Notizie dal mondo recenti e passate

  • Sospeso il lancio di Instagram Kids

    Instagram ha ufficialmente annunciato di aver sospeso il progetto di una versione dedicata ai minori di 13 anni per avere il tempo di ascoltare le opinioni di genitori, esperti e legali. I responsabili di Instagram non ritengono tuttavia che il progetto sia da abbandonare sia perché i bambini sono già in rete, sia perché YouTube e TikTok hanno già versioni per i più piccoli. Precisano che avevano pensato a una versione per adolescenti tra i 10 e 12 anni, con l’obbligo del permesso dei genitori e con sistemi di controllo, senza pubblicità e con contenuti adatti alla loro età.

    Nel frattempo daranno ai genitori la possibilità di controllare maggiormente i loro figli minorenni (da 13 in su) su Instagram.

    Citano inoltre una ricerca sul benessere degli adolescenti fruitori di Instagram, sostenendo che in 11 su 12 temi le ragazze hanno dichiarato di aver ottenuto effetti positivi dall’utilizzo di quel social network. Non negano che ci siano stati anche impatti negativi soprattutto sul tema del body image, cioè della rappresentazione del corpo, ma riportano anche reazioni positive in questo ambito.

    Infine citano l’indagine del Pew Research Center nella quale gli adolescenti approvano i social media per la costruzione di amicizie solide e per la conoscenza del mondo, pur riconoscendo che possono esserci conseguenze negative nel vedere situazioni drammatiche e pressione sociale per pubblicare solamente ciò che di se stessi è positivo oppure sarà apprezzato.

    Fonte: Instagram blog

  • Venti anni di difesa dei minori in rete

    Il 24 settembre 2001 registrammo il dominio ilFiltro.it

    Nacque così uno dei primi portali in Italia dedicati alla difesa dei minori in rete e, ora, uno dei più longevi. Negli anni ha fornito a 400.000 persone informazioni affidabili e chiare su come proteggere la navigazione dei bambini e degli adolescenti, senza trascurare la sicurezza per gli adulti. Si sono succeduti interventi in TV (Uno Mattina e altri programmi), conferenze con altri esperti e con la Polizia Postale (da ringraziare per il suo continuo e validissimo intervento), lezioni in numerose scuole, progetti formativi, articoli su riviste e in rete.

    Purtroppo la tendenza attuale vede calare l’interesse verso i sistemi di protezione che, data l’onnipresenza della rete nella vita di tutti, bambini inclusi, dovrebbero invece essere prioritari. La motivazione è un misto di pigrizia (vogliamo tutto e subito) e di superficialità (“non succede nulla di grave”) con un po’ di ideologia della “rete libera” che auspica un accesso incondizionato di tutti alle risorse di Internet. È come andare in farmacia e prendere a caso farmaci (che fanno bene a chi ne ha bisogno) e ingurgitarli senza criterio. Il web contiene di tutto, veleni inclusi, e non sempre è facile distinguerli: le fake news dovrebbero metterci in guardia, ma facciamo poco per evitarle, così come la pornografia e il gioco d’azzardo in mano ai bambini e ai ragazzi. Invece ci sono a disposizione filtri e consigli per le diverse situazioni: non costa molto impiantarli e seguirli.

    Tra le numerose risorse disponibili sul portale, una delle più interessanti per la sua completezza e lucidità, è l’intervento di David Cameron quando era Primo Ministro del Regno Unito in cui analizza la situazione e propone alcune soluzioni, delle quali purtroppo molto poche sono state effettivamente applicate per “tenere i nostri figli al sicuro” come conclude il suo discorso. Ma quello che dice vale ancora e merita di essere meditato.

  • Facebook sa che Instagram fa male agli adolescenti: i risultati di una ricerca interna

    Facebook ha condotto una ricerca dal 2019 in poi per verificare le conseguenze dell’uso costante di Instagram negli adolescenti. Il risultato è preoccupante: un utente su tre ha disturbi della percezione del proprio corpo. C’è anche chi sostiene che Instagram provoca in sé un senso di angoscia. Diversi minori sono in cura per tendenze depressive. Un terzo delle ragazze afferma che Instagram peggiora la propria situazione quando sono in situazione di disagio.

    Facebook, proprietaria di Instagram, non ha ancora preso provvedimenti, ma sembra che stia pensando di attivare una versione specifica per i minori di 13 anni.

    Fonte: Wall Street Journal

  • In Cina i minori potranno giocare online solamente tre ore a settimana

    La National Press and Publication Administration cinese ha annunciato che i minori di 18 anni potranno giocare a videogame online solamente dalle otto alle nove di sera, dal venerdì alla domenica, per un totale di tre ore a settimana, al fine di prevenire la dipendenza dai giochi in rete e proteggere la loro salute fisica e mentale.

    Fonte: ANSA

  • Nuove funzioni di sicurezza di Google per i minori

    Google ha ufficialmente annunciato di aver deciso di introdurre una nuova politica di protezione dei minori, abilitando chi ha meno di 18 anni (oppure i loro genitori o tutori) a richiedere la rimozione delle proprie immagini dai risultati del motore di ricerca. Se accettata, questa richiesta non cancella le immagini dai siti che le contengono, ma fa in modo che chi le cerca non le possa trovare attraverso Google, che è il modo in cui nella quasi totalità dei casi si arriva a un contenuto web.

    Altre nuove politiche riguardano le impostazioni per utenti registrati, minori di 18 anni:

    • YouTube: imposterà automaticamente le maggiori restrizioni di protezione, tipiche dell’età 13-17 anni, aggiungendo controlli sulle pubblicità, impedendo l’autoplay e segnalando l’ora di andare a letto o interrompere la visione
    • Ricerca: imposterà ricerca sicura automaticamente
    • Assistant: ricerca sicura anche con gli apparati diversi da computer e smartphone (Google Nest), con filtri anche sui testi delle canzoni [non ancora disponibile in Italia]
    • Cronologia degli spostamenti: non sarà possibile attivarla
    • Play: le App avranno un indicatore di compatibilità familiare
    • Workspace for Education: maggiori controlli per i docenti, ricerca sicura preimpostata non rimovibile, e impossibilità di navigare in incognito
    • Pubblicità: cercherà di evitare di mostrare pubblicità inadatta ai minori

    Fonte: Google Blog

  • Apple ha deciso di analizzare le foto personali per combattere la pedopornografia

    Aggiornamento del 2021-09-03: Dopo aver ricevuto osservazioni di utenti, ricercatori e legali, Apple ha deciso di attendere alcuni mesi prima di attivare questa nuova funzione, per migliorare la tutela della privacy.

    La Apple ha deciso di intervenire per limitare la diffusione di materiale fotografico sugli abusi sessuali sui minori, la pedopornografia (negli USA: CSAM, Child Sexual Abuse Material).

    Introdurrà in iOS 15, iPadOS 15, watchOS 8 e macOS Monterey strumenti per i genitori per controllare la comunicazione in rete dei propri figli, segnalando loro eventuali situazioni a rischio e oscurando immagini pornografiche, senza che i messaggi siano leggibili da Apple (la App Messaggi usa crittografia da mittente a destinatario e non è intercettabile). Anche Siri e il motore di ricerca segnaleranno situazioni potenzialmente pericolose, soprattutto in ambito pedopornografico.

    Inoltre sottoporrà a scansione le immagini caricate su iCloud Photos in modo da riconoscere eventuali violazioni della legge in tema di protezione dei minori. Non sarà un’analisi del contenuto, in senso stretto, ma un confronto automatizzato con il grande archivio di immagini pedopornografiche gestito in collaborazione dalle forze dell’ordine di diversi Paesi. Con sistemi crittografici avanzati, Apple assicura di intervenire manualmente per verifica ed eventuale susseguente denuncia alle autorità, solamente quando il numero di immagini illegali supera una certa soglia critica, evitando così di segnalare eventi occasionali, non voluti o casuali. In ogni caso, l’analisi manuale è limitata alle foto incriminate.

    Fonte: apple.com/child-safety

  • Durante la pandemia sono aumentati i reati associati agli abusi di minori

    Come è noto, Internet ha allargato notevolmente il fenomeno della pedopornografia e quindi gli abusi di criminali, attraverso adescamenti di vario tipo. Il vantaggio della facilità di comunicazione ha portato i pedofili a costituire reti, a volte mondiali, per lo scambio di immagini e filmati: far parte di una grande comunità ha consentito loro una sorta di autolegittimazione degli atti sessuali, anche violenti, nei confronti delle giovani vittime.

    Con la pandemia, la permanenza costante di tanti bambini collegati a Internet ha allargato il “mercato” dei pedofili e si è registrato un incremento dei casi denunciati. La Polizia Postale e delle Comunicazioni ha rilevato nel 2020 un aumento del 77% dei casi in cui sono stati compiuti reati online a danno di minori: pedopornografia, adescamento online, cyberbullismo, estorsioni sessuali, revenge porn e truffe. Riguardo alla circolazione di immagini pedopornografiche, nel 2020 i casi trattati sono aumentati del 132% e gli abusanti indagati del 90%. Nel primo quadrimestre 2021 si sono verificati incrementi del 70% dei casi trattati per reati connessi con la pedopornografia e l’adescamento online rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: bambini tra 0 e 9 anni agganciati sui social, sulle app di gioco e condotti in relazioni tecnomediate di tipo abusante da adulti senza scrupoli. Nei primi 4 mesi di quest’anno 52 casi, a fronte dei 41 dell’intero anno precedente.

    Oggi, in occasione della giornata nazionale contro la pedofilia e pedopornografia, dalle 10 alle 17:30 a Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata d’Italia nella Santa Sede, si svolge l’evento “Dignità dei bambini e degli adolescenti al tempo del covid”, parzialmente trasmesso in diretta.

  • Safer Internet Day 2021

    Per il Safer Internet Day 2021, alle 10, trasmissione in diretta organizzata dal Ministero dell’Istruzione e da Generazioni Connesse, il centro d’informazione per un Internet sicuro. L’intervento principale è a cura del filosofo Luciano Floridi, Direttore del Digital Ethics Lab – Oxford Internet Institute dell’Università di Oxford: è interessante leggere la sua intervista dell’Osservatore Romano: “Elogio delle idee ingenue”.

  • TikTok: dopo il caso della bimba di Palermo, il Garante privacy dispone il blocco del social

    Il Garante per la protezione dei dati personali ha disposto nei confronti di TikTok il blocco immediato dell’uso dei dati degli utenti per i quali non sia stata accertata con sicurezza l’età anagrafica. L’Autorità ha deciso di intervenire in via d’urgenza a seguito della terribile vicenda della bambina di 10 anni di Palermo, morta soffocata dopo aver imitato un comportamento rischioso visto in un filmato di TikTok.

    Il Garante già a dicembre aveva contestato a Tik Tok una serie di violazioni: scarsa attenzione alla tutela dei minori; facilità con la quale è aggirabile il divieto, previsto dalla stessa piattaforma, di iscriversi per i minori sotto i 13 anni; poca trasparenza e chiarezza nelle informazioni rese agli utenti; uso di impostazioni predefinite non rispettose della privacy.

    In attesa di ricevere il riscontro richiesto con l’atto di contestazione, l’Autorità ha deciso comunque l’ulteriore intervento odierno al fine di assicurare immediata tutela ai minori iscritti al social network presenti in Italia.

    L’Autorità ha dunque vietato a Tik Tok l’ulteriore trattamento dei dati degli utenti “per i quali non vi sia assoluta certezza dell’età e, conseguentemente, del rispetto delle disposizioni collegate al requisito anagrafico”. Il divieto durerà per il momento fino al 15 febbraio, data entro la quale il Garante si è riservato ulteriori valutazioni.

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