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Claudia Di Giovanni: Bambini, ragazzi e internet: la rete e la paura dell'ignoto - L'Osservatore Romano, 20 febbraio 2010

I nuovi media hanno conquistato vasto spazio nel nostro quotidiano, inducendoci a prendere familiarità con continui e veloci sviluppi tecnologici. Il loro utilizzo è irrinunciabile per i giovani, non a caso definiti «generazione digitale», con riferimento soprattutto a chi è nato dopo il 1991. Proprio negli anni Novanta, infatti, la diffusione della rete internet ha ridefinito i parametri della conoscenza, dello spazio e del tempo, con notevoli conseguenze sulla società e sul singolo.

Da sempre le innovazioni tecnologiche, nell'incontro con la tradizione, hanno creato reazioni diverse, tra diffidenza ed entusiasmo, diffidenza per l'avanzare di un nuovo dagli effetti imprevedibili, entusiasmo per le eventuali potenzialità, segnando così il confine tra prima e dopo, con effetti comunque irreversibili.

Questo si è  verificato in diversi contesti storici, coinvolgendo spesso i giovani, naturalmente aperti al nuovo, sotto lo sguardo preoccupato degli adulti, inclini talvolta a considerare la novità come una minaccia, quasi un sintomo di degenerazione degli usi tradizionali.

Ogni secolo ha avuto le proprie preoccupanti «novità» che, apparse sulla scena, sono state incriminate e analizzate. È stato così per determinati libri, ritenuti non adatti ai giovani, per il cinema, considerato all'inizio fuorviante e diabolico, per i fumetti, sospettati di distruggere la fantasia, per alcuni generi musicali, per la televisione, i videogiochi. E la lista potrebbe continuare, individuando in ogni epoca il timore e le ansie che accompagnano varie novità, insieme alla naturale predisposizione degli adulti a proteggere i più giovani da qualcosa che non si conosce sino in fondo.

Ogni cambiamento ha modificato l'ambiente, ma soprattutto la persona. I bambini di oggi, infatti, immersi sin dalla nascita nella tecnologia, sviluppano dinamiche di apprendimento più percettive, diverse in parte da quelle delle precedenti generazioni, portati per loro natura all'uso dei mezzi tecnologici.

I nuovi media hanno creato dunque una vera e propria cultura che, come ogni cultura, parla un suo linguaggio. Quando andiamo in un Paese straniero, dobbiamo imparare una lingua; questo non significa solo studiare regole grammaticali e un nuovo vocabolario, significa entrare nella cultura che ha generato il linguaggio, prestando attenzione a molteplici aspetti e sfruttando l'immaginazione per immedesimarci in una realtà diversa dalla nostra e riuscire a comunicare con chi fa parte di quella cultura.

Pertanto, per entrare pienamente in questa nuova cultura digitale, occorre seguire lo stesso schema per parlare quel linguaggio che i giovani hanno appreso in maniera più naturale e veloce degli adulti, proprio come accade per le lingue.

Nel mondo digitale, si ridefiniscono così le dinamiche dell'apprendimento, ma anche quelle del gioco, poiché l'industria crea giocattoli progettati sempre più come supporto alla conoscenza e allo sviluppo del linguaggio. Se per ogni generazione il gioco è stato occasione per esplorare l'area del linguaggio, in un processo di creatività, ma anche di collaborazione e scambio, il nuovo ambiente digitale può essere un'altra opportunità per guidare il bambino nell'apprendimento della lingua parlata e scritta.

Un'altra opportunità, non un'alternativa, perché i processi di apprendimento e sviluppo del pensiero richiedono un tempo più lento, in contrasto con la velocità della nostra epoca. Pensare e riflettere richiede uno spazio silenzioso, non interrotto da altri stimoli e sollecitazioni, in cui si rielaborano le nostre conoscenze, in cui il bambino sviluppa la sua personalità che, attraverso il gioco, l'apprendimento, la lettura, la fantasia, il rapporto con gli altri esseri umani,  conduce  alla  completezza di sé.

Nel mondo digitale la rapidità e il predominio delle immagini potrebbero sfavorire a volte il linguaggio verbale e la sua ricchezza, la vera lettura, quella che ci permette di entrare in sintonia con chi ha scritto le proprie emozioni, spingendoci a dar voce alle nostre, stimolando la fantasia e aiutandoci a scendere nella nostra parte più profonda.

I bambini, attratti da immagini che si rincorrono all'infinito, rischiano di abituarsi a una sovrastimolazione di contenuti, a scapito di un'analisi critica e di una profonda elaborazione personale, ridimensionando la fantasia e rompendo l'incanto. Ancora oggi, la lettura resta, infatti, il modo migliore per sviluppare il linguaggio parlato, rielaborare il pensiero e comprendere concetti complessi; è un'abitudine che non può essere sostituita dall'ambiente digitale, ma affiancata, per riuscire a creare quell'armonia tra la tradizione e l'innovazione tecnologica, che deve continuare a esistere.

Se dunque da un lato i nostri bambini sono naturalmente portati all'uso di questi mezzi, gli adulti continuano ad avere un ruolo fondamentale, quello di educatori tradizionali, incoraggiando i bambini a sfruttare gli elementi positivi offerti dai nuovi media, ma nello stesso tempo ricordando che ci sono regole utili nel mondo reale, così come in quello digitale, e soprattutto mantenendo aperto un dialogo che non faciliti la segretezza, a volte rischiosa, sotto cui si agisce nella Rete.

Se per anni l'allarme si è concentrato sulla televisione, oggi come allora, pur nel panorama tecnologico in continua evoluzione, il problema continua a essere la comunicazione tra le generazioni, la creazione di spazi in cui dialogare e confrontarsi, perché l'enorme potenziale tecnologico a disposizione non può sostituirsi alla capacità di comprendere l'espressione di uno sguardo e riuscire a esprimere se stessi nel confronto verbale con l'altro.

Minori e Web: necessaria un’attenta opera di ‘Filtro’ da parte di genitori ed educatori - Key4biz, 30 ottobre 2006

Intervista a Michele Crudele sui pericoli e i rimedi per la navigazione dei minori su Internet

Siti in evidenza

www.ti6connesso.it - Ministero delle Comunicazioni

Dedicato ai ragazzi che usano le nuove tecnologie, ma utile anche per genitori e docenti. Realizzato in collaborazione con Save the children Italia.

www.ilwebperamico.it - Moige e Microsoft

Per tutelare le famiglie e i minori nell’esplorazione del web, nell’ambito di una strategia di responsabilità sociale delle aziende.

www.sicuramenteweb.it - Microsoft

Punto di partenza sui temi della navigazione protetta dei minori sul web e della sicurezza informatica. Identifica l'azione di Microsoft per sensibilizzare, sostenere e promuovere – in particolare nei confronti di ragazzi, genitori e insegnanti – iniziative di sicurezza per i minori. Il progetto Sicurezza on line è una di queste iniziative.

CyberNetiquette Comix - Disney Online

Un divertente fumetto per bambini, esplicativo dei rischi della rete. Conviene vederlo insieme figlie e genitori.

Non cadere nella rete - Moige e Symantec

A supporto di una campagna nelle scuole italiane, contiene consigli per studenti, docenti e genitori su come fare un corretto uso di Internet.

EU Kids Online - The London School of Economics and Political Science

(in inglese) Un progetto europeo di ricerca sulla situazione dei bambini online. Molto interessanti lo studio di confronto su 21 Paesi e la guida su come impostare ricerche in questo settore.


I rapporti Eurispes - Telefono Azzurro

10° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza - Eurispes e Telefono Azzurro, Novembre 2009

È sempre interessante leggere il rapporto annuale: oltre ai propri dati, riprende statistiche di altri, come quella del Moige che segnala che il 19% dei genitori naviga con i figli e il 17% li abbandona completamente.
Dalla ricerca del 2008 di Telefono Azzurro ed Eurispes risulta che il 62,5% dei bambini (70,2% femmine, 54,5% maschi) considera fastidioso vedere sesso o nudo in TV il che dimostra che molti minori ormai sono poco sensibili alla pornografia.
Metà dei bambini che usano Internet hanno iniziato tra i 6 e gli 8 anni. L'attività più frequente (55,9% dei più piccoli) è scaricare musica, giochi e filmati.
Il 90% degli adolescenti usa Internet e l'attività più diffusa è cercare informazioni, seguita da guardare YouTube e usare la chat. Una grande maggioranza trascorre il proprio tempo libero davanti al computer, mentre non legge più i fumetti, né si dedica a musica o arte o volontariato.
Risulta quindi un quadro per cui i genitori devono dedicare tempo per capire l'interazione dei propri figli con Internet, in modo da difenderli dai pericoli e trarne tutto il beneficio possibile.

9° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza - Eurispes e Telefono Azzurro, Novembre 2008

Dichiara il Prof. Gian Maria Fara, Presidente dell’Eurispes:
  • Le caratteristiche della Rete sono contraddittorie. Se da un lato è lo spazio dello scambio, della conoscenza, dell’incontro, dall’altro rischia di essere un luogo di solitudine, di persone che sole stanno davanti al proprio pc o al display del telefonino. La si potrebbe definire una forma di “socializzazione solitaria”. Consapevoli del fatto che i propri genitori non capiscono bene o non conoscono affatto l’utilizzo di Internet, i giovani trovano in esso uno spazio “a prova di adulto”. Ciò fa sì che l’utilizzo delle tecnologie tracci, all’interno delle mura domestiche, una sorta di “zona franca” il cui accesso ai genitori è spesso precluso.
  • D’altra parte, è anche vero che i nuovi media e la Rete hanno creato e continuano a forgiare una nuova leva di cittadini. Se Internet è il luogo della comunicazione globale e democratica è pure vero che i più giovani trovano altre modalità rispetto al passato di rappresentarsi, di confrontarsi, di esprimere le proprie opinioni e la propria personalità.
  • Quello che occorre riattivare sono i comportamenti fuori dal coro, intesi come la capacità di elevarsi da una certa propensione all’omologazione. È necessario che siano gli adulti, intesi in una concezione più ampia come le Istituzioni, la politica, il corpo sociale ad appropriarsi di nuove conoscenze e dotarsi degli strumenti più adatti per aprire il dialogo con le nuove generazioni.

8° rapporto nazionale sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza - Eurispes e Telefono Azzurro, Novembre 2007

È ormai dominante il tema dell'uso della tecnologia da parte di bambini e ragazzi.
Un adolescente su tre passa più di 4 ore al giorno al cellulare (del quale il 42,7% dichiara di non poter fare a meno), mentre un bambino su dieci ne trascorre altrettante davanti alla TV. I ragazzi fanno tutto questo senza la supervisione di un adulto. Gli adolescenti intervistati possono guardare la TV incontrollati nel 64% dei casi, il 50% di loro sta su Internet senza interferenze dei genitori e al 56% non viene neanche chiesto che uso ne fa, come anche a un bambino su tre.

7° rapporto nazionale sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza - Eurispes e Telefono Azzurro, Dicembre 2006

Arrivato alla settima edizione, questo rapporto è un punto di riferimento per l'analisi della situazione dei minori in Italia. Mentre in passato ai rischi di Internet era dedicata una sola scheda, ormai il tema è presente in molti capitoli. Purtroppo va notato che, a differenza di tutti gli altri argomenti trattati con precisione e con dati statistici, in relazione alle famiglie omosessuali il rapporto fa affermazioni superficiali del tipo: "molte le coppie dello stesso sesso che desiderano unioni stabili nel tempo" oppure "è evidente che le statistiche ufficiali non rendono davvero conto del fenomeno, che è in realtà molto più diffuso", e trascura del tutto i problemi psicologici dei bambini adottati da coppie omosessuali.

 

Ulteriori approfondimenti sono disponibili
nell'archivio di documenti e siti


Aggiornata: 2010-04-23