Notizie pubblicate dal 2006 al 2010

Il governo inglese vuole bloccare la pornografia su Internet

21/12/2010

Il governo di David Cameron ha cominciato una battaglia per impedire del tutto la visione di siti pornografici dal computer di casa a meno che non sia fatta esplicita richiesta da parte di un adulto. Lo scopo è impedire la prematura “sessualizzazione” dei bambini (uno su tre a 10 anni ha già visto immagini esplicite in rete), coinvolgendo i più importanti fornitori di telecomuncazioni britannici che affronteranno il problema con il Ministro delle comunicazioni Ed Vaizey. Poiché il parental control è insufficiente, la proposta del governo è di bloccare i siti pornografici alla fonte e introdurre la possibilità, per gli adulti, di richiedere l’accesso.
«È una questione molto seria - ha detto il ministro britannico delle comunicazioni - mi auguro che gli internet provider forniscano delle soluzioni evitando a noi di creare una legge ad hoc». «Oggi la pornografia su internet è una questione che riguarda la salute mentale perchè sappiamo i danni che può creare», ha detto la presidente di Safermedia Miranda Suit citando il caso dei due fratellini di Sheffield, 11 e 12 anni, condannati a cinque anni di reclusione per aver picchiato, torturato, minacciato di uccidere e costretto a fare sesso tra di loro due bambini che avevano 9 e 11 anni. Durante il processo era emerso che i due fratelli violenti venivano da famiglie disastrate e avevano accesso a siti pornografici.

In prima superiore si naviga da soli su Internet

12/11/2010

Non è una sorpresa il risultato dell'indagine condotto dalla Provincia di Bologna, Corecom e Difensore civico regionale su 508 studenti di prima e secondo anno di istituti secondari di II grado bolognesi. Il 94% dei ragazzi naviga da solo e il 47% ha la connessione direttamente dalla propria stanza. Un terzo degli intervistati usa Internet per parlare con sconosciuti. Il 60% di questi manda foto e numero di telefono e il 50% è disponibile a un contatto diretto. Il 62% dei genitori ignora come i propri figli usino Internet.

Un opuscolo del garante della privacy per difendere alunni, docenti e genitori

09/11/2010

In un semplice opuscolo, il garante della privacy elenca cosa si può e cosa non si può fare nelle scuole, in relazione all'uso di telefonini, telecamere, ecc. e alla diffusione di dati relativi agli alunni. Emerge un criterio generale di buon senso, che limita la diffusione di immagini e informazioni all'ambito della classe, della scuola o degli amici, senza estenderlo a tutti su Internet, a tutela degli studenti, ma anche dei docenti e dei genitori.

Il 40% dei bambini naviga su Internet prima dei 10 anni

09/11/2010

People, società di ricerche di mercato di Milano, con il contributo di Google, Vodafone Italia e Fondazione Ugo Bordoni ha realizzato nel secondo semestre 2010 un'indagine per Terre des Hommes sul rapporto dei bambini con i media.
Tra i risultati più significativi:
  • Il 40% dei bambini inizia a navigare su Internet prima dei 10 anni, il 60% dopo
  • Ci si iscrive ai social network molto prima dell'età minima (13 anni per Facebook) e il 16% lo ha fatto prima dei 10 anni.
  • Il 30% usa già il cellulare prima dei 10 anni.
  • Internet: il 78% lo usa per la scuola (ricerche e materiale di studio)
  • Computer condiviso con il resto della famiglia: 69%
  • Computer collocato in camera dei ragazzi: 35%
  • Computer in salotto/soggiorno: 36%
  • Social network: 85% usa Facebook, 24% Messenger

Attività del portale sulla difesa dei minori online

02/11/2010

Nella sezione "Test" del portale ilFiltro.it sono state pubblicate le valutazioni delle ultime versioni di alcuni sistemi di parental control. Leggere le avvertenze in testa alla pagina dei test. Nelle prossime settimane saranno aggiunte ulteriori informazioni e aggiornate alcune sezioni del portale.Nell'ambito del Congresso Nazionale AICA 2010 a L'Aquila a fine settembre, Michele Crudele ha presentato i risultati delle due ediizioni del corso di educazione alla legalità informatica con un interessante confronto tra l'esperienza in Sicilia e quella a Roma. L'articolo è pubblicato nella sezione "Progetti di formazione" del portale.

I risultati dell'indagine EU Kids Online

21/10/2010

EU Kids Online ha condotto una ricerca finanziata dal Safer Internet Programme della Commissione Europea, intervistando oltre 23.000 ragazzi tra i 9 e i 16 anni in 25 Paesi europei. Tra gli altri risultati, emerge che il 12% dichiara di essere stato infastidito o turbato da qualcosa visto su Internet: i tre quarti di questi hanno tra 9 e 10 anni. Il 41% dei genitori i cui figli dichiarano di aver visto immagini a sfondo sessuale, esclude che i propri ragazzi si siano imbattuti in simili situazioni. In Italia la percentuale sale al 58% e risulta la più alta tra tutti i paesi.
Il 48% (59% in Italia) dei ragazzi usa Internet da camera propria e il 31% (9% in Italia) da un telefono cellulare.
L'età media del primo accesso a Internet in Italia è 10 anni, mentre si abbassa a 7 in Svezia.
In Italia il 93% dei ragazzi usa Internet almeno una volta a settimana e il 14% di quelli tra 11 e 16 anni dichiara di aver sperimentato abbastanza spesso o molto spesso esperienze connesse a un uso eccessivo di Internet.
Il 57% dei ragazzi italiani ha un profilo pubblico su un sito di social networking (Facebook o altri).
Il rapporto afferma che "i rischi sessuali – ovvero la visione e la ricezione online di messaggi o immagini a sfondo sessuale – sono i più diffusi ma solo in rari casi condizionano negativamente le esperienze dei ragazzi". È certamente discutibile la valutazione sulla mancanza di condizionamento che non può essere rilevata direttamente dal ragazzo al momento dell'intervista, ma si manifesta a medio e lungo termine in una crescita poco armonica dei rapporti interpersonali, condizionati da una visione dell'amore con un ragazzo o una ragazza fortemente orientata al sesso.

Pubblicate le nuove valutazioni dei sistemi di parental control

04/10/2010

Nella sezione Test dei filtri sono state pubblicate le valutazioni delle ultime versioni di alcuni sistemi di parental control. Leggere le avvertenze in testa alla pagina dei test.

Può un genitore vigilare sulla navigazione del figlio in rete?

15/09/2010

Partendo dalla notizia di una mamma denunciata dal figlio sedicenne per essersi intromessa nella sua attività in rete, il Corriere della Sera riporta alcuni commenti.
«Non ci è mai successo che qualche ragazzo abbia protestato perché il genitore è stato eccessivamente invasivo - racconta Nunzia Ciardi, dirigente della Polizia -. Ci telefonano i genitori, invece. Chiedono cosa fare per essere tranquilli sulla navigazione del figlio, oppure come aiutare il ragazzo che vedono preoccupato o al quale arrivano messaggi strani».
In linea generale, al figlio maggiorenne viene riconosciuta la tutela piena della privacy, mentre il minorenne è soggetto a una serie di limitazioni. Ma non basta. Il terreno giuridico è ancora inesplorato e la materia complessa: «Manca la consapevolezza, proprio da parte del sistema giuridico, non solo italiano, del fatto che ormai quella tra maggiorenne e minorenne è una distinzione rozza - spiega Franco Pizzetti, Garante per la privacy -. Una distinzione che non soddisfa tutta la gamma diversa di situazioni che si possono determinare soprattutto rispetto alla protezione dei dati».
Quali valori entrano in conflitto, dunque? «Da una parte la personalità del ragazzo, il quale man mano che cresce, e anche prima di diventare maggiorenne, acquisisce un diritto a essere rispettato nella sua dignità e nella sua riservatezza - risponde il Garante -. Dall'altro, il dovere del genitore di trattare il figlio per ciò che egli è nei diversi stadi della vita, man mano che cresce. Non si può trattare il figlio come un bambino di due anni fino ai 17 anni e 11 mesi e poi come un uomo compiuto al giungere del diciottesimo anno. E anche relativamente all'approccio ai social networks, il comportamento e la capacità dei ragazzi cambiano di anno in anno, fino ad arrivare alla piena responsabilità giuridica. E i comportamenti dei genitori dovrebbero adeguarsi a questi cambiamenti».
Ma, allora, quando scatta la responsabilità del genitore per mancata vigilanza sul figlio e trascuratezza dei suoi doveri genitoriali? «Su questo, i Garanti europei si sono affannati a dare indicazioni, suggerimenti, consigli - dice Pizzetti -. Ma dal punto di vista strettamente giuridico non possiamo introdurre innovazioni rispetto all'ordinamento esistente». I principi da rispettare, dunque? «Necessità, non eccedenza del dato raccolto nei confronto del figlio e pertinenza -. Detto in altri termini: era proprio necessario questo dato (cioè quella informazione, o per esempio quella foto, acquisita dal genitore, ndr) per svolgere quella determinata attività genitoriale? È pertinente, cioè è stato raccolto un dato che riguarda effettivamente l'attività genitoriale che bisogna svolgere? È non eccedente: non c'è stato un eccesso di raccolta dei dati, quando ne bastavano altri?». Per sbrogliare meglio la matassa, bisognerà forse attendere che anche in Italia un giudice sia chiamato a pronunciarsi su un «casus belli». Nel frattempo, non sembra sconveniente seguire il consiglio di Nunzia Ciardi: «Essere amici dei propri figli non è una cattiva idea, neppure su Facebook».

Internet in famiglia: convegno al Fiuggi Family Festival il 26 luglio

17/07/2010

Lunedì 26 luglio 2010 dalle 10:30 alle 13 al Fiuggi Family Festival presso la Fonte di Bonifacio VIII si svolgerà il convegno "Science day: Internet in famiglia" a cura dell’Istituto di Informatica e Telematica Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).
Gli adolescenti vivono immersi nel digitale, ma genitori e insegnanti faticano a stare al passo coi tempi, con il diffuso timore di sentirsi inadeguati nell’affrontare il tema delle nuove tecnologie assieme ai giovani. "Science Day" ha l’obiettivo di illustrare i vari aspetti di Internet in chiave divulgativa, per capire cosa sono i social network e perché sono frequentati da milioni di persone.
Il programma prevede:
  • Internet: ma come funziona? – Maurizio Martinelli, IIT-CNR
  • Social network: un mondo misterioso – Fabrizio Silvestri, ISTI-CNR
  • I cellulari di nuova generazione: opportunità e pericoli - Fabio Martinelli/Gabriele Costa, IIT-CNR
  • I nostri ragazzi, “Nativi digitali” - Stefania Fabbri, IIT-CNR

La partecipazione è gratuita. È consigliabile registrarsi sul sito del Fiuggi Family Festival.
 

Chiamata di emergenza su Facebook per abusi e violenze

12/07/2010

Il Child Exploitation and Online Protection (CEOP) Centre nel Regno Unito ha reso disponibile su Facebook un'applicazione che permette di contattare la rete di protezione dei minori della polizia britannica. Il sistema consente anche un accesso facilitato alle pagine di Facebook sulla protezione personale.

Genitori, figli e Facebook

02/07/2010

Trend Micro ha commissionato una ricerca ad A&F Research su un campione rappresentativo di ragazzi tra 8 e 16 anni e genitori con figli della stessa fascia di età, con il fine di analizzare il livello di consapevolezza dei rischi dell'esposizione di dati personali nei social networks come Facebook. Solo il 30% dei genitori e il 40% dei figli sa impostarne le regole di privacy, ma papà e mamme sono preoccupate dei loro figli in rete (4,38 su 5 in una scala di importanza fino ai 10 anni).
Tra i ragazzi è molto forte la convinzione (8,3 su 10 nella scala di importanza) che “i genitori si fidano dei miei comportamenti online”. I maggiori di 10 anni navigano prevalentemente da soli (più dell’80%) o in compagnia di coetanei (circa il 50%).
Soprattutto gli adolescenti vogliono utilizzare al massimo Internet per avere relazioni con altri e più del 40% condivide dettagli sulla propria vita personale e sociale, fino a pubblicare anche foto e video di scherzi e bravate, in buona parte convinti che i genitori non approverebbero questi comportamenti. Sono anche convinti di “poter cancellare qualsiasi cosa pubblicata online” e di “potersi rendere anonimi online”. Come è noto, entrambe le convinzioni sono fallaci.

Approvato il dominio .xxx per siti per adulti

26/06/2010

Dopo diversi rifiuti, ICANN ha approvato la nascita del dominio .xxx per indicare siti per adulti. Anche se la decisione deve essere ratificata, sembra ormai in via di conclusione il lungo dibattito sull'opportunità di riservare un dominio ai siti pornografici. È abbastanza evidente che questa è un'opportunità commerciale per i fornitori di contenuti per adulti ma non costituisce una tutela per i bambini. Solamente se le regolamentazioni nazionali obbligheranno i siti pornografici a cambiare estensione verso .xxx sarà possibile una maggiore tutela dei minori