Una psicologa indaga sulle chat dei ragazzi

2020-07-12

"Se da un punto di vista psicologico l'infanzia e l'adolescenza esistono ancora, da un punto di vista sociologico sono sparite. E la tecnologia ha accelerato questo processo: davanti ad uno schermo non c'è più nessuna differenza tra adulti e adolescenti. E questi ultimi sono molto più svegli di noi, anche in grado di accedere facilmente al dark web". E' il parere di Maria Beatrice Toro, psicologa e psicoterapeuta, sulla "chat dell'orrore" usata da giovanissimi dove venivano scambiate immagini molto violente.

Maria Beatrice Toro, Direttore Didattico della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo Interpersonale SCINT di Roma, dopo aver indagato sulle chat rooms utilizzate dai ragazzi di oggi, afferma: "Nella vita reale non esiste più la mediazione e il filtro dell'adulto, fruiamo degli stessi intrattenimenti e delle stesse notizie, sui social e sul web. Ma mentre gli adulti sono 'scolarizzati', gli adolescenti hanno una immaturità celebrale e un bisogno infinito di esplorazione e trasgressione, come del resto è sempre stato, che li porta ad essere attratti da contenuti estremi. È una gara al peggio, a chi è più bravo a trovare cose orrende, prima erano le gare sui binari, ora la violenza sul web. Un fenomeno che è aumentato durante il periodo claustrofobico del Covid".

I ragazzi sono capaci anche di navigare nel dark web e trovare contenuti estremi. Per i genitori è "difficile essere informati e stare al loro stesso livello".

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