Il risultato è preoccupante: un utente su tre ha disturbi della percezione del proprio corpo. C’è anche chi sostiene che Instagram provoca in sé un senso di angoscia. Diversi minori sono in cura per tendenze depressive. Un terzo delle ragazze afferma che Instagram peggiora la propria situazione quando sono in situazione di disagio.

    Facebook, proprietaria di Instagram, non ha ancora preso provvedimenti, ma sembra che stia pensando di attivare una versione specifica per i minori di 13 anni.

    Fonte: Wall Street Journal

  • Bambini e lockdown un anno dopo: aumenta l’uso del cellulare anche nell’infanzia

    Anche la seconda edizione (la prima a maggio 2020) della ricerca di Milano-Bicocca “Bambini e lockdown, la parola ai genitori” è stata condotta dalla Società Italiana delle Cure Primarie Pediatriche (SICuPP Lombardia- Marina Picca, Presidente e coordinatrice scientifica del progetto per i pediatri) con la collaborazione di un gruppo di ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca (Paolo Ferri e Chiara Bove docenti del Dipartimento di Scienze umane per la formazione) e della spin off dell’Università di Milano-Bicocca “Bambini Bicocca” (Susanna Mantovani, coordinatrice scientifica).

    I ricercatori hanno riproposto a maggio 2021 alle oltre 3.000 famiglie interessate dalla prima indagine, i due questionari online parzialmente differenziati a seconda delle età – bambini di età compresa tra 1-5 anni e bambini dai 6 ai 10 anni – allo scopo di conoscere l’evoluzione del vissuto dei genitori e dei bambini nei mesi successivi al primo lockdown (da settembre 2020 a maggio 2021).

    Il 93% dei rispondenti sono madri con un titolo di studio medio alto con bambini di queste fasce d’età residenti a Milano città e in tutte le province della Lombardia, la regione più colpita dalla pandemia Covid-19.

    Il digitale si è dimostrato un aspetto sempre più rilevante nella vita dei bambini: il 58,4% dei bambini 6-10 anni possiede un apparato personale, in netto aumento rispetto al primo lockdown (23,5%).
    Anche l’età si abbassa: avevano un cellulare il 9,2% dei bambini dagli 1 ai 5 anni, ora lo possiede il 14,5%.
    Ne è diretta conseguenza un forte aumento di utilizzo anche fuori dall’uso didattico, in particolare per i bambini 6-10 anni: 52,5%.

    A questo proposito, sottolineano i ricercatori, non pare nemmeno riscontrarsi l’effetto “stanchezza da digitale”, anzi è forse ipotizzabile una sorta di assuefazione all’utilizzo dello strumento digitale, che non viene più percepito come un qualcosa di “speciale” e occasionale ma diviene l’interfaccia con cui si fa esperienza della vita, dall’apprendimento allo svago.

    «Il digitale, con la pandemia – afferma Paolo Ferri – è divenuto un elemento sempre più presente nella vita dei bambini. Le famiglie lo percepiscono come un elemento “naturale” del loro mondo. Non si può tornare indietro o imporre divieti. Si tratta, invece, di formare i genitori, gli insegnanti e i bambini ad un uso consapevole, critico e creativo dello smartphone. Va, infatti, evitato che lo smartphone si trasformi in una “baby sitter” o peggio in un “dispenser” di stili di vita standardizzati e di prodotti commerciali! Un compito sfidante e complesso per i genitori e per tutti coloro che si occupano professionalmente di bambini»

    È disponibile il rapporto completo.

    Fonte: Università Milano Bicocca

  • In Cina i minori potranno giocare online solamente tre ore a settimana

    La National Press and Publication Administration cinese ha annunciato che i minori di 18 anni potranno giocare a videogame online solamente dalle otto alle nove di sera, dal venerdì alla domenica, per un totale di tre ore a settimana, al fine di prevenire la dipendenza dai giochi in rete e proteggere la loro salute fisica e mentale.

    Fonte: ANSA

  • Nuove funzioni di sicurezza di Google per i minori

    Google ha ufficialmente annunciato di aver deciso di introdurre una nuova politica di protezione dei minori, abilitando chi ha meno di 18 anni (oppure i loro genitori o tutori) a richiedere la rimozione delle proprie immagini dai risultati del motore di ricerca. Se accettata, questa richiesta non cancella le immagini dai siti che le contengono, ma fa in modo che chi le cerca non le possa trovare attraverso Google, che è il modo in cui nella quasi totalità dei casi si arriva a un contenuto web.

    Altre nuove politiche riguardano le impostazioni per utenti registrati, minori di 18 anni:

    • YouTube: imposterà automaticamente le maggiori restrizioni di protezione, tipiche dell’età 13-17 anni, aggiungendo controlli sulle pubblicità, impedendo l’autoplay e segnalando l’ora di andare a letto o interrompere la visione
    • Ricerca: imposterà ricerca sicura automaticamente
    • Assistant: ricerca sicura anche con gli apparati diversi da computer e smartphone (Google Nest), con filtri anche sui testi delle canzoni [non ancora disponibile in Italia]
    • Cronologia degli spostamenti: non sarà possibile attivarla
    • Play: le App avranno un indicatore di compatibilità familiare
    • Workspace for Education: maggiori controlli per i docenti, ricerca sicura preimpostata non rimovibile, e impossibilità di navigare in incognito
    • Pubblicità: cercherà di evitare di mostrare pubblicità inadatta ai minori

    Fonte: Google Blog

  • Apple ha deciso di analizzare le foto personali per combattere la pedopornografia

    Aggiornamento del 2021-09-03: Dopo aver ricevuto osservazioni di utenti, ricercatori e legali, Apple ha deciso di attendere alcuni mesi prima di attivare questa nuova funzione, per migliorare la tutela della privacy.

    La Apple ha deciso di intervenire per limitare la diffusione di materiale fotografico sugli abusi sessuali sui minori, la pedopornografia (negli USA: CSAM, Child Sexual Abuse Material).

    Introdurrà in iOS 15, iPadOS 15, watchOS 8 e macOS Monterey strumenti per i genitori per controllare la comunicazione in rete dei propri figli, segnalando loro eventuali situazioni a rischio e oscurando immagini pornografiche, senza che i messaggi siano leggibili da Apple (la App Messaggi usa crittografia da mittente a destinatario e non è intercettabile). Anche Siri e il motore di ricerca segnaleranno situazioni potenzialmente pericolose, soprattutto in ambito pedopornografico.

    Inoltre sottoporrà a scansione le immagini caricate su iCloud Photos in modo da riconoscere eventuali violazioni della legge in tema di protezione dei minori. Non sarà un’analisi del contenuto, in senso stretto, ma un confronto automatizzato con il grande archivio di immagini pedopornografiche gestito in collaborazione dalle forze dell’ordine di diversi Paesi. Con sistemi crittografici avanzati, Apple assicura di intervenire manualmente per verifica ed eventuale susseguente denuncia alle autorità, solamente quando il numero di immagini illegali supera una certa soglia critica, evitando così di segnalare eventi occasionali, non voluti o casuali. In ogni caso, l’analisi manuale è limitata alle foto incriminate.

    Fonte: apple.com/child-safety

  • Durante la pandemia sono aumentati i reati associati agli abusi di minori

    Come è noto, Internet ha allargato notevolmente il fenomeno della pedopornografia e quindi gli abusi di criminali, attraverso adescamenti di vario tipo. Il vantaggio della facilità di comunicazione ha portato i pedofili a costituire reti, a volte mondiali, per lo scambio di immagini e filmati: far parte di una grande comunità ha consentito loro una sorta di autolegittimazione degli atti sessuali, anche violenti, nei confronti delle giovani vittime.

    Con la pandemia, la permanenza costante di tanti bambini collegati a Internet ha allargato il “mercato” dei pedofili e si è registrato un incremento dei casi denunciati. La Polizia Postale e delle Comunicazioni ha rilevato nel 2020 un aumento del 77% dei casi in cui sono stati compiuti reati online a danno di minori: pedopornografia, adescamento online, cyberbullismo, estorsioni sessuali, revenge porn e truffe. Riguardo alla circolazione di immagini pedopornografiche, nel 2020 i casi trattati sono aumentati del 132% e gli abusanti indagati del 90%. Nel primo quadrimestre 2021 si sono verificati incrementi del 70% dei casi trattati per reati connessi con la pedopornografia e l’adescamento online rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: bambini tra 0 e 9 anni agganciati sui social, sulle app di gioco e condotti in relazioni tecnomediate di tipo abusante da adulti senza scrupoli. Nei primi 4 mesi di quest’anno 52 casi, a fronte dei 41 dell’intero anno precedente.

    Oggi, in occasione della giornata nazionale contro la pedofilia e pedopornografia, dalle 10 alle 17:30 a Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata d’Italia nella Santa Sede, si svolge l’evento “Dignità dei bambini e degli adolescenti al tempo del covid”, parzialmente trasmesso in diretta.

  • Siamo connessi a Internet per oltre 6 ore al giorno e passiamo quasi 2 ore sui social

    Dal Global Digital Report 2021 di Hootsuite risulta che in Italia, nonostante il calo demografico, c’è stato un incremento di un milione di persone che si sono connesse a Internet per la prima volta: abbiamo superato quindi i 50 milioni di navigatori della rete. Nelle reti sociali l’incremento è ancora maggiore, con 2 milioni di nuovi utenti.

    Ma il dato più interessante è il tempo di connessione medio: oltre 6 ore, di cui 2 nelle social networks nelle quali abbiamo in media quasi 8 utenze contemporanee.

    La crescita di TikTok, con il raddoppio in un anno, segnala chiaramente anche un aumento della fruizione da parte dei minori, anche se l’indagine in questione si limita ai maggiori di 13 anni.

    Inoltre, il fatto che la seconda ricerca più frequente dopo “canzoni” su YouTube sia “me contro te” porta immediatamente a un pubblico molto giovanile: i bambini amano i due ragazzi protagonisti di video, libri e film.

    Fonte: we are social

  • Safer Internet Day 2021

    Per il Safer Internet Day 2021, alle 10, trasmissione in diretta organizzata dal Ministero dell’Istruzione e da Generazioni Connesse, il centro d’informazione per un Internet sicuro. L’intervento principale è a cura del filosofo Luciano Floridi, Direttore del Digital Ethics Lab – Oxford Internet Institute dell’Università di Oxford: è interessante leggere la sua intervista dell’Osservatore Romano: “Elogio delle idee ingenue”.

  • TikTok: dopo il caso della bimba di Palermo, il Garante privacy dispone il blocco del social

    Il Garante per la protezione dei dati personali ha disposto nei confronti di TikTok il blocco immediato dell’uso dei dati degli utenti per i quali non sia stata accertata con sicurezza l’età anagrafica. L’Autorità ha deciso di intervenire in via d’urgenza a seguito della terribile vicenda della bambina di 10 anni di Palermo, morta soffocata dopo aver imitato un comportamento rischioso visto in un filmato di TikTok.

    Il Garante già a dicembre aveva contestato a Tik Tok una serie di violazioni: scarsa attenzione alla tutela dei minori; facilità con la quale è aggirabile il divieto, previsto dalla stessa piattaforma, di iscriversi per i minori sotto i 13 anni; poca trasparenza e chiarezza nelle informazioni rese agli utenti; uso di impostazioni predefinite non rispettose della privacy.

    In attesa di ricevere il riscontro richiesto con l’atto di contestazione, l’Autorità ha deciso comunque l’ulteriore intervento odierno al fine di assicurare immediata tutela ai minori iscritti al social network presenti in Italia.

    L’Autorità ha dunque vietato a Tik Tok l’ulteriore trattamento dei dati degli utenti “per i quali non vi sia assoluta certezza dell’età e, conseguentemente, del rispetto delle disposizioni collegate al requisito anagrafico”. Il divieto durerà per il momento fino al 15 febbraio, data entro la quale il Garante si è riservato ulteriori valutazioni.

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