Giornata nazionale della difesa contro la pedofilia

2018-05-05

Oggi si celebra la giornata per la lotta alla pedofilia in tutta Italia. 

Qualcuno ha osservato recentemente che nel Catechismo della Chiesa Cattolica non è citata mai la parola "pedofilia" e ha proposto di inserirla perché più chiara ed esplicita rispetto ai giri di parole utilizzati nei punti in cui tratta degli abusi sessuali. Si è anche chiesto perché non sia stato usato quel termine. Una risposta la dà lo strumento di Google Ngram viewer che permette di calcolare la frequenza negli anni di una parola in tutti i libri scanditi da Google Books. Nel grafico sottostante si può notare chiaramente come fino al 1996 (guarda caso, l'inizio dell'era Internet), il termine era praticamente sconosciuto nei testi a stampa. Il Catechismo fu pubblicato nel 1992 e rispondeva quindi alla consuetudine linguistica del tempo.

Posso aggiungere una testimonianza personale. Mi sono occupato di protezione dei minori in rete da quando ho iniziato a utilizzare il primo vero motore di ricerca Altavista (fine 1995: usavo Internet dal 1994 quando non c'erano ancora le immagini) avendo intuito che la facilità di trovare immagini inadatte ai bambini potesse provocare danni alla loro formazione. Nel 1999 presentai a un congresso internazionale di Etica e computer un articolo sui limiti tecnici dei sistemi di controllo della navigazione (parental control), dimostrando che erano facilmente aggirabili (adesso sono molto più robusti). Durante la mia esposizione una congressista scandinava mi chiese informazioni sulla situazione italiana della pedofilia in rete. Risposi, candidamente, che non mi sembrava un gran problema perché in Italia gli interessi della gente in ambito sessule erano di altra natura. Ci volle poco tempo per capire che mi ero sbagliato di grosso e che il fenomeno era presente, ma nascosto. Ecco perché nacque questo portale www.ilFiltro.it, perché la rete ha consentito ai pedofili di trovare consenso tra altri "colleghi", mentre prima erano abitualmente persone isolate con un ambito "locale". Il fenomeno si è così allargato, anche per la facilità di reperire materiale, scambiandoselo: c'è un grosso mercato della pedopornografia alimentato anche da chi pedofilo non è, ma approfitta della situazione. Il vantaggio sta nell'aver fatto emergere un problema antico: ricordo perfettamente il pedofilo che entrò nel portone di casa mia dopo aver tentato di adescare una bambina mia coetanea: andai a chiedere a papà spiegazioni. Adesso un bambino cercherebbe su Google, con effetti non prevedibili... 

Michele Crudele